REDAZIONE: FRANCESCO BEARZI, CRISTINA MATALONI, SARA DEODATI, VINCENZO LANDOLINA, ALBERTO VALLERIANI, ROCCO MARTUFI, GIULIO TIRINELLI

PER COMUNICATI STAMPA, SEGNALAZIONI, SUGGERIMENTI: sentieroarcobaleno@yahoo.it

A PARTIRE DA OGGI, 14 MARZO 2011, LA RASSEGNA STAMPA SARA' AGGIORNATA E COMPLETA SOLO DIRETTAMENTE SUL SITO. SEGUICI SU RETUVASA.ORG!

PER LA RICERCA NELL'ARCHIVIO INTERNO: digitare il termine chiave nella casella in alto a sinistra contrassegnata dalla lettera B, compariranno tutti gli articoli pertinenti
Visualizzazione post con etichetta rifiuti tossici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rifiuti tossici. Mostra tutti i post

venerdì 8 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 8.10.10

LA CONFERENZA STAMPA DI IERI IN CUI ENNIO ZAOTTINI E FABIO DE ANGELIS HANNO PRESENTATO UN QUADRO ANCORA PIU' ALLARMANTE DELL'INQUINAMENTO DELLA VALLE DEL SACCO, VERSANTE FRUSINATE. ECCEZIONALE IL LAVORO "INVESTIGATIVO" COMPIUTO DALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA PROVINCIA DI FROSINONE, PIU' CHE DAI PRIMARI ENTI DI CONTROLLO, SULL'IMPIANTO DI COLFELICE

Sintesi da Ciociaria oggi p.3
L'assessore all'Ambiente e vice presidente della Provincia Fabio De Angelis e il neo direttore di Arpa Lazio sezione di Frosinone Ennio Zaottini: 123 SITI INQUINATI, QUASI 300 DEPURATORI CIVILI SPROVVISTI DI AUTORIZZAZIONE, L'IMPIANTO DI COLFELICE CHE ESERCITA NON SOLO LA SELEZIONE, MA DI FATTO LO SMALTIMENTO RIFIUTI, PUR ESSENDO SPROVVISTO DI A.I.A.
Sull'impianto di Colfelice, Fabio De Angelis, dopo mesi passati a controllare le autorizzazioni delle strutture legate al ciclo dei rifiuti: "Per le attività che svolge non ha un idoneo nulla osta. Ho già comunicato tutto alla Procura della Repubblica di Frosinone, di Cassino e alla Regione Lazio, che spero ci aiuti economicamente sul fronte dei 123 siti da bonificare [...] Colfelice tratta rifiuti solidi urbani non differenziati e dovrebbe lavorare al loro recupero. In realtà, prestando attenzione al flusso dei rifiuti, ci si rende conto che fa tutt'altro, nello specifico lo smaltimento [...] Ma per fare lo smaltimento dovrebbe essere assoggettato all'Autorizzazione Integrata Ambientale, come prescritto dalla direttiva europea [...]. E' importante per me dire che oggi, sicuramente, [...] c'è un'inversione di tendenza rispetto ad un precedente sistema di controlli almeno discutibile, e che la politica può dare in queste tanto delicate quanto gravi circostanze un contributo fattivo" 
Sintesi de Il Messaggero FR p.40 sui dettagli, riferiti da Fabio De Angelis, relativi alle omissioni dell'ex direttore di Arpa Lazio provinciale ora agli arresti domiciliari, Vincenzo Addimandi: "Nel marzo del 2010 [...] il dott. Addimandi ha scritto una relazione redatta nell’ambito di un’attività di controllo dove si legge solo che quell’autorizzazione avrebbe dovuto essere richiesta. E basta. Ma è un’assurdità. Addimandi doveva segnalare tutto all’autorità giudiziaria”. “Quando l’ho saputo sono trasecolato - ha detto Zaottini - è gravissimo”. La stessa nota dell’Arpa, a firma del dott. Felici, infatti, arriva alla conclusione che “la Saf, per l’esercizio dell’impianto di Tmb, era tenuta a presentare la domanda di autorizzazione entro il 31 gennaio 2008, termine ultimo stabilito dalla legge”. Dopo la scoperta sono partiti degli esposti alla Procura della Repubblica di Frosinone e Cassino e un’indagine è stata avviata. Indagine che, se confermerà quanto afferma De Angelis, dovrebbe sfociare con il sequestro dell’impianto. A salvare la situazione servirebbe solo un’ordinanza dalla Regione che vada a sanare la situazione dal punto di vista burocratico. Non di certo però le responsabilità penali che eventualmente potrebbero essere accertate. La Saf, nel frattempo, ha provveduto a richiedere l’autorizzazione alla Regione “però per una parte di impianto - ha spiegato De Angelis - ancora da costruire, mentre le autorizzazioni servivano per l’attività che già si svolge”.
Ancora Il Messaggero FR p.40 sui 123 siti:
"Parliamo di 123 siti di interesse nazionale - rispetto all’unico esistente a Latina - che sono potenziali bombe ecologiche" ha detto il vice presidente della Provincia, Fabio De Angelis. Si tratta di vecchie discariche, siti industriali dismessi o sequestrati e poi abbandonati a se stessi (pensiamo alla fabbrica Olivieri di Ceprano, per esempio, dallo stabilimento Annunziata a Ceccano). O ancora a via Le Lame, “una bomba” alla periferia di Frosinone (a questo proposito il 12 ottobre c’è un incontro tecnico tra Arpa e comune). La bonifica spetterebbe ai Comuni, o in caso di carenza di risorse, alla Provincia.
«Sono troppi però, non possiamo occuparcene - spiega l’assessore Fabio De Angelis - serve l’impegno della Regione. Dovrò convocare una conferenza dei sindaci, sia per discutere dell’impianto Saf, che ci costa sempre di più nonostante i 25 milioni di euro investiti per l’ammodernamento, sia per una valutazione dell’intera situazione». Prima che ai sindaci, però, l’appello è alla Regione Lazio.
«In questi mesi c’è stata sicuramente una inversione di tendenza - ha detto ancora Fabio De Angelis - ma i nostri sforzi non saranno sufficienti senza una sinergia che coinvolga attivamente anche la Regione. E’ importante e del resto Renata Polverini l’ha promesso in campagna elettorale. Dobbiamo tenere l’attenzione elevata». Anche perché quel che è mancato, a sentire De Angelis e Zaottini, è stato proprio uno degli anelli più importanti della catena: il controllo. «Il caso di Colfelice dimostra quanto sia critico questo sistema, veicolo di un grumo di interessi, da sciogliere» ha concluso De Angelis.

Vedi anche La Provincia FR pp.1-7


ANAGNI. GLI SCAVI NELL'AREA INDUSTRIALE ASI ALLA RICERCA DI RIFIUTI TOSSICI, IN SEGUITO A QUANTO DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA (vedi flash di agenzia di ieri)
CI VIENE RIFERITO DA ALCUNI TESTIMONI OCULARI CHE L'AREA IN CUI SONO AVVENUTI  GLI SCAVI E' LIMITROFA AL SITO DELLO STABILIMENTO LOCALE DELLA ACS DOBFAR
Ciociaria oggi p.21 riferisce che "nell'area, confinante con un'azienda farmaceutica [...] sono state rinvenute ingenti quantità di sostanze chimiche (neretto nostro), delle quali sono stati prelevati campioni da mandare in laboratorio".
Non ha voluto confermare o smentire tale notizia a RS Retuvasa l'assessore all'ambiente Guglielmo Retarvi, considerata la delicatezza delle indagini in corso. 
Ma un aggiornamento delle 13.34 di Omniroma riporta: "ANAGNI, DISCARICA FARMACEUTICA SCOPERTA DOPO 40 ANNI VICINO CAMPO MAIS. Roma, 08 ott - Dalla denuncia di un ex operaio di uno stabilimento farmaceutico di Anagni, oggi gravemente malato, ha permesso di far scattare le indagini su un'area di 10 ettari di terreno adiacenti all'autostrada Roma Napoli nel territorio del comune anagnino. Da ieri i vigili del fuoco del nucleo Nbcr di Roma e Frosinone hanno fatto riemergere i rifiuti tossici interrati e si sta aspettando che la magistratura nomini un perito che ne stabilisca la pericolosità. Il materiale rinvenuto fino ad una profondità di quattro metri consisterebbe in resine a scambio ionico usate come filtraggio per la lavorazione degli antibiotici il cui principio attivo è quello della cefalosporina e sarebbero lì fin dagli anni '70. Ad occhio nudo è apparso agli operatori come materiale granuloso tipo terriccio di colore beige. Reflui chimici che dopo aver esaurito il ciclo produttivo devono essere regolarmente smaltiti. Fino ad oggi, quel terreno, poco distante dal fiume Sacco, è stato coltivato a mais. Al momento non risultano indagati perché si aspettano i risultati degli esami tossicologici".
Più misurata la versione de Il Messaggero FR p.40, di cui riportiamo una sintesi: "Le operazioni di scavo, iniziate dopo le 10, sono andate avanti fino al primo pomeriggio, fino a quando il personale impiegato ha delimitato con il classico nastro giallo la zona sottoposta allo scavo. Ora ad essere coinvolti nell’operazione saranno con tutta probabilità gli uomini dell’Arpa che dovranno effettuare nei prossimi giorni le analisi sul materiale rinvenuto per stabilire di cosa si tratti effettivamente. L’ipotesi, a quanto se ne sa, è che gli uomini impiegati abbiano cercato di trovare rifiuti tossici, scarti di lavorazione che avrebbero dovuto essere smaltiti con un regolare procedimento"
Leggiamo ancora in Ciociaria oggi p.21: "Sempre nel corso di questa operazione, la polizia avrebbe colto in flagranza due mezzi che stavano illecitamente smaltendo fanghi inquinati, all'interno di un altro fondo privato per conto della stessa azienda farmaceutica. La zona in questione è caratterizzata da numerosi terreni agricoli sui quali viene prodotto foraggio per gli animali da allevamento e dove spesso si recano i pastori a far pascolare i propri capi di bestiame"
Vedi anche La Provincia FR p.25

Ciociaria oggi p.21 INFORMA DI ALTRI CONTROLLI IERI AD ANAGNI SU: 
- OLEZZI SOSPETTI IN LOCALITA' OSTERIA DELLA FONTANA (SEGNALATI DA DAS)
- ACQUE DI RIO MOLA SANTA MARIA (SEGNALATI DAL COMITATO VOX POPULI)

ULTIM'ORA, ANAGNI (16.14): ISTITUITO PRESIDIO DI LOTTA DEI LAVORATORI DELL'OSPEDALE DI ANAGNI (Das)

ACEA ATO 5, RIMBORSO: CLICCA QUI (SITO UFFICIALE SOCIETA') PER SAPERE SE FAI PARTE DEI CITTADINI CHE SONO STATI INDIVIDUATI COME AVENTI DIRITTO ALLA RESTITUZIONE DELLE SOMME PERCEPITE INDEBITAMENTE PER DEPURAZIONE INESISTENTE (sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008)
Ampia sintesi da Il Messaggero Fr p.42
Acea Ato 5 comunica di aver trasmesso all’Autorità d’Ambito dell’ATO5 Lazio Meridionale Frosinone, gli elenchi delle utenze non depurate (allacciate e non alla pubblica fognatura) e che hanno dunque titolo per ottenere la restituzione delle somme non dovute. Questo stesso elenco è stato pubblicato sul sito www.aceaato5.it. 
Attenzione, la restituzione non è immediata: resta comunque subordinata alla preventiva approvazione, in sede di Conferenza dei Sindaci, da parte dell’Autorità d’Ambito. Ma è facile prevedere che davanti a situazioni di questo tipo nessun sindaco si opporrà .
Tale restituzione è la conseguenza di quanto previsto dal secondo comma dell’art. 8sexies d.l. 208/2008, (“In attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008). Pertanto i gestori del servizio idrico integrato (in Ciociaria Acea Ato 5) provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta.
Dunque il gestore, entro ottobre del 2014, dovrà provvedere.
Mentre, relativamente al secondo ed al terzo comma dell’art. 7 D.M. 2009 (che stabiliscono come a tale rimborso si possa provvedere, entro il predetto termine, anche in forma rateizzata e mediante compensazione - con futuri crediti per l’erogazione dei servizio idrici), il gestore evidenzia come, all’interno dei periodi ammessi per la restituzione, l’utente non possa esercitare azioni di condanna e a maggior ragione esecutive. Quanto sopra anche per effetto dell’innovazione introdotta, dichiaratamente retroattiva, dalla legge di conversione del d.l. 208/2009 per cui il credito di restituzione vantato dall’utente allacciato alla fognatura, ma non servito dalla depurazione, viene così ad essere inciso dal controcredito di cui è divenuto titolare l’ente gestore per effetto del principio della compensazione, in forza del quale “quando due persone sono obbligate l’una verso l’altra, i due debiti si estinguono per le quantità corrispondenti” (art.1241 c.c.).
La Società, che risulta tra i primi gestori a livello nazionale ad aver adempiuto agli obblighi di legge previsti del citato decreto, precisa che relativamente ai Comuni di Atina, Paliano e Cassino centro, la richiesta dovrà essere presentata al Comune stesso.
 

FERENTINO. ASSOLUZIONE PER CASO DELLA VICENDA EX CEMAMIT
Breve sintesi da La Provincia FR p.18
La seconda sezione penale della Corte d'Appello nella giornata di ieri ha assolto Giorgio Pizzotti, direttore della fabbrica della Cemamit negli anni 1966-1976 e Giuseppe Campelli, direttore dello stabilimento dal 28 aprile 1982 al 30 aprile 1984. 

LORETO D'EMILIO DE LA DESTRA DI CECCANO SULL'INQUINAMENTO DA BETA-HCH
COLLEFERRO. IL PRESIDENTE DELLA XVIII COMUNITA' MONTANA LORIS TALONE CHIEDE DI PARTECIPARE AL PROSSIMO TAVOLO TECNICO SULLA TURBOGAS
Le motivazioni sembrano abbastanza chiare dalle formule usate nel comunicato (fonte: ecco la notizia quotidiana 7.10.10) in quanto si dichiara che tale azione è diretta "al fine di evitare allarmismi e tensioni sociali" e che si vuole valutare "se esistono veramente pericoli di inquinamento ambientale e l’impatto che la centrale stessa può avere sul territorio, per garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute”
Vedi anche l'intervento di Renzo Carella su La Provincia FR p.26

giovedì 7 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 7.10.10

ANAGNI, SCAVI NELLA ZONA INDUSTRIALE ALLA RICERCA DI RIFIUTI TOSSICI
I Vigili del fuoco del nucleo batteriologico e radioattivo dei comandi provinciali di Roma e Frosinone e gli agenti della sotto-sezione A1 di Frosinone, da questa mattina cercano in un terreno di Anagni rifiuti tossici, scarti di medicinali che avrebbero dovuto essere smaltiti con un regolare procedimento e che invece avrebbero fortemente inquinato la zona che si trova a ridosso dell’autostrada e a due passi dal fiume Sacco. L’area e’ stata individuata grazie alla denuncia presentata da un ex operaio di un’azienda, oggi gravemente malato. (AGI)
"Altri cimiteri di rifiuti tossici? Dopo Ceprano, anche ad Anagni sono iniziati alcuni scavi nei pressi di una ex fabbrica situata nella zona industriale a pochi metri dal fiume Sacco e nelle vicinanze dell’Autostrada. Da questa mattina i Vigili del fuoco del nucleo batteriologico e radioattivo dei comandi provinciali di Roma e Frosinone stanno scavando lungo il terreno congiuntamente agli agenti della Polizia Stradale a seguito di una denuncia presentata da un ex dipendente dell’azienda. Gli scavi si stanno protraendo tuttora alla ricerca di eventuali rifiuti tossici che potrebbero essere stati sotterrati in passato" (ultimissime.net)
ALTRE FONTI CI SUGGERISCONO VERSIONI SIGNIFICATIVAMENTE DIVERSE

IL DOCUMENTO STILATO DALLA PROVINCIA DI FROSINONE SUL RISANAMENTO AGRO-AMBIENTALE (ALIMENTARE) DELLA VALLE DEL SACCO,  PRESENTATO  DA FABIO DE ANGELIS ALLA CONFERENZA STAMPA DI IERI RELATIVA ALL'INQUINAMENTO DA BETA-HCH; CON LA COLLABORAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI PRODUZIONI ANIMALI DELL'UNIVERSITA' DELLA TUSCIA, RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO, CIA FROSINONE E COLDIRETTI FROSINONE (Ciociaria oggi 7.10.10 pp.26-27)
Parte Prima

Parte seconda

LE CONFERME UFFICIALI SULLA CONTAMINAZIONE DA BETA-HCH SUL 20% DEL CAMPIONE DI  PERSONE ANALIZZATE TRA FROSINONE E FALVATERRA. FABIO DE ANGELIS CHIEDE AL MINISTERO L'ESTENSIONE DELL'AREA EMERGENZIALE FINO ALLA CONFLUENZA DEL LIRI
Ampia sintesi da Il Messaggero p.36
La conferma è arrivata ieri mattina dalle istituzione preposte: ufficio commissariale per la Valle del Sacco, dipartimento di epidemiologia, Asl di Roma G e Asl di Frosinone. I dati sono ancora incompleti, visto che il campione analizzato è di 111 persone su 400, ma comunque il 20% circa è risultato positivo (presenza di beta-hch superiore a 100 microgrammi per grammo di grasso).
Sono 111 persone, divise per quattro fasce d’età, dai 25 anni in su, individuati come campione rappresentativo della popolazione residente nei comuni rivieraschi da Frosinone a Falvaterra. Un campione così suddiviso: 46 allevatori, 58 residenti entro 1 km dal fiume, 7 residenti oltre un km. E tra loro i positivi sono 23. Una percentuale pari appunto al 20% circa, comunque inferiore ai dati emersi a Colleferro e dintorni che mostravano una contaminazione tra i residenti entro un km dal fiume (circa 250 persone), pari al 50% circa. A Ceccano e dintorni, invece, i livelli ematici di beta-hch alterati sono stati riscontrati in 23 soggetti, appunto, di cui 11 sono allevatori, 10 sono residenti entro un chilometro e 2 residenti oltre un chilometro, per lo più nella fascia che va dai 55 ed i 65 anni, a dimostrazione di quanto questo tipo di inquinamento sia radicato ormai da anni ed anni. La contaminazione dell’uomo, infatti, passa tramite l’assunzione prolungata nel tempo di alimenti, spesso coltivati proprio sui margini del fiume, a loro volta contaminati. «E’ consolante che la presenza di questo elemento chimico non sia stato riscontrato in neonati», hanno ribadito ieri. Ma ora che si fa? L’hanno chiesto a gran voce i sindaci presenti: Carlo Noto per Anagni, Antonio Ciotoli per Ceccano oltre ai rappresentanti dei comuni di Sgurgola, Castro dei Volsci, Ceprano, Paliano. Intanto, a livello clinico, si prosegue con l’esamina del campione (il secondo giro di convocazioni dovrebbe partire nei prossimi giorni) e con i colloqui personali con i contaminati. L’indagine prosegue anche nella zona nord dove a gennaio verrà presentato il primo resoconto che potrà mostrare, se ci saranno, gli effetti di questo elemento chimico sull’organismo umano, non ancora riconosciuti. Gli insetticidI hanno in genere un effetto tossicologico sul sistema nervoso e sulle ghiandole endocrine. La richiesta più pressante degli amministratori locali è stata quella di istituire sul territorio una cabina di regia che possa fare da riferimento e che indicare le linee guida. “E’ imbarazzante il fatto che non sappiamo cosa rispondere ai nostri cittadini che vengono a chiederci informazioni” hanno lamentato ieri i sindaci. Imbarazzo misto a rammarico per la città di Ceccano (ieri per la prima volta rappresentata non solo dal sindaco ma anche da esponenti dell’opposizione), che si è vista in questi anni rifiutare ogni richiesta di inserimento nei confini dell’area commissariale. «Oggi è più che mai necessario», ha detto Ciotoli. Hanno confermato sia Pierluigi Di Palma, che ha rassicurato i presenti sul fatto che quando il 31 ottobre dovrà essere rinnovato l’incarico all’ufficio commissariale chiederà l’estendimento dei confini fino alla confluenza con il Liri, che Fabio De Angelis, il quale ha scritto già l’altroieri al Ministero, unico competente in merito (TOLTA LA STESSA REGIONE LAZIO, ndr), una lettera contenente tale richiesta. 


LA CONFERENZA STAMPA DI OGGI (purtroppo non abbiamo potuto essere presenti) IN CUI ENNIO ZAOTTINI, NEO DIRIGENTE PROVINCIALE DI ARPA LAZIO, E FABIO DE ANGELIS, ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA PROVINCIA DI FROSINONE, HANNO COMUNICATO GRAVI IRREGOLARITA' RELATIVE AL CICLO DEI RIFIUTI DEL FRUSINATE, DEGLI IMPIANTI E DELLE DISCARICHE: LE RELATIVE NOTIZIE  USCIRANNO  SUI TELEGIORNALI SERALI E SUI QUOTIDIANI DI DOMANI

LA CONFERENZA DEI SINDACI DEL FRUSINATE: CI AUTOSOSPENDEREMO SE LA REGIONE NON CI CONSIDERERA' NELLA RIDISCUSSIONE DEL PIANO (tele universo) 

IL PDL DISCUTE A LIVELLO GOVERNATIVO, REGIONALE E PROVINCIALE IL RECENTE COMPORTAMENTO AUTARCHICO DI RENATA POLVERINI SUL PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO: FRANCO FIORITO E ANTONELLO IANNARILLI CHIEDONO UN CHIARIMENTO PROFONDO PER UNA DECISIONE INACCETTABILE (tele universo)

ANCORA SULLA MOBILITAZIONE PROVINCIALE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE del 5.10. IL VIDEO DELL'INTERVENTO DI FRANCESCO NOTARCOLA (Das)

RIATTIVATO L'ASCENSORE DELL'OSPEDALE DI ANAGNI (Das)

INCONTRO SULLA SANITA' ORGANIZZATO DAL PD OGGI ALLE 17.30 AL CIRCOLO ARCI DI ANAGNI (Anagni scuola futura e Anagni Caput Mundi) 
RICORDIAMO CHE DOMANI, VENERDI' 8 OTTOBRE, ALLE 17.30, PRESSO L'AUDITORIUM COMUNALE DELLA CITTA' DEI PAPI, SI TERRA' LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI FRANCESCA SANTOLINI, PASSIONE VERDE, ORGANIZZATA DAL'ASSOCIAZIONE CULTURALE GIOVANILE "LA GUERRA DI PIERO"

IN ATTESA DELLA DISCUSIONE DEL PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO IN CONSIGLIO REGIONALE, ECCO COSA PREVEDE NEI SINGOLI PRESIDI
Sintesi de Il Messaggero FR p.33 (prima locale)
Il piano di riorganizzazione ospedaliera approderà in Consiglio regionale solo il 13 ottobre, ovvero dopo la presentazione del Piano al Governo. Decisione che ha innescato nuove polemiche feroci tra maggioranza e opposizione (vedi al proposito la DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE ANNA MARIA TEDESCHI). Nel frattempo, però, la Regione ha definito cosa accadrà agli ospedali ciociari interessati dal Piano di riorganizzazione. Niente posti letto per acuti in nessuno dei presidi, questo ormai è assodato, ma servizi sanitari e, quasi nella totalità dei casi, una postazione del 118. Sorte identica per Anagni e Pontecorvo, che dal 2011 diventeranno “Ospedali distrettuali di II Livello, Tipo B”, ovvero nosocomi dotati di ”Punto di Primo intervento h24”, «gestiti - spiega il piano - da medici ospedalieri dell’emergenza in grado di definire se il sintomo presentato dal paziente richiede il ricovero, dopo averlo stabilizzato, presso una struttura delle rete più appropriata o curarlo in loco ricoverandolo nel reparto di degenza infermieristica (dotato di 10-15 posti letto) coadiuvato dal medico di base»; vi sarà poi una postazione del “118” per il trasferimento in urgenza; un ambulatorio infermieristico «(per l’erogazione di terapie iniettive, piccole medicazioni e tutte le procedure cliniche di bassa complessità gestite da personale infermieristico dietro prescrizione medica)»; il Poliambulatorio per la Specialistica Ambulatoriale (cardiologo, oculistica, endocrinologo, otorinolaringoiatra, ginecologo, urologo, ecc..); il Punto Unico di accesso «per la presa in carico del paziente sia da un punto di vista sanitario (prenotazione visite e analisi, fornitura presidi medici, ecc..) sia da un punto di vista amministrativo (domande di accompagnamento, richiesta di invalidità, assistenza domiciliare, ecc..)»; guardia medica, servizio di Assistenza Domiciliare Integrata e Centro Dialisi.Discorso diverso per Ceccano, Ferentino e Ceprano che diventano “Ospedale Distrettuale di I Livello” con i seguenti servizi: ambulatorio infermieristico «(per l’erogazione di terapie iniettive, piccole medicazioni e procedure cliniche di bassa complessità)»; Poliambulatorio per la Specialistica Ambulatoriale (cardiologo, oculistica, endocrinologo, otorinolaringoiatra, ginecologo, urologo, ecc..); Diagnostica di base; Postazione del 118 per il trasferimento in urgenza.Nell’ospedale In Memoria dei Caduti di Isola Liri si salvano l’hospice («sono stati ultimati i lavori, è stato eseguito il collaudo ed è stata inoltrata richiesta di attivazione per 25 posti letto di lungodegenza»), il Punto di Primo intervento (gestito da medici di medicina generale in grado di definire se i pazienti debbano essere ricoverati e dove); la postazione del 118.La sorte peggiore tocca ad Arpino: «nella struttura - si legge nel piano - erano presenti 20 posti letto di lungodegenza che hanno fatto registrare lo scorso anno 175 dimissioni a carico del Servizio Sanitario Regionale erogate a 149 pazienti con una età media di 81 anni. Nel 2009 circa il 46% delle dimissioni risultano non provenienti da acuto. È evidente l’inappropriato utilizzo di una struttura per acuti trasformata di fatto in una residenza sanitaria per anziani. Il piano prevede pertanto l’attivazione, ad opera della Asl competente, dei servizi territoriali appropriati (Rsa, Hospice, ecc…)».Identico il discorso che riguarda Atina (con il conseguente addio ai 15 posti letto di lungodegenza, ma almeno qui è presente (e dunque resterà) una postazione del 118.

FROSINONE, POCHI SANNO DELL'ORDINANZA COMUNALE ANTI-SMOG
Sintesi de Il Messaggero FR pp.33 (prima locale) e p.34
Dal 4 ottobre è tornata far sentire i suoi effetti l’ordinanza del sindaco Michele Marini n. 22 del 5 febbraio scorso, con cui nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 9 alle ore 12,30, è consentita al circolazione solo alle auto a benzina da euro 2 in su, e da euro 3 in su per quelle diesel.
Inoltre la stessa ordinanza prevede anche tre domeniche di stop completo per le auto, ma è saltata quella di domenica prossima:, per disposizioni della Questura legate alla partita di calcio.   Le altre due domeniche di blocco dovrebbero essere il 24 ottobre e il 14 novembre. 

Quasi nessuno è a conoscenza di questo blocco parziale della circolazione: pochi i cartelli, nessun manifesto per la cittadinanza e solo ieri mattina, dopo le nostre richieste di chiarimento all’assessore, la notizia è tornata in evidenza sul sito web del Comune.
Anche quest’anno Frosinone si è confermata tra le città più inquinate d’Italia. E’ il posto dove l’aria è gravemente malata di smog e a dimostrarlo vi sono i 58 giorni di sforamento del livello di polveri sottili del 2010 rispetto ai 35 consentiti dalla norma.