REDAZIONE: FRANCESCO BEARZI, CRISTINA MATALONI, SARA DEODATI, VINCENZO LANDOLINA, ALBERTO VALLERIANI, ROCCO MARTUFI, GIULIO TIRINELLI

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domenica 10 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 10.10.10

 
Comunicato Stampa

Retuvasa - CIA Frosinone - Coldiretti Frosinone

Sul documento presentato dalla Provincia 

per il risanamento agro-ambientale della Valle del Sacco

Il presidente della CIA Frosinone Mario Mancini, il direttore provinciale della Coldiretti Frosinone Gianni Lisi e, per la Rete Tutela Valle del Sacco, il coordinatore del tavolo tecnico provinciale per il risanamento agro-ambientale Francesco Bearzi e il presidente Alberto Valleriani, esprimono grande soddisfazione per il documento presentato dalla Provincia, nella persona dell’assessore all’Ambiente e vice presidente Fabio De Angelis, nel corso della conferenza stampa Provincia-Arpa del 7.10.10, dedicata alle emergenze relative al risanamento ambientale del Frusinate.

Tale documento, infatti, accoglie quanto maturato in sei mesi di lavoro del tavolo tecnico provinciale, grazie in primo luogo al contributo del Dipartimento di Produzioni Animali della Facoltà di Agraria dell’Un. della Tuscia, del preside della stessa Facoltà Bruno Ronchi e del dott. Pier Paolo Danieli, dello stesso dipartimento.

Dopo anni in cui le istituzioni di rappresentanza politica hanno sostanzialmente latitato nell’affrontare l’emergenza della Valle del Sacco, la Provincia di Frosinone, grazie soprattutto all’instancabile attività del suo assessore all’Ambiente e vice presidente, comincia a inquadrare correttamente le azioni prioritarie per il risanamento agro-ambientale, con la concreta volontà di porle in essere. Ci auguriamo che tale atteggiamento responsabile e fattivo sia condiviso da tutte le altre istituzioni, che spesso appaiono condizionate da logiche estranee a quelle del risanamento ambientale e della promozione dell’agro-zootecnia, i cui destini sono legati a doppio filo.

Il documento presentato dalla Provincia di Frosinone, pubblicato integralmente su alcuni quotidiani e on-line, elegge come punto di riferimento per il risanamento agro-ambientale il Programma presentato dal Dip. di Produzioni Animali dell’Un. della Tuscia al tavolo tecnico provinciale dello scorso 2 settembre. Tale programma propone tempi ragionevoli per la determinazione scientifica delle migliori strategie da adottare per accelerare la degradazione del beta-HCH presente nella fascia contaminata del fiume Sacco, incentrandosi sulle potenzialità offerte dalle colture microbiche e dalle piante foraggiere, mediante pratiche di phyto-remediation (azione combinata di microbi del suolo e piante), e da alcuni metodi di lavorazione del terreno. Non viene trascurata la valutazione delle pratiche già messe in atto (pioppi e girasoli), ma a differenza del passato si intendono apprezzare tali risultati sulla base delle loro concrete possibilità, non in base a una aprioristica predilezione per lo sviluppo di filiere agro-energetiche presentanti seri rischi per le tradizionali attività agro-zootecniche, al contrario dei processi di digestione anaerobica (biogas dal letame).

Ottime anche le proposte di azione immediata avanzate dall’assessore all’Ambiente provinciale, tra cui sottolineiamo l’estensione dell’area emergenziale fino a Falvaterra; la pressione della Provincia per lo sblocco immediato dei finanziamenti riconosciuti agli allevatori danneggiati e non ancora erogati, e per l’adeguatezza dei futuri finanziamenti; l’impegno per la vigilanza del rispetto della proibizione di attività agro-zootecniche nella fascia interdetta; l’impegno per il corretto riconoscimento del valore di mercato dei prodotti agro-zootecnici locali e per la promozione delle eccellenze produttive; la proposta di un coordinamento con la Provincia di Roma per la promozione degli ecodistretti industriali nell’intera Valle del Sacco.

Anagni/Frosinone, 10.10.10

Francesco Bearzi
- Mario Mancini - Gianni Lisi - Alberto Valleriani 

 CS Retuvasa CIA Coldiretti Frosinone 101010                                                                    

LIMPIDA E STRUTTURALE CONTROREPLICA ALLA SAF DELL'ASSESSORE PROVINCIALE ALL'AMBIENTE FABIO DE ANGELIS CIRCA L'A.I.A. MANCANTE PER L'IMPIANTO DI COLFELICE (Ciociaria oggi p.4 - mezza pagina taglio alto - stranamente la controreplica non esce sugli altri quotidiani locali)
Sintesi dell'articolo:
Fabio De Angelis: "La Direzione regionale dell'Arpa Lazio ha verificato, su segnalazione del sottoscritto, lo stato delle autorizzzazioni [...] e ha denunciato che 'la SAF spa esercita l'impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti non pericolosi (linea A), adibito alla produzione di cdr, senza essere in possesso dell'autorizzazione integrata ambientale'". Come prescritto dalla legge (seguono i riferimenti normativi).
"In qualità di assessore provinciale all'ambiente, cui la legge affida il controllo di tutte le atività di accertamento delle violazioni delle disposizioni di legge, ho già proceduto alla attenta verifica delle autorizzazioni degli impianti della provincia ed ho rilevato delle incongruenze segnalate al Dipartimento Rifiuti dell'Ispra e alla Direzione regionale dell'Arpa [...]".
La SAF per l'impianto di TMB di Colfelice è autorizzata soltanto per attività di recupero, mentre, dai dati trasmessi dalla stessa SAF e dai rapporti informativi sui flussi di rifiuti, "l'attività di smaltimento in discarica, che non appare nella summenzionata autorizzazione, risulta addirittura in misura prevalente rispetto al recupero. Il rilascio dell'A.I.A. agli impianti esistenti, che ricadono nel campo di applicazione della direttiva Ippc (Integrated Pollution Prevention and Control) non è una questione di pura forma, ma di sostanza, poiché implica una valutazione delle emissioni alla luce delle migliori tecniche disponibili (Mtd) più appropriate, stabilendo le condizioni e i valori limite di emissione basandosi su quelli ottenibili con le Mtd. Ricordiamo che sull'impianto di Colfelice è in corso una indagine per truffa aggravata e per corruzione e la magistratura deve poter lavorare serenamente, ma questo non impedisce, anzi deve incentivare l'attività di controllo e denuncia, anche politica, degli organi competenti. Le amministrazioni devono svolgere pienamente il ruolo che attribuisce loro la legge. Per questo ho convocato a fine mese una assemblea dei sindaci per presentare il bando per la raccolta differenziata e per un confronto serio su una gestione che risulta, stando alla obiettività dei numeri, disastrosa".
Infine viene ricordato che prima che venissero ultimati i lavori del nuovo impianto di Colfelice (2006) la SAF spendeva poco più di 9 milioni di euro,  oggi quasi 10 milioni e mezzo.


IL COMUNICATO STAMPA RETUVASA 1.10.10 CIRCA LE OSSERVAZIONI AL PROGETTO DI IMPIANTO TMB A COLLEFERRO E RELATIVO ITER E' ANCHE, INTEGRALMENTE, SU CRONACHE CITTADINE 8.10.10 P.3 

sabato 9 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 9.10.10

LA "GUERRA" CONTRO IL PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO (PIANO SANITARIO) REGIONALE IN CIOCIARIA E NEL LAZIO, E PER SALVARE L'OSPEDALE DI ANAGNI
Fervono le nuove iniziative. Ce ne giunge notizia contemporaneamente dai due uomini in prima fila nella lotta per salvare l'ospedale di Anagni nel mondo dell'associazionismo e delle istituzioni, Alessandro Compagno, presidente della DAS, e Carlo Noto, sindaco di Anagni.
Ieri pomeriggio i lavoratori, insieme ai sindacati, hanno costituito un presidio permanente di lotta nell'ospedale cittadino.
Oggi si comunica il seguente calendario:
LUNEDì 11 OTTOBRE 2010: ore 18, piazza 6 dicembre, Frosinone: manifestazione di tutti i 91 Comuni della Ciociaria contro il piano sanitario della Regione Lazio.
MERCOLEDì 13 OTTOBRE 2010: 
ore 7: raduno al piazzale del cimitero di Anagni per prendere i pulmann per protesta davanti la sede della Regione Lazio (via della Pisana) mentre è in corso il Consiglio regionale
ore 7.45: raduno al casello autostradale di Anagni per chi si reca alla Pisana in auto
ore 16: i Sindaci saranno a Roma a Palazzo Chigi
Ricordiamo inoltre:
Per le altre iniziative locali ad Anagni e per aggiornamenti: www.dirittoallasalute.com

LA SAF REPLICA A FABIO DE ANGELIS CIRCA LA MANCANZA DI A.I.A. PER L'IMPIANTO DI COLFELICE: SIAMO IN REGOLA E SOTTO ATTACCO MEDIATICO. MA RESTANO FORTI DUBBI SULLA REGOLARITA' DELL'AUTORIZZAZIONE DELL'IMPIANTO.
Breve sintesi del comunicato stampa della società, pubblicato, sembra pressoché integralmente, su Ciociaria oggi p.8:
La SAF ha tutte le carte in regola, in quanto ha ottenuto la V.I.A. in una conferenza dei servizi regionale nel corso della quale non è stata richiesta l'A.I.A, che servirà per un successivo lotto dell'impianto. La società è sottoposta a continuo attacco mediatico. 
Interessante quanto aggiunge Il Messaggero Fr p.43, di cui riportiamo una sintesi: 
"'Questo impianto ce lo invidiano in tutta Italia', sbotta Cesare Fardelli. A sentire il presidente della Saf, la spa che gestisce l’impianto di Colfelice, l’accusa lanciata dal vice presidente della Provincia, Fabio De Angelis non sta in piedi. 'L’autorizzazione integrata ambientale ci servirà solo quando sarà entrato in funzione il 4° lotto dell’ampliamento, che per inciso dobbiamo ancora realizzare'. Eppure la situazione non sembra così semplice. L’impianto di Colfelice lavora da sempre senza ”Aia” sulla scorta di una documentazione che, in questi mesi, è stata passata al setaccio non solo dalla Provincia, ma anche dalla Procura della Repubblica che sulla Saf indaga da tempo. Carte alla mano sarebbero emerse forti perplessità sulla mancanza di questa certificazione che, per inciso, hanno tutti gli impianti omologhi a quello di Colfelice. Resta da capire come sia potuto accadere e soprattutto se, dopo la richiesta della Provincia, l’autorità giudiziaria non ritenga di dover sequestrare l’impianto fino al rilascio dell’autorizzazione."
Va detto inoltre che, come riportato nella rassegna stampa di ieri, sulla base de Il Messaggero FR, lo stesso neo direttore dell'ARPA Lazio sezione di Frosinone, Ennio Zaottini, ha dichiarato: “Quando l’ho saputo [della mancanza dell'A.I.A.] sono trasecolato, è gravissimo”. La risposta della SAF dunque non sembra a noi, come al giornalista de Il Messaggero, poter convincere che è davvero tutto a posto. 

Per concludere, La Provincia Fr p.11 riferisce anche che la SAF annuncia di riservarsi di agire nelle sedi opportune "per tutelare i propri interessi".
E' prevedibile che Fabio De Angelis a breve tornerà sull'argomento.

ANAGNI. GLI SCAVI ALLA RICERCA DI RIFIUTI TOSSICI
L'odierno articolo sul tema nella pagina della cronaca di Anagni di Ciociaria oggi riprende sostanzialmente quanto inserito nella rassegna stampa di ieri, e non ci risultano in generale novità sul tema.
Ci limitiamo dunque a ricapitolare quanto emerso dalle varie fonti mediatiche finora disponibili (per cui vedi la rassegna stampa 8.8.10 e 7.8.10), in maniera piuttosto disorganica.
- (forse dietro esposto di un ex dipendente) sono stati condotti scavi  in area limitrofa a un'azienda farmaceutica sita tra l'autostrada e il fiume Sacco, alla ricerca di "rifiuti tossici"
- gli scavi sono stati compiuti dal nucleo batteriologico e radiologico dei Vigili del Fuoco, fino a una profondità di 4 metri
- quanto prelevato è in corso di analisi
- sulla natura di quanto prelevato, Omniroma 8.8.10 13.34 avanza l'ipotesi si tratti di "resine a scambio ionico usate come filtraggio per la lavorazione degli antibiotici il cui principio attivo è quello della cefalosporina, e sarebbero lì fin dagli anni '70. Ad occhio nudo è apparso agli operatori come materiale granuloso tipo terriccio di colore beige. Reflui chimici che dopo aver esaurito il ciclo produttivo devono essere regolarmente smaltiti"
- ma dove si trova tale sito? I quotidiani sembrano restii a  collegarlo a qualche azienda, quasi reticenti. Eppure circolano nel web varie foto del sito. Che convergono con quanto riferitoci da alcuni testimoni oculari: si tratta di area prossima allo stabilimento anagnino della ACS Dobfar
- oltre alla questione di presunti rifiuti tossici interrati da illo tempore, se ne profila un'altra che pare molto rilevante, quella di preoccupazioni legate al ciclo alimentare.
Leggiamo infatti sui giornali che:
"Sempre nel corso di questa operazione, la polizia avrebbe colto in flagranza due mezzi che stavano illecitamente smaltendo fanghi inquinati, all'interno di un altro fondo privato per conto della stessa azienda farmaceutica. La zona in questione è caratterizzata da numerosi terreni agricoli sui quali viene prodotto foraggio per gli animali da allevamento e dove spesso si recano i pastori a far pascolare i propri capi di bestiame" (corsivo nostro)
e ancora il citato Omniroma: 
"Fino ad oggi, quel terreno, poco distante dal fiume Sacco, è stato coltivato a mais"
Abbiamo riunito questi fili a scopo divulgativo, perché riteniamo che è bene tutti sappiano cosa sta succedendo.  La nostra sensazione è che in questo caso più la cittadinanza è informata, più gli organi competenti possono contare sulla sua segnalazione e partecipazione (come giustamente si legge ne La Provincia Fr p.24, ad Anagni, come nella Valle del Sacco, pare essersi incrinato il muro di omertà).
Insomma, non ci sembra di compromettere la riservatezza delle indagini (che ormai tanto riservate non sono), casomai di agevolarle dando maggiore senso logico a quelle che altrimenti sarebbero una sequela di voci confuse.
Del resto, in genere le indagini ambientali di Retuvasa e le sue segnalazioni agli organi di controllo e agli inquirenti si svolgono in silenzio.

LA CIOCIARIA IN RIVOLTA PER IL PIANO SANITARIO REGIONALE
FONDAMENTALE LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI MEDICI DELLA PROVINCIA DI FROSINONE FABRIZIO CRISTOFARI AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO (La Provincia Fr p.7)
Le altre notizie (La Provincia Fr pp.8-9):
- Il prefetto di Frosinone si mobilita e cerca di intervenire sul presidente della Regione
- I 91 sindaci della provincia annunciano si autosospenderanno in mancanza di risposte
- molti sindaci ritengono più efficace (anche se drammatica) la strada delle dimissioni formali
- contestano in particolare le macroaree che accorpano parte della sanità ciociaria alle strutture della capitale, e fanno scendere il rapporto posti/letto abitanti al 2permille, mentre l'obiettivo dovrebbe essere il 4permille
- intanto la Polverini rifiuta di ricevere una ventina di sindaci romani e viterbesi recatisi senza invito in Regione, e li invita poi a "rileggere bene il piano sanitario" (comportamento reiterato e piuttosto soprendente da parte di una ex sindacalista, ndr)
altre notizie in La Provincia Fr pp.10-11

PIERLUIGI DI PALMA, SUB-COMMISSARIO PER L'EMERGENZA DELLA VALLE DEL SACCO COMMENTA IN MANIERA DECISAMENTE OTTIMISTICA I DATI SULLA CONTAMINAZIONE DA BETA-HCH NEL CAMPIONE DI POPOLAZIONE CONSIDERATO (Cinque giorni p.17)

venerdì 8 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 8.10.10

LA CONFERENZA STAMPA DI IERI IN CUI ENNIO ZAOTTINI E FABIO DE ANGELIS HANNO PRESENTATO UN QUADRO ANCORA PIU' ALLARMANTE DELL'INQUINAMENTO DELLA VALLE DEL SACCO, VERSANTE FRUSINATE. ECCEZIONALE IL LAVORO "INVESTIGATIVO" COMPIUTO DALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA PROVINCIA DI FROSINONE, PIU' CHE DAI PRIMARI ENTI DI CONTROLLO, SULL'IMPIANTO DI COLFELICE

Sintesi da Ciociaria oggi p.3
L'assessore all'Ambiente e vice presidente della Provincia Fabio De Angelis e il neo direttore di Arpa Lazio sezione di Frosinone Ennio Zaottini: 123 SITI INQUINATI, QUASI 300 DEPURATORI CIVILI SPROVVISTI DI AUTORIZZAZIONE, L'IMPIANTO DI COLFELICE CHE ESERCITA NON SOLO LA SELEZIONE, MA DI FATTO LO SMALTIMENTO RIFIUTI, PUR ESSENDO SPROVVISTO DI A.I.A.
Sull'impianto di Colfelice, Fabio De Angelis, dopo mesi passati a controllare le autorizzazioni delle strutture legate al ciclo dei rifiuti: "Per le attività che svolge non ha un idoneo nulla osta. Ho già comunicato tutto alla Procura della Repubblica di Frosinone, di Cassino e alla Regione Lazio, che spero ci aiuti economicamente sul fronte dei 123 siti da bonificare [...] Colfelice tratta rifiuti solidi urbani non differenziati e dovrebbe lavorare al loro recupero. In realtà, prestando attenzione al flusso dei rifiuti, ci si rende conto che fa tutt'altro, nello specifico lo smaltimento [...] Ma per fare lo smaltimento dovrebbe essere assoggettato all'Autorizzazione Integrata Ambientale, come prescritto dalla direttiva europea [...]. E' importante per me dire che oggi, sicuramente, [...] c'è un'inversione di tendenza rispetto ad un precedente sistema di controlli almeno discutibile, e che la politica può dare in queste tanto delicate quanto gravi circostanze un contributo fattivo" 
Sintesi de Il Messaggero FR p.40 sui dettagli, riferiti da Fabio De Angelis, relativi alle omissioni dell'ex direttore di Arpa Lazio provinciale ora agli arresti domiciliari, Vincenzo Addimandi: "Nel marzo del 2010 [...] il dott. Addimandi ha scritto una relazione redatta nell’ambito di un’attività di controllo dove si legge solo che quell’autorizzazione avrebbe dovuto essere richiesta. E basta. Ma è un’assurdità. Addimandi doveva segnalare tutto all’autorità giudiziaria”. “Quando l’ho saputo sono trasecolato - ha detto Zaottini - è gravissimo”. La stessa nota dell’Arpa, a firma del dott. Felici, infatti, arriva alla conclusione che “la Saf, per l’esercizio dell’impianto di Tmb, era tenuta a presentare la domanda di autorizzazione entro il 31 gennaio 2008, termine ultimo stabilito dalla legge”. Dopo la scoperta sono partiti degli esposti alla Procura della Repubblica di Frosinone e Cassino e un’indagine è stata avviata. Indagine che, se confermerà quanto afferma De Angelis, dovrebbe sfociare con il sequestro dell’impianto. A salvare la situazione servirebbe solo un’ordinanza dalla Regione che vada a sanare la situazione dal punto di vista burocratico. Non di certo però le responsabilità penali che eventualmente potrebbero essere accertate. La Saf, nel frattempo, ha provveduto a richiedere l’autorizzazione alla Regione “però per una parte di impianto - ha spiegato De Angelis - ancora da costruire, mentre le autorizzazioni servivano per l’attività che già si svolge”.
Ancora Il Messaggero FR p.40 sui 123 siti:
"Parliamo di 123 siti di interesse nazionale - rispetto all’unico esistente a Latina - che sono potenziali bombe ecologiche" ha detto il vice presidente della Provincia, Fabio De Angelis. Si tratta di vecchie discariche, siti industriali dismessi o sequestrati e poi abbandonati a se stessi (pensiamo alla fabbrica Olivieri di Ceprano, per esempio, dallo stabilimento Annunziata a Ceccano). O ancora a via Le Lame, “una bomba” alla periferia di Frosinone (a questo proposito il 12 ottobre c’è un incontro tecnico tra Arpa e comune). La bonifica spetterebbe ai Comuni, o in caso di carenza di risorse, alla Provincia.
«Sono troppi però, non possiamo occuparcene - spiega l’assessore Fabio De Angelis - serve l’impegno della Regione. Dovrò convocare una conferenza dei sindaci, sia per discutere dell’impianto Saf, che ci costa sempre di più nonostante i 25 milioni di euro investiti per l’ammodernamento, sia per una valutazione dell’intera situazione». Prima che ai sindaci, però, l’appello è alla Regione Lazio.
«In questi mesi c’è stata sicuramente una inversione di tendenza - ha detto ancora Fabio De Angelis - ma i nostri sforzi non saranno sufficienti senza una sinergia che coinvolga attivamente anche la Regione. E’ importante e del resto Renata Polverini l’ha promesso in campagna elettorale. Dobbiamo tenere l’attenzione elevata». Anche perché quel che è mancato, a sentire De Angelis e Zaottini, è stato proprio uno degli anelli più importanti della catena: il controllo. «Il caso di Colfelice dimostra quanto sia critico questo sistema, veicolo di un grumo di interessi, da sciogliere» ha concluso De Angelis.

Vedi anche La Provincia FR pp.1-7


ANAGNI. GLI SCAVI NELL'AREA INDUSTRIALE ASI ALLA RICERCA DI RIFIUTI TOSSICI, IN SEGUITO A QUANTO DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA (vedi flash di agenzia di ieri)
CI VIENE RIFERITO DA ALCUNI TESTIMONI OCULARI CHE L'AREA IN CUI SONO AVVENUTI  GLI SCAVI E' LIMITROFA AL SITO DELLO STABILIMENTO LOCALE DELLA ACS DOBFAR
Ciociaria oggi p.21 riferisce che "nell'area, confinante con un'azienda farmaceutica [...] sono state rinvenute ingenti quantità di sostanze chimiche (neretto nostro), delle quali sono stati prelevati campioni da mandare in laboratorio".
Non ha voluto confermare o smentire tale notizia a RS Retuvasa l'assessore all'ambiente Guglielmo Retarvi, considerata la delicatezza delle indagini in corso. 
Ma un aggiornamento delle 13.34 di Omniroma riporta: "ANAGNI, DISCARICA FARMACEUTICA SCOPERTA DOPO 40 ANNI VICINO CAMPO MAIS. Roma, 08 ott - Dalla denuncia di un ex operaio di uno stabilimento farmaceutico di Anagni, oggi gravemente malato, ha permesso di far scattare le indagini su un'area di 10 ettari di terreno adiacenti all'autostrada Roma Napoli nel territorio del comune anagnino. Da ieri i vigili del fuoco del nucleo Nbcr di Roma e Frosinone hanno fatto riemergere i rifiuti tossici interrati e si sta aspettando che la magistratura nomini un perito che ne stabilisca la pericolosità. Il materiale rinvenuto fino ad una profondità di quattro metri consisterebbe in resine a scambio ionico usate come filtraggio per la lavorazione degli antibiotici il cui principio attivo è quello della cefalosporina e sarebbero lì fin dagli anni '70. Ad occhio nudo è apparso agli operatori come materiale granuloso tipo terriccio di colore beige. Reflui chimici che dopo aver esaurito il ciclo produttivo devono essere regolarmente smaltiti. Fino ad oggi, quel terreno, poco distante dal fiume Sacco, è stato coltivato a mais. Al momento non risultano indagati perché si aspettano i risultati degli esami tossicologici".
Più misurata la versione de Il Messaggero FR p.40, di cui riportiamo una sintesi: "Le operazioni di scavo, iniziate dopo le 10, sono andate avanti fino al primo pomeriggio, fino a quando il personale impiegato ha delimitato con il classico nastro giallo la zona sottoposta allo scavo. Ora ad essere coinvolti nell’operazione saranno con tutta probabilità gli uomini dell’Arpa che dovranno effettuare nei prossimi giorni le analisi sul materiale rinvenuto per stabilire di cosa si tratti effettivamente. L’ipotesi, a quanto se ne sa, è che gli uomini impiegati abbiano cercato di trovare rifiuti tossici, scarti di lavorazione che avrebbero dovuto essere smaltiti con un regolare procedimento"
Leggiamo ancora in Ciociaria oggi p.21: "Sempre nel corso di questa operazione, la polizia avrebbe colto in flagranza due mezzi che stavano illecitamente smaltendo fanghi inquinati, all'interno di un altro fondo privato per conto della stessa azienda farmaceutica. La zona in questione è caratterizzata da numerosi terreni agricoli sui quali viene prodotto foraggio per gli animali da allevamento e dove spesso si recano i pastori a far pascolare i propri capi di bestiame"
Vedi anche La Provincia FR p.25

Ciociaria oggi p.21 INFORMA DI ALTRI CONTROLLI IERI AD ANAGNI SU: 
- OLEZZI SOSPETTI IN LOCALITA' OSTERIA DELLA FONTANA (SEGNALATI DA DAS)
- ACQUE DI RIO MOLA SANTA MARIA (SEGNALATI DAL COMITATO VOX POPULI)

ULTIM'ORA, ANAGNI (16.14): ISTITUITO PRESIDIO DI LOTTA DEI LAVORATORI DELL'OSPEDALE DI ANAGNI (Das)

ACEA ATO 5, RIMBORSO: CLICCA QUI (SITO UFFICIALE SOCIETA') PER SAPERE SE FAI PARTE DEI CITTADINI CHE SONO STATI INDIVIDUATI COME AVENTI DIRITTO ALLA RESTITUZIONE DELLE SOMME PERCEPITE INDEBITAMENTE PER DEPURAZIONE INESISTENTE (sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008)
Ampia sintesi da Il Messaggero Fr p.42
Acea Ato 5 comunica di aver trasmesso all’Autorità d’Ambito dell’ATO5 Lazio Meridionale Frosinone, gli elenchi delle utenze non depurate (allacciate e non alla pubblica fognatura) e che hanno dunque titolo per ottenere la restituzione delle somme non dovute. Questo stesso elenco è stato pubblicato sul sito www.aceaato5.it. 
Attenzione, la restituzione non è immediata: resta comunque subordinata alla preventiva approvazione, in sede di Conferenza dei Sindaci, da parte dell’Autorità d’Ambito. Ma è facile prevedere che davanti a situazioni di questo tipo nessun sindaco si opporrà .
Tale restituzione è la conseguenza di quanto previsto dal secondo comma dell’art. 8sexies d.l. 208/2008, (“In attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008). Pertanto i gestori del servizio idrico integrato (in Ciociaria Acea Ato 5) provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta.
Dunque il gestore, entro ottobre del 2014, dovrà provvedere.
Mentre, relativamente al secondo ed al terzo comma dell’art. 7 D.M. 2009 (che stabiliscono come a tale rimborso si possa provvedere, entro il predetto termine, anche in forma rateizzata e mediante compensazione - con futuri crediti per l’erogazione dei servizio idrici), il gestore evidenzia come, all’interno dei periodi ammessi per la restituzione, l’utente non possa esercitare azioni di condanna e a maggior ragione esecutive. Quanto sopra anche per effetto dell’innovazione introdotta, dichiaratamente retroattiva, dalla legge di conversione del d.l. 208/2009 per cui il credito di restituzione vantato dall’utente allacciato alla fognatura, ma non servito dalla depurazione, viene così ad essere inciso dal controcredito di cui è divenuto titolare l’ente gestore per effetto del principio della compensazione, in forza del quale “quando due persone sono obbligate l’una verso l’altra, i due debiti si estinguono per le quantità corrispondenti” (art.1241 c.c.).
La Società, che risulta tra i primi gestori a livello nazionale ad aver adempiuto agli obblighi di legge previsti del citato decreto, precisa che relativamente ai Comuni di Atina, Paliano e Cassino centro, la richiesta dovrà essere presentata al Comune stesso.
 

FERENTINO. ASSOLUZIONE PER CASO DELLA VICENDA EX CEMAMIT
Breve sintesi da La Provincia FR p.18
La seconda sezione penale della Corte d'Appello nella giornata di ieri ha assolto Giorgio Pizzotti, direttore della fabbrica della Cemamit negli anni 1966-1976 e Giuseppe Campelli, direttore dello stabilimento dal 28 aprile 1982 al 30 aprile 1984. 

LORETO D'EMILIO DE LA DESTRA DI CECCANO SULL'INQUINAMENTO DA BETA-HCH
COLLEFERRO. IL PRESIDENTE DELLA XVIII COMUNITA' MONTANA LORIS TALONE CHIEDE DI PARTECIPARE AL PROSSIMO TAVOLO TECNICO SULLA TURBOGAS
Le motivazioni sembrano abbastanza chiare dalle formule usate nel comunicato (fonte: ecco la notizia quotidiana 7.10.10) in quanto si dichiara che tale azione è diretta "al fine di evitare allarmismi e tensioni sociali" e che si vuole valutare "se esistono veramente pericoli di inquinamento ambientale e l’impatto che la centrale stessa può avere sul territorio, per garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute”
Vedi anche l'intervento di Renzo Carella su La Provincia FR p.26

giovedì 7 ottobre 2010

Istituzioni che lavorano duro per la legalità ambientale

Da alcuni mesi, il fronte ambientale è molto caldo in Provincia di Frosinone.
A volte è un vero peccato perdere un telegiornale, una conferenza stampa. Si attende spesso un'ultim'ora.
Un grande e coraggioso lavoro è stato compiuto dal Vice Presidente e Assessore all'Ambiente della Provincia di Frosinone Fabio De Angelis (non capita spesso di incontrare un politico esponente delle Istituzioni al servizio della cittadinanza per 15 ore al giorno, che rinuncia persino alle vacanze estive). In particolare sul ciclo dei rifiuti (con attenzione a tutti i suoi nodi, all'impianto di preselezione e di cdr SAF di Colfelice, alla discarica MAD di Cerreto a Roccasecca, a due passi da Caserta e dai Casalesi, posta sotto sequestro due mesi fa, ecc.). Ed è il caso ancora di ricordare il suo ruolo nella recente bocciatura, in base a motivazioni tecniche, ma anche sostenute da una nuova politica ambientale, dell'inceneritore di car fluff ad Anagni e dell'impianto di smaltimento amianto a Villa Santa Lucia. 
Grande lavoro anche della Guardia di Finanza di Frosinone, guidata dal comandante provinciale colonnello Giancostabile Salato (si pensi, oltre al ciclo dei rifiuti, alla scoperta del "cimitero dei veleni" di Ceprano).
Grande lavoro anche dei Carabinieri. Come sottolineato in un recente post, l'Arma si è arricchita delle eccellenti competenze ambientali del nuovo comandante provinciale, il colonnello Antonio Menga, per molti anni a capo del NOE di Roma.
Senza dimenticare le Procure.
L'Arpa Lazio è sotto l'occhio del ciclone per l'arresto dell'ex neo direttore provinciale Vincenzo Addimandi. Si spera la ristrutturazione possa essere felice sotto la guida del nuovo direttore della sezione di Frosinone, Ennio Zaottini.
Quando le istituzioni fanno il loro dovere, l'eco-mafia trema.
I sistemi politico-clientelari appaiono a tratti provati e in difficoltà. Ma attenzione, i buoni vanno sempre sostenuti. Altrimenti le piovre, i muri di omertà, i sistemi politico-clientelari, riprendono il sopravvento.