REDAZIONE: FRANCESCO BEARZI, CRISTINA MATALONI, SARA DEODATI, VINCENZO LANDOLINA, ALBERTO VALLERIANI, ROCCO MARTUFI, GIULIO TIRINELLI

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sabato 9 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 9.10.10

LA "GUERRA" CONTRO IL PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO (PIANO SANITARIO) REGIONALE IN CIOCIARIA E NEL LAZIO, E PER SALVARE L'OSPEDALE DI ANAGNI
Fervono le nuove iniziative. Ce ne giunge notizia contemporaneamente dai due uomini in prima fila nella lotta per salvare l'ospedale di Anagni nel mondo dell'associazionismo e delle istituzioni, Alessandro Compagno, presidente della DAS, e Carlo Noto, sindaco di Anagni.
Ieri pomeriggio i lavoratori, insieme ai sindacati, hanno costituito un presidio permanente di lotta nell'ospedale cittadino.
Oggi si comunica il seguente calendario:
LUNEDì 11 OTTOBRE 2010: ore 18, piazza 6 dicembre, Frosinone: manifestazione di tutti i 91 Comuni della Ciociaria contro il piano sanitario della Regione Lazio.
MERCOLEDì 13 OTTOBRE 2010: 
ore 7: raduno al piazzale del cimitero di Anagni per prendere i pulmann per protesta davanti la sede della Regione Lazio (via della Pisana) mentre è in corso il Consiglio regionale
ore 7.45: raduno al casello autostradale di Anagni per chi si reca alla Pisana in auto
ore 16: i Sindaci saranno a Roma a Palazzo Chigi
Ricordiamo inoltre:
Per le altre iniziative locali ad Anagni e per aggiornamenti: www.dirittoallasalute.com

LA SAF REPLICA A FABIO DE ANGELIS CIRCA LA MANCANZA DI A.I.A. PER L'IMPIANTO DI COLFELICE: SIAMO IN REGOLA E SOTTO ATTACCO MEDIATICO. MA RESTANO FORTI DUBBI SULLA REGOLARITA' DELL'AUTORIZZAZIONE DELL'IMPIANTO.
Breve sintesi del comunicato stampa della società, pubblicato, sembra pressoché integralmente, su Ciociaria oggi p.8:
La SAF ha tutte le carte in regola, in quanto ha ottenuto la V.I.A. in una conferenza dei servizi regionale nel corso della quale non è stata richiesta l'A.I.A, che servirà per un successivo lotto dell'impianto. La società è sottoposta a continuo attacco mediatico. 
Interessante quanto aggiunge Il Messaggero Fr p.43, di cui riportiamo una sintesi: 
"'Questo impianto ce lo invidiano in tutta Italia', sbotta Cesare Fardelli. A sentire il presidente della Saf, la spa che gestisce l’impianto di Colfelice, l’accusa lanciata dal vice presidente della Provincia, Fabio De Angelis non sta in piedi. 'L’autorizzazione integrata ambientale ci servirà solo quando sarà entrato in funzione il 4° lotto dell’ampliamento, che per inciso dobbiamo ancora realizzare'. Eppure la situazione non sembra così semplice. L’impianto di Colfelice lavora da sempre senza ”Aia” sulla scorta di una documentazione che, in questi mesi, è stata passata al setaccio non solo dalla Provincia, ma anche dalla Procura della Repubblica che sulla Saf indaga da tempo. Carte alla mano sarebbero emerse forti perplessità sulla mancanza di questa certificazione che, per inciso, hanno tutti gli impianti omologhi a quello di Colfelice. Resta da capire come sia potuto accadere e soprattutto se, dopo la richiesta della Provincia, l’autorità giudiziaria non ritenga di dover sequestrare l’impianto fino al rilascio dell’autorizzazione."
Va detto inoltre che, come riportato nella rassegna stampa di ieri, sulla base de Il Messaggero FR, lo stesso neo direttore dell'ARPA Lazio sezione di Frosinone, Ennio Zaottini, ha dichiarato: “Quando l’ho saputo [della mancanza dell'A.I.A.] sono trasecolato, è gravissimo”. La risposta della SAF dunque non sembra a noi, come al giornalista de Il Messaggero, poter convincere che è davvero tutto a posto. 

Per concludere, La Provincia Fr p.11 riferisce anche che la SAF annuncia di riservarsi di agire nelle sedi opportune "per tutelare i propri interessi".
E' prevedibile che Fabio De Angelis a breve tornerà sull'argomento.

ANAGNI. GLI SCAVI ALLA RICERCA DI RIFIUTI TOSSICI
L'odierno articolo sul tema nella pagina della cronaca di Anagni di Ciociaria oggi riprende sostanzialmente quanto inserito nella rassegna stampa di ieri, e non ci risultano in generale novità sul tema.
Ci limitiamo dunque a ricapitolare quanto emerso dalle varie fonti mediatiche finora disponibili (per cui vedi la rassegna stampa 8.8.10 e 7.8.10), in maniera piuttosto disorganica.
- (forse dietro esposto di un ex dipendente) sono stati condotti scavi  in area limitrofa a un'azienda farmaceutica sita tra l'autostrada e il fiume Sacco, alla ricerca di "rifiuti tossici"
- gli scavi sono stati compiuti dal nucleo batteriologico e radiologico dei Vigili del Fuoco, fino a una profondità di 4 metri
- quanto prelevato è in corso di analisi
- sulla natura di quanto prelevato, Omniroma 8.8.10 13.34 avanza l'ipotesi si tratti di "resine a scambio ionico usate come filtraggio per la lavorazione degli antibiotici il cui principio attivo è quello della cefalosporina, e sarebbero lì fin dagli anni '70. Ad occhio nudo è apparso agli operatori come materiale granuloso tipo terriccio di colore beige. Reflui chimici che dopo aver esaurito il ciclo produttivo devono essere regolarmente smaltiti"
- ma dove si trova tale sito? I quotidiani sembrano restii a  collegarlo a qualche azienda, quasi reticenti. Eppure circolano nel web varie foto del sito. Che convergono con quanto riferitoci da alcuni testimoni oculari: si tratta di area prossima allo stabilimento anagnino della ACS Dobfar
- oltre alla questione di presunti rifiuti tossici interrati da illo tempore, se ne profila un'altra che pare molto rilevante, quella di preoccupazioni legate al ciclo alimentare.
Leggiamo infatti sui giornali che:
"Sempre nel corso di questa operazione, la polizia avrebbe colto in flagranza due mezzi che stavano illecitamente smaltendo fanghi inquinati, all'interno di un altro fondo privato per conto della stessa azienda farmaceutica. La zona in questione è caratterizzata da numerosi terreni agricoli sui quali viene prodotto foraggio per gli animali da allevamento e dove spesso si recano i pastori a far pascolare i propri capi di bestiame" (corsivo nostro)
e ancora il citato Omniroma: 
"Fino ad oggi, quel terreno, poco distante dal fiume Sacco, è stato coltivato a mais"
Abbiamo riunito questi fili a scopo divulgativo, perché riteniamo che è bene tutti sappiano cosa sta succedendo.  La nostra sensazione è che in questo caso più la cittadinanza è informata, più gli organi competenti possono contare sulla sua segnalazione e partecipazione (come giustamente si legge ne La Provincia Fr p.24, ad Anagni, come nella Valle del Sacco, pare essersi incrinato il muro di omertà).
Insomma, non ci sembra di compromettere la riservatezza delle indagini (che ormai tanto riservate non sono), casomai di agevolarle dando maggiore senso logico a quelle che altrimenti sarebbero una sequela di voci confuse.
Del resto, in genere le indagini ambientali di Retuvasa e le sue segnalazioni agli organi di controllo e agli inquirenti si svolgono in silenzio.

LA CIOCIARIA IN RIVOLTA PER IL PIANO SANITARIO REGIONALE
FONDAMENTALE LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI MEDICI DELLA PROVINCIA DI FROSINONE FABRIZIO CRISTOFARI AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO (La Provincia Fr p.7)
Le altre notizie (La Provincia Fr pp.8-9):
- Il prefetto di Frosinone si mobilita e cerca di intervenire sul presidente della Regione
- I 91 sindaci della provincia annunciano si autosospenderanno in mancanza di risposte
- molti sindaci ritengono più efficace (anche se drammatica) la strada delle dimissioni formali
- contestano in particolare le macroaree che accorpano parte della sanità ciociaria alle strutture della capitale, e fanno scendere il rapporto posti/letto abitanti al 2permille, mentre l'obiettivo dovrebbe essere il 4permille
- intanto la Polverini rifiuta di ricevere una ventina di sindaci romani e viterbesi recatisi senza invito in Regione, e li invita poi a "rileggere bene il piano sanitario" (comportamento reiterato e piuttosto soprendente da parte di una ex sindacalista, ndr)
altre notizie in La Provincia Fr pp.10-11

PIERLUIGI DI PALMA, SUB-COMMISSARIO PER L'EMERGENZA DELLA VALLE DEL SACCO COMMENTA IN MANIERA DECISAMENTE OTTIMISTICA I DATI SULLA CONTAMINAZIONE DA BETA-HCH NEL CAMPIONE DI POPOLAZIONE CONSIDERATO (Cinque giorni p.17)

venerdì 8 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 8.10.10

LA CONFERENZA STAMPA DI IERI IN CUI ENNIO ZAOTTINI E FABIO DE ANGELIS HANNO PRESENTATO UN QUADRO ANCORA PIU' ALLARMANTE DELL'INQUINAMENTO DELLA VALLE DEL SACCO, VERSANTE FRUSINATE. ECCEZIONALE IL LAVORO "INVESTIGATIVO" COMPIUTO DALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA PROVINCIA DI FROSINONE, PIU' CHE DAI PRIMARI ENTI DI CONTROLLO, SULL'IMPIANTO DI COLFELICE

Sintesi da Ciociaria oggi p.3
L'assessore all'Ambiente e vice presidente della Provincia Fabio De Angelis e il neo direttore di Arpa Lazio sezione di Frosinone Ennio Zaottini: 123 SITI INQUINATI, QUASI 300 DEPURATORI CIVILI SPROVVISTI DI AUTORIZZAZIONE, L'IMPIANTO DI COLFELICE CHE ESERCITA NON SOLO LA SELEZIONE, MA DI FATTO LO SMALTIMENTO RIFIUTI, PUR ESSENDO SPROVVISTO DI A.I.A.
Sull'impianto di Colfelice, Fabio De Angelis, dopo mesi passati a controllare le autorizzazioni delle strutture legate al ciclo dei rifiuti: "Per le attività che svolge non ha un idoneo nulla osta. Ho già comunicato tutto alla Procura della Repubblica di Frosinone, di Cassino e alla Regione Lazio, che spero ci aiuti economicamente sul fronte dei 123 siti da bonificare [...] Colfelice tratta rifiuti solidi urbani non differenziati e dovrebbe lavorare al loro recupero. In realtà, prestando attenzione al flusso dei rifiuti, ci si rende conto che fa tutt'altro, nello specifico lo smaltimento [...] Ma per fare lo smaltimento dovrebbe essere assoggettato all'Autorizzazione Integrata Ambientale, come prescritto dalla direttiva europea [...]. E' importante per me dire che oggi, sicuramente, [...] c'è un'inversione di tendenza rispetto ad un precedente sistema di controlli almeno discutibile, e che la politica può dare in queste tanto delicate quanto gravi circostanze un contributo fattivo" 
Sintesi de Il Messaggero FR p.40 sui dettagli, riferiti da Fabio De Angelis, relativi alle omissioni dell'ex direttore di Arpa Lazio provinciale ora agli arresti domiciliari, Vincenzo Addimandi: "Nel marzo del 2010 [...] il dott. Addimandi ha scritto una relazione redatta nell’ambito di un’attività di controllo dove si legge solo che quell’autorizzazione avrebbe dovuto essere richiesta. E basta. Ma è un’assurdità. Addimandi doveva segnalare tutto all’autorità giudiziaria”. “Quando l’ho saputo sono trasecolato - ha detto Zaottini - è gravissimo”. La stessa nota dell’Arpa, a firma del dott. Felici, infatti, arriva alla conclusione che “la Saf, per l’esercizio dell’impianto di Tmb, era tenuta a presentare la domanda di autorizzazione entro il 31 gennaio 2008, termine ultimo stabilito dalla legge”. Dopo la scoperta sono partiti degli esposti alla Procura della Repubblica di Frosinone e Cassino e un’indagine è stata avviata. Indagine che, se confermerà quanto afferma De Angelis, dovrebbe sfociare con il sequestro dell’impianto. A salvare la situazione servirebbe solo un’ordinanza dalla Regione che vada a sanare la situazione dal punto di vista burocratico. Non di certo però le responsabilità penali che eventualmente potrebbero essere accertate. La Saf, nel frattempo, ha provveduto a richiedere l’autorizzazione alla Regione “però per una parte di impianto - ha spiegato De Angelis - ancora da costruire, mentre le autorizzazioni servivano per l’attività che già si svolge”.
Ancora Il Messaggero FR p.40 sui 123 siti:
"Parliamo di 123 siti di interesse nazionale - rispetto all’unico esistente a Latina - che sono potenziali bombe ecologiche" ha detto il vice presidente della Provincia, Fabio De Angelis. Si tratta di vecchie discariche, siti industriali dismessi o sequestrati e poi abbandonati a se stessi (pensiamo alla fabbrica Olivieri di Ceprano, per esempio, dallo stabilimento Annunziata a Ceccano). O ancora a via Le Lame, “una bomba” alla periferia di Frosinone (a questo proposito il 12 ottobre c’è un incontro tecnico tra Arpa e comune). La bonifica spetterebbe ai Comuni, o in caso di carenza di risorse, alla Provincia.
«Sono troppi però, non possiamo occuparcene - spiega l’assessore Fabio De Angelis - serve l’impegno della Regione. Dovrò convocare una conferenza dei sindaci, sia per discutere dell’impianto Saf, che ci costa sempre di più nonostante i 25 milioni di euro investiti per l’ammodernamento, sia per una valutazione dell’intera situazione». Prima che ai sindaci, però, l’appello è alla Regione Lazio.
«In questi mesi c’è stata sicuramente una inversione di tendenza - ha detto ancora Fabio De Angelis - ma i nostri sforzi non saranno sufficienti senza una sinergia che coinvolga attivamente anche la Regione. E’ importante e del resto Renata Polverini l’ha promesso in campagna elettorale. Dobbiamo tenere l’attenzione elevata». Anche perché quel che è mancato, a sentire De Angelis e Zaottini, è stato proprio uno degli anelli più importanti della catena: il controllo. «Il caso di Colfelice dimostra quanto sia critico questo sistema, veicolo di un grumo di interessi, da sciogliere» ha concluso De Angelis.

Vedi anche La Provincia FR pp.1-7


ANAGNI. GLI SCAVI NELL'AREA INDUSTRIALE ASI ALLA RICERCA DI RIFIUTI TOSSICI, IN SEGUITO A QUANTO DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA (vedi flash di agenzia di ieri)
CI VIENE RIFERITO DA ALCUNI TESTIMONI OCULARI CHE L'AREA IN CUI SONO AVVENUTI  GLI SCAVI E' LIMITROFA AL SITO DELLO STABILIMENTO LOCALE DELLA ACS DOBFAR
Ciociaria oggi p.21 riferisce che "nell'area, confinante con un'azienda farmaceutica [...] sono state rinvenute ingenti quantità di sostanze chimiche (neretto nostro), delle quali sono stati prelevati campioni da mandare in laboratorio".
Non ha voluto confermare o smentire tale notizia a RS Retuvasa l'assessore all'ambiente Guglielmo Retarvi, considerata la delicatezza delle indagini in corso. 
Ma un aggiornamento delle 13.34 di Omniroma riporta: "ANAGNI, DISCARICA FARMACEUTICA SCOPERTA DOPO 40 ANNI VICINO CAMPO MAIS. Roma, 08 ott - Dalla denuncia di un ex operaio di uno stabilimento farmaceutico di Anagni, oggi gravemente malato, ha permesso di far scattare le indagini su un'area di 10 ettari di terreno adiacenti all'autostrada Roma Napoli nel territorio del comune anagnino. Da ieri i vigili del fuoco del nucleo Nbcr di Roma e Frosinone hanno fatto riemergere i rifiuti tossici interrati e si sta aspettando che la magistratura nomini un perito che ne stabilisca la pericolosità. Il materiale rinvenuto fino ad una profondità di quattro metri consisterebbe in resine a scambio ionico usate come filtraggio per la lavorazione degli antibiotici il cui principio attivo è quello della cefalosporina e sarebbero lì fin dagli anni '70. Ad occhio nudo è apparso agli operatori come materiale granuloso tipo terriccio di colore beige. Reflui chimici che dopo aver esaurito il ciclo produttivo devono essere regolarmente smaltiti. Fino ad oggi, quel terreno, poco distante dal fiume Sacco, è stato coltivato a mais. Al momento non risultano indagati perché si aspettano i risultati degli esami tossicologici".
Più misurata la versione de Il Messaggero FR p.40, di cui riportiamo una sintesi: "Le operazioni di scavo, iniziate dopo le 10, sono andate avanti fino al primo pomeriggio, fino a quando il personale impiegato ha delimitato con il classico nastro giallo la zona sottoposta allo scavo. Ora ad essere coinvolti nell’operazione saranno con tutta probabilità gli uomini dell’Arpa che dovranno effettuare nei prossimi giorni le analisi sul materiale rinvenuto per stabilire di cosa si tratti effettivamente. L’ipotesi, a quanto se ne sa, è che gli uomini impiegati abbiano cercato di trovare rifiuti tossici, scarti di lavorazione che avrebbero dovuto essere smaltiti con un regolare procedimento"
Leggiamo ancora in Ciociaria oggi p.21: "Sempre nel corso di questa operazione, la polizia avrebbe colto in flagranza due mezzi che stavano illecitamente smaltendo fanghi inquinati, all'interno di un altro fondo privato per conto della stessa azienda farmaceutica. La zona in questione è caratterizzata da numerosi terreni agricoli sui quali viene prodotto foraggio per gli animali da allevamento e dove spesso si recano i pastori a far pascolare i propri capi di bestiame"
Vedi anche La Provincia FR p.25

Ciociaria oggi p.21 INFORMA DI ALTRI CONTROLLI IERI AD ANAGNI SU: 
- OLEZZI SOSPETTI IN LOCALITA' OSTERIA DELLA FONTANA (SEGNALATI DA DAS)
- ACQUE DI RIO MOLA SANTA MARIA (SEGNALATI DAL COMITATO VOX POPULI)

ULTIM'ORA, ANAGNI (16.14): ISTITUITO PRESIDIO DI LOTTA DEI LAVORATORI DELL'OSPEDALE DI ANAGNI (Das)

ACEA ATO 5, RIMBORSO: CLICCA QUI (SITO UFFICIALE SOCIETA') PER SAPERE SE FAI PARTE DEI CITTADINI CHE SONO STATI INDIVIDUATI COME AVENTI DIRITTO ALLA RESTITUZIONE DELLE SOMME PERCEPITE INDEBITAMENTE PER DEPURAZIONE INESISTENTE (sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008)
Ampia sintesi da Il Messaggero Fr p.42
Acea Ato 5 comunica di aver trasmesso all’Autorità d’Ambito dell’ATO5 Lazio Meridionale Frosinone, gli elenchi delle utenze non depurate (allacciate e non alla pubblica fognatura) e che hanno dunque titolo per ottenere la restituzione delle somme non dovute. Questo stesso elenco è stato pubblicato sul sito www.aceaato5.it. 
Attenzione, la restituzione non è immediata: resta comunque subordinata alla preventiva approvazione, in sede di Conferenza dei Sindaci, da parte dell’Autorità d’Ambito. Ma è facile prevedere che davanti a situazioni di questo tipo nessun sindaco si opporrà .
Tale restituzione è la conseguenza di quanto previsto dal secondo comma dell’art. 8sexies d.l. 208/2008, (“In attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008). Pertanto i gestori del servizio idrico integrato (in Ciociaria Acea Ato 5) provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta.
Dunque il gestore, entro ottobre del 2014, dovrà provvedere.
Mentre, relativamente al secondo ed al terzo comma dell’art. 7 D.M. 2009 (che stabiliscono come a tale rimborso si possa provvedere, entro il predetto termine, anche in forma rateizzata e mediante compensazione - con futuri crediti per l’erogazione dei servizio idrici), il gestore evidenzia come, all’interno dei periodi ammessi per la restituzione, l’utente non possa esercitare azioni di condanna e a maggior ragione esecutive. Quanto sopra anche per effetto dell’innovazione introdotta, dichiaratamente retroattiva, dalla legge di conversione del d.l. 208/2009 per cui il credito di restituzione vantato dall’utente allacciato alla fognatura, ma non servito dalla depurazione, viene così ad essere inciso dal controcredito di cui è divenuto titolare l’ente gestore per effetto del principio della compensazione, in forza del quale “quando due persone sono obbligate l’una verso l’altra, i due debiti si estinguono per le quantità corrispondenti” (art.1241 c.c.).
La Società, che risulta tra i primi gestori a livello nazionale ad aver adempiuto agli obblighi di legge previsti del citato decreto, precisa che relativamente ai Comuni di Atina, Paliano e Cassino centro, la richiesta dovrà essere presentata al Comune stesso.
 

FERENTINO. ASSOLUZIONE PER CASO DELLA VICENDA EX CEMAMIT
Breve sintesi da La Provincia FR p.18
La seconda sezione penale della Corte d'Appello nella giornata di ieri ha assolto Giorgio Pizzotti, direttore della fabbrica della Cemamit negli anni 1966-1976 e Giuseppe Campelli, direttore dello stabilimento dal 28 aprile 1982 al 30 aprile 1984. 

LORETO D'EMILIO DE LA DESTRA DI CECCANO SULL'INQUINAMENTO DA BETA-HCH
COLLEFERRO. IL PRESIDENTE DELLA XVIII COMUNITA' MONTANA LORIS TALONE CHIEDE DI PARTECIPARE AL PROSSIMO TAVOLO TECNICO SULLA TURBOGAS
Le motivazioni sembrano abbastanza chiare dalle formule usate nel comunicato (fonte: ecco la notizia quotidiana 7.10.10) in quanto si dichiara che tale azione è diretta "al fine di evitare allarmismi e tensioni sociali" e che si vuole valutare "se esistono veramente pericoli di inquinamento ambientale e l’impatto che la centrale stessa può avere sul territorio, per garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute”
Vedi anche l'intervento di Renzo Carella su La Provincia FR p.26

giovedì 7 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 7.10.10

ANAGNI, SCAVI NELLA ZONA INDUSTRIALE ALLA RICERCA DI RIFIUTI TOSSICI
I Vigili del fuoco del nucleo batteriologico e radioattivo dei comandi provinciali di Roma e Frosinone e gli agenti della sotto-sezione A1 di Frosinone, da questa mattina cercano in un terreno di Anagni rifiuti tossici, scarti di medicinali che avrebbero dovuto essere smaltiti con un regolare procedimento e che invece avrebbero fortemente inquinato la zona che si trova a ridosso dell’autostrada e a due passi dal fiume Sacco. L’area e’ stata individuata grazie alla denuncia presentata da un ex operaio di un’azienda, oggi gravemente malato. (AGI)
"Altri cimiteri di rifiuti tossici? Dopo Ceprano, anche ad Anagni sono iniziati alcuni scavi nei pressi di una ex fabbrica situata nella zona industriale a pochi metri dal fiume Sacco e nelle vicinanze dell’Autostrada. Da questa mattina i Vigili del fuoco del nucleo batteriologico e radioattivo dei comandi provinciali di Roma e Frosinone stanno scavando lungo il terreno congiuntamente agli agenti della Polizia Stradale a seguito di una denuncia presentata da un ex dipendente dell’azienda. Gli scavi si stanno protraendo tuttora alla ricerca di eventuali rifiuti tossici che potrebbero essere stati sotterrati in passato" (ultimissime.net)
ALTRE FONTI CI SUGGERISCONO VERSIONI SIGNIFICATIVAMENTE DIVERSE

IL DOCUMENTO STILATO DALLA PROVINCIA DI FROSINONE SUL RISANAMENTO AGRO-AMBIENTALE (ALIMENTARE) DELLA VALLE DEL SACCO,  PRESENTATO  DA FABIO DE ANGELIS ALLA CONFERENZA STAMPA DI IERI RELATIVA ALL'INQUINAMENTO DA BETA-HCH; CON LA COLLABORAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI PRODUZIONI ANIMALI DELL'UNIVERSITA' DELLA TUSCIA, RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO, CIA FROSINONE E COLDIRETTI FROSINONE (Ciociaria oggi 7.10.10 pp.26-27)
Parte Prima

Parte seconda

LE CONFERME UFFICIALI SULLA CONTAMINAZIONE DA BETA-HCH SUL 20% DEL CAMPIONE DI  PERSONE ANALIZZATE TRA FROSINONE E FALVATERRA. FABIO DE ANGELIS CHIEDE AL MINISTERO L'ESTENSIONE DELL'AREA EMERGENZIALE FINO ALLA CONFLUENZA DEL LIRI
Ampia sintesi da Il Messaggero p.36
La conferma è arrivata ieri mattina dalle istituzione preposte: ufficio commissariale per la Valle del Sacco, dipartimento di epidemiologia, Asl di Roma G e Asl di Frosinone. I dati sono ancora incompleti, visto che il campione analizzato è di 111 persone su 400, ma comunque il 20% circa è risultato positivo (presenza di beta-hch superiore a 100 microgrammi per grammo di grasso).
Sono 111 persone, divise per quattro fasce d’età, dai 25 anni in su, individuati come campione rappresentativo della popolazione residente nei comuni rivieraschi da Frosinone a Falvaterra. Un campione così suddiviso: 46 allevatori, 58 residenti entro 1 km dal fiume, 7 residenti oltre un km. E tra loro i positivi sono 23. Una percentuale pari appunto al 20% circa, comunque inferiore ai dati emersi a Colleferro e dintorni che mostravano una contaminazione tra i residenti entro un km dal fiume (circa 250 persone), pari al 50% circa. A Ceccano e dintorni, invece, i livelli ematici di beta-hch alterati sono stati riscontrati in 23 soggetti, appunto, di cui 11 sono allevatori, 10 sono residenti entro un chilometro e 2 residenti oltre un chilometro, per lo più nella fascia che va dai 55 ed i 65 anni, a dimostrazione di quanto questo tipo di inquinamento sia radicato ormai da anni ed anni. La contaminazione dell’uomo, infatti, passa tramite l’assunzione prolungata nel tempo di alimenti, spesso coltivati proprio sui margini del fiume, a loro volta contaminati. «E’ consolante che la presenza di questo elemento chimico non sia stato riscontrato in neonati», hanno ribadito ieri. Ma ora che si fa? L’hanno chiesto a gran voce i sindaci presenti: Carlo Noto per Anagni, Antonio Ciotoli per Ceccano oltre ai rappresentanti dei comuni di Sgurgola, Castro dei Volsci, Ceprano, Paliano. Intanto, a livello clinico, si prosegue con l’esamina del campione (il secondo giro di convocazioni dovrebbe partire nei prossimi giorni) e con i colloqui personali con i contaminati. L’indagine prosegue anche nella zona nord dove a gennaio verrà presentato il primo resoconto che potrà mostrare, se ci saranno, gli effetti di questo elemento chimico sull’organismo umano, non ancora riconosciuti. Gli insetticidI hanno in genere un effetto tossicologico sul sistema nervoso e sulle ghiandole endocrine. La richiesta più pressante degli amministratori locali è stata quella di istituire sul territorio una cabina di regia che possa fare da riferimento e che indicare le linee guida. “E’ imbarazzante il fatto che non sappiamo cosa rispondere ai nostri cittadini che vengono a chiederci informazioni” hanno lamentato ieri i sindaci. Imbarazzo misto a rammarico per la città di Ceccano (ieri per la prima volta rappresentata non solo dal sindaco ma anche da esponenti dell’opposizione), che si è vista in questi anni rifiutare ogni richiesta di inserimento nei confini dell’area commissariale. «Oggi è più che mai necessario», ha detto Ciotoli. Hanno confermato sia Pierluigi Di Palma, che ha rassicurato i presenti sul fatto che quando il 31 ottobre dovrà essere rinnovato l’incarico all’ufficio commissariale chiederà l’estendimento dei confini fino alla confluenza con il Liri, che Fabio De Angelis, il quale ha scritto già l’altroieri al Ministero, unico competente in merito (TOLTA LA STESSA REGIONE LAZIO, ndr), una lettera contenente tale richiesta. 


LA CONFERENZA STAMPA DI OGGI (purtroppo non abbiamo potuto essere presenti) IN CUI ENNIO ZAOTTINI, NEO DIRIGENTE PROVINCIALE DI ARPA LAZIO, E FABIO DE ANGELIS, ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA PROVINCIA DI FROSINONE, HANNO COMUNICATO GRAVI IRREGOLARITA' RELATIVE AL CICLO DEI RIFIUTI DEL FRUSINATE, DEGLI IMPIANTI E DELLE DISCARICHE: LE RELATIVE NOTIZIE  USCIRANNO  SUI TELEGIORNALI SERALI E SUI QUOTIDIANI DI DOMANI

LA CONFERENZA DEI SINDACI DEL FRUSINATE: CI AUTOSOSPENDEREMO SE LA REGIONE NON CI CONSIDERERA' NELLA RIDISCUSSIONE DEL PIANO (tele universo) 

IL PDL DISCUTE A LIVELLO GOVERNATIVO, REGIONALE E PROVINCIALE IL RECENTE COMPORTAMENTO AUTARCHICO DI RENATA POLVERINI SUL PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO: FRANCO FIORITO E ANTONELLO IANNARILLI CHIEDONO UN CHIARIMENTO PROFONDO PER UNA DECISIONE INACCETTABILE (tele universo)

ANCORA SULLA MOBILITAZIONE PROVINCIALE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE del 5.10. IL VIDEO DELL'INTERVENTO DI FRANCESCO NOTARCOLA (Das)

RIATTIVATO L'ASCENSORE DELL'OSPEDALE DI ANAGNI (Das)

INCONTRO SULLA SANITA' ORGANIZZATO DAL PD OGGI ALLE 17.30 AL CIRCOLO ARCI DI ANAGNI (Anagni scuola futura e Anagni Caput Mundi) 
RICORDIAMO CHE DOMANI, VENERDI' 8 OTTOBRE, ALLE 17.30, PRESSO L'AUDITORIUM COMUNALE DELLA CITTA' DEI PAPI, SI TERRA' LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI FRANCESCA SANTOLINI, PASSIONE VERDE, ORGANIZZATA DAL'ASSOCIAZIONE CULTURALE GIOVANILE "LA GUERRA DI PIERO"

IN ATTESA DELLA DISCUSIONE DEL PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO IN CONSIGLIO REGIONALE, ECCO COSA PREVEDE NEI SINGOLI PRESIDI
Sintesi de Il Messaggero FR p.33 (prima locale)
Il piano di riorganizzazione ospedaliera approderà in Consiglio regionale solo il 13 ottobre, ovvero dopo la presentazione del Piano al Governo. Decisione che ha innescato nuove polemiche feroci tra maggioranza e opposizione (vedi al proposito la DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE ANNA MARIA TEDESCHI). Nel frattempo, però, la Regione ha definito cosa accadrà agli ospedali ciociari interessati dal Piano di riorganizzazione. Niente posti letto per acuti in nessuno dei presidi, questo ormai è assodato, ma servizi sanitari e, quasi nella totalità dei casi, una postazione del 118. Sorte identica per Anagni e Pontecorvo, che dal 2011 diventeranno “Ospedali distrettuali di II Livello, Tipo B”, ovvero nosocomi dotati di ”Punto di Primo intervento h24”, «gestiti - spiega il piano - da medici ospedalieri dell’emergenza in grado di definire se il sintomo presentato dal paziente richiede il ricovero, dopo averlo stabilizzato, presso una struttura delle rete più appropriata o curarlo in loco ricoverandolo nel reparto di degenza infermieristica (dotato di 10-15 posti letto) coadiuvato dal medico di base»; vi sarà poi una postazione del “118” per il trasferimento in urgenza; un ambulatorio infermieristico «(per l’erogazione di terapie iniettive, piccole medicazioni e tutte le procedure cliniche di bassa complessità gestite da personale infermieristico dietro prescrizione medica)»; il Poliambulatorio per la Specialistica Ambulatoriale (cardiologo, oculistica, endocrinologo, otorinolaringoiatra, ginecologo, urologo, ecc..); il Punto Unico di accesso «per la presa in carico del paziente sia da un punto di vista sanitario (prenotazione visite e analisi, fornitura presidi medici, ecc..) sia da un punto di vista amministrativo (domande di accompagnamento, richiesta di invalidità, assistenza domiciliare, ecc..)»; guardia medica, servizio di Assistenza Domiciliare Integrata e Centro Dialisi.Discorso diverso per Ceccano, Ferentino e Ceprano che diventano “Ospedale Distrettuale di I Livello” con i seguenti servizi: ambulatorio infermieristico «(per l’erogazione di terapie iniettive, piccole medicazioni e procedure cliniche di bassa complessità)»; Poliambulatorio per la Specialistica Ambulatoriale (cardiologo, oculistica, endocrinologo, otorinolaringoiatra, ginecologo, urologo, ecc..); Diagnostica di base; Postazione del 118 per il trasferimento in urgenza.Nell’ospedale In Memoria dei Caduti di Isola Liri si salvano l’hospice («sono stati ultimati i lavori, è stato eseguito il collaudo ed è stata inoltrata richiesta di attivazione per 25 posti letto di lungodegenza»), il Punto di Primo intervento (gestito da medici di medicina generale in grado di definire se i pazienti debbano essere ricoverati e dove); la postazione del 118.La sorte peggiore tocca ad Arpino: «nella struttura - si legge nel piano - erano presenti 20 posti letto di lungodegenza che hanno fatto registrare lo scorso anno 175 dimissioni a carico del Servizio Sanitario Regionale erogate a 149 pazienti con una età media di 81 anni. Nel 2009 circa il 46% delle dimissioni risultano non provenienti da acuto. È evidente l’inappropriato utilizzo di una struttura per acuti trasformata di fatto in una residenza sanitaria per anziani. Il piano prevede pertanto l’attivazione, ad opera della Asl competente, dei servizi territoriali appropriati (Rsa, Hospice, ecc…)».Identico il discorso che riguarda Atina (con il conseguente addio ai 15 posti letto di lungodegenza, ma almeno qui è presente (e dunque resterà) una postazione del 118.

FROSINONE, POCHI SANNO DELL'ORDINANZA COMUNALE ANTI-SMOG
Sintesi de Il Messaggero FR pp.33 (prima locale) e p.34
Dal 4 ottobre è tornata far sentire i suoi effetti l’ordinanza del sindaco Michele Marini n. 22 del 5 febbraio scorso, con cui nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 9 alle ore 12,30, è consentita al circolazione solo alle auto a benzina da euro 2 in su, e da euro 3 in su per quelle diesel.
Inoltre la stessa ordinanza prevede anche tre domeniche di stop completo per le auto, ma è saltata quella di domenica prossima:, per disposizioni della Questura legate alla partita di calcio.   Le altre due domeniche di blocco dovrebbero essere il 24 ottobre e il 14 novembre. 

Quasi nessuno è a conoscenza di questo blocco parziale della circolazione: pochi i cartelli, nessun manifesto per la cittadinanza e solo ieri mattina, dopo le nostre richieste di chiarimento all’assessore, la notizia è tornata in evidenza sul sito web del Comune.
Anche quest’anno Frosinone si è confermata tra le città più inquinate d’Italia. E’ il posto dove l’aria è gravemente malata di smog e a dimostrarlo vi sono i 58 giorni di sforamento del livello di polveri sottili del 2010 rispetto ai 35 consentiti dalla norma.

Istituzioni che lavorano duro per la legalità ambientale

Da alcuni mesi, il fronte ambientale è molto caldo in Provincia di Frosinone.
A volte è un vero peccato perdere un telegiornale, una conferenza stampa. Si attende spesso un'ultim'ora.
Un grande e coraggioso lavoro è stato compiuto dal Vice Presidente e Assessore all'Ambiente della Provincia di Frosinone Fabio De Angelis (non capita spesso di incontrare un politico esponente delle Istituzioni al servizio della cittadinanza per 15 ore al giorno, che rinuncia persino alle vacanze estive). In particolare sul ciclo dei rifiuti (con attenzione a tutti i suoi nodi, all'impianto di preselezione e di cdr SAF di Colfelice, alla discarica MAD di Cerreto a Roccasecca, a due passi da Caserta e dai Casalesi, posta sotto sequestro due mesi fa, ecc.). Ed è il caso ancora di ricordare il suo ruolo nella recente bocciatura, in base a motivazioni tecniche, ma anche sostenute da una nuova politica ambientale, dell'inceneritore di car fluff ad Anagni e dell'impianto di smaltimento amianto a Villa Santa Lucia. 
Grande lavoro anche della Guardia di Finanza di Frosinone, guidata dal comandante provinciale colonnello Giancostabile Salato (si pensi, oltre al ciclo dei rifiuti, alla scoperta del "cimitero dei veleni" di Ceprano).
Grande lavoro anche dei Carabinieri. Come sottolineato in un recente post, l'Arma si è arricchita delle eccellenti competenze ambientali del nuovo comandante provinciale, il colonnello Antonio Menga, per molti anni a capo del NOE di Roma.
Senza dimenticare le Procure.
L'Arpa Lazio è sotto l'occhio del ciclone per l'arresto dell'ex neo direttore provinciale Vincenzo Addimandi. Si spera la ristrutturazione possa essere felice sotto la guida del nuovo direttore della sezione di Frosinone, Ennio Zaottini.
Quando le istituzioni fanno il loro dovere, l'eco-mafia trema.
I sistemi politico-clientelari appaiono a tratti provati e in difficoltà. Ma attenzione, i buoni vanno sempre sostenuti. Altrimenti le piovre, i muri di omertà, i sistemi politico-clientelari, riprendono il sopravvento.

sabato 2 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 3.10.10

BETA-HCH DA MOROLO A SAN GIOVANNI INCARICO, I CONTAMINATI SONO QUASI IL 20%.
Ampia sintesi de Il Messaggero FR p.33 (prima locale) e p.35
Inquinamento del fiume Sacco: positivi al beta-hch 23 su 111. Una percentuale più alta del 10% inizialmente stimato. E’ scritto in una relazione arrivata in questi giorni negli uffici delle istituzioni competenti.
I prelievi ematici e i questionari somministrati, nella campagna messa a punto dal dipartimento di epidemiologia della Asl di Roma G con la Asl di Frosinone, sono per l’esattezza 111, compiuti su persone, divise per quattro fasce d’età, dai 25 anni in su, che hanno aderito all’invito a partecipare allo studio su 400 invitati, individuati come campione rappresentativo della popolazione residente nei comuni rivieraschi di Frosinone, Ferentino, Ceccano, Supino, Patrica, Morolo, Castro, Pofi, Falvaterra, San Giovanni Incarico e Ceprano. Un campione così suddiviso: 46 allevatori, 58 residenti entro 1 chilometro dal fiume, 7 residenti oltre un chilometro. E tra loro i positivi sono 23. Una percentuale pari al 20% circa, ma comunque inferiore ai dati emersi nel gennaio del 2009 risultanti dall’indagine dello stesso dipartimento sui comuni di Colleferro, Segni, Gavignano, Anagni, Sgurgola e Morolo che mostravano una contaminazione (ovvero una presenza superiore a 100 microgrammi per grammo di grasso) tra le persone residenti entro un chilometro dal fiume, pari al 50% circa. A Ceccano e dintorni, invece, i livelli ematici di beta hch alterati sono stati riscontrati in 23 soggetti, appunto, di cui 11 sono allevatori, 10 sono residenti entro un chilometro e 2 residenti oltre un chilometro. “La percentuale di positivi al beta-hch - si legge sulla relazione del dipartimento - risulta distribuita in maniera simile tra maschi e femmine, mentre aumenta all’aumentare dell’età, in accordo con quanto già evidenziato dall’analisi dei dati di Colleferro”. Sono ben 16 infatti, su 23, i soggetti riscontrati positivi collocati nella fascia d’età tra i 55 ed i 65 anni. A dimostrazione di quanto questo tipo di inquinamento sia radicato ormai da anni ed anni, nel terreno, negli ortaggi e nel bestiame. La contaminazione dell’uomo, infatti, passa tramite l’assunzione prolungata nel tempo di alimenti, spesso coltivati proprio sui margini del fiume, a loro volta contaminati. In questi giorni è in corso la distribuzione dei risultati individuali, con colloqui, con coloro che sono risultati positivi che successivamente saranno indirizzati verso la Asl Rm G (Colleferro), per l’inserimento del programma di sorveglianza. Mercoledì prossimo, intanto, le istituzioni renderanno note le modalità con le quali intenderanno affrontare la questione.
Il punto sui controlli ambientali in Ciociaria è stato fatto in un incontro tra il Vicepresidente della Provincia, Fabio De Angelis, e il dottor Zaottini, nuovo direttore provinciale dell’Arpa di Frosinone. «L’incontro - spiega Fabio De Angelis - è servito per fare il punto sulla verifica dei controlli effettuati dall’Arpa in Ciociaria. La situazione dei controlli ambientali nella nostra provincia è molto critica a causa della latitanza pluridecennale delle istituzioni preposte, compreso l’ente provinciale, e dall’assenza di personale e mezzi che rende impossibile il controllo delle prescrizioni rilasciate. Da mesi l’assessorato all’Ambiente sta tentando, avvalendosi di istituti di ricerca, di avviare il controllo di impianti industriali che negli anni hanno prodotto sempre e solo autocertificazioni».
«Faccio i migliori auguri di buon lavoro al dott. Zaottini - prosegue Fabio De Angelis - per il difficile compito che lo aspetta. L’assessorato all’Ambiente della Provincia aveva da tempo avviato attività di verifica sui controlli ambientali e sui pareri rilasciati dall’Arpa. Questa importante attività, che ci ha visto impegnati per tutta l’estate, è stata svolta in silenzio e con la collaborazione della Direzione Regionale dell’Arpa che devo ringraziare per la disponibilità dimostrata, in particolare nella valutazione dell’operato della sezione di Frosinone, rilevando incongruenze macroscopiche già segnalate all’autorità giudiziaria ed alla Regione. Infine voglio ringraziare il Comandante della Guardia di Finanza, Colonnello Salato, per l’attività di indagine svolta». 
Le ”incongruenze macroscpiche” di cui parla De Angelis sono diverse, come l’inosservanza (da parte di molte imprese) alle prescrizioni imposte dalla Provincia; l’uso illegale di olio bruciato che in molte aziende si utilizza per generare energia elettrica; la mancanza dell’A.I.A. (Autorizzazione integrata ambientale) presso l’impianto di smaltimento rifiuti di Colfelice.

ANAGNI E CIOCIARIA. LE PROTESTE CONTRO IL PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO.
Ampia sintesi de Il Messaggero p.33 (prima locale) e p.34
La rivolta è nelle strade e i sindaci si accodano. Chiederanno alla Polverini, martedì prossimo alle 16.30, in una conferenza dei sindaci convocata dal sindaco di Frosinone, l’apertura di un tavolo di confronto permanente sul piano di riordino. La conferenza si era riunita ad aprile e in quell’occasione fu stilato un documento, poi inviato alla Regione, concernente le proposte dei sindaci relative al piano di riordino. 
All’ordine del giorno la richiesta di apertura immediata di un tavolo permanente di concertazione con tutti i rappresentati del territorio e la valutazione delle proposte di modifica del decreto. Una sul tavolo c’è già: è quella presentata ieri da Iannarilli che salverebbe gli ospedali di Anagni e Pontecorvo ridistribuendo i posti letto in più assegnati a Frosinone.
Ieri la protesta ad Anagni e nuove polemiche. Domani assemblea dei sindaci della Valcomino ad Atina: giovedì poi Consiglio allargato.
Una giornata di mobilitazione per difendere il futuro dell’ospedale di Anagni. Prima le associazioni cittadine (guidate dall'associazione diritto alla salute, presieduta da Alessandro Compagno, ndr) che hanno effettuato un sit in di protesta davanti all’ingresso del nosocomio. Poi, dopo un corteo arrivato fino al palazzo comunale, un consiglio comunale straordinario. Tra proposte concrete, come quella di destinare la zona dell’ex deposito militare alla creazione in tempi rapidi di un nuovo ospedale, come promesso dalla stessa Polverini. E la minaccia di dimissioni in massa per protestare contro la sottovalutazione di una intera provincia. Con un convitato di pietra evocato da tutti, in modo più o meno chiaro; il consigliere regionale Pdl Franco Fiorito, ieri assente, ma da molti chiamato in causa per lo scarso “peso politico” dimostrato nel difendere gli interessi del suo territorio. 
Il consiglio comunale ha visto la presenza di alcuni sindaci e rappresentanti dei Comuni della zona, e di esponenti politici regionali come il consigliere Idv Annamaria Tedeschi.  La discussione ha conosciuto diversi momenti pesanti. In tanti hanno ipotizzato le dimissioni in massa del consiglio comunale e di tutti i sindaci della zona, come atto di protesta estremo per quanto accaduto. C’è chi ha proposto di tenere una riunione di consiglio comunale davanti alla Pisana. O di occupare il palazzo della Regione Lazio. Alla fine il consiglio ha votato un documento in cui si chiedeva con forza di rigettare il piano sanitario proposto, stabilendo un percorso per la valorizzazione dell’offerta sanitaria della zona.
ADRIANO ROMA INCALZA FRANCO FIORITO PER AFFRONTARE LA QUESTIONE ALL'INTERNO DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL PDL (La Provincia FR p.5) 
REAZIONI POLITICHE A TUTTO CAMPO (La Provincia FR pp.6-8)
VEROLI. GIU' LE MANI DALLA CITTA' BIANCA (La Provincia FR p.16)
DELIBERA COINGIUNTA TRA I SINDACI DI PONTECORVO E ANAGNI (La Provincia FR p.34)
DOCUMENTAZIONE VIDEO E FOTO DELLA MANIFESTAZIONE DI ANAGNI  PER LA DIFESA DELL'OSPEDALE CITTADINO. BY MAURO MEAZZA, ANAGNI CAPUT MUNDI.
PARTICOLARMENTE RILEVANTI  QUESTI DUE INTERVENTI ALLA MANIFESTAZIONE:

venerdì 1 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 1.10.10

ANAGNI. MOBILITAZIONE GENERALE CONTRO LA CHIUSURA DELL'OSPEDALE
(Vedi infra per COMUNICATO STAMPA RETUVASA SU TERMINI PER LE OSSERVAZIONI AL PROGETTO PER IMPIANTO DI TMB A COLLEFERRO)

Convocato un consiglio comunale straordinario alle ore 11.00 di sabato 2 ottobre p.v. Per questo la DAS chiede a tutti i cittadini di radunarsi alle ore 9.00 di sabato prossimo davanti ai cancelli dell'Ospedale di Anagni in una assemblea pubblica. Successivamente, alle ore 10.00 si formerà il corteo per raggiungere il Palazzo Comunale dove si terrà il Consiglio comunale.
Si invitano tutte le categorie sociali ad aderire, i commercianti a fare una serrata durante il passaggio del corteo, gli studenti, i docenti e il personale tutto delle scuole cittadine a partecipare all'assemblea e al corteo.
Per maggiori dettagli e informazioni consulta il sito DAS

IL COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI ANAGNI

SUL PIANO REGIONALE DI RIORDINO DELLA SANITA' 
Sintesi de Il Messaggero FR pp.37-38
Il decreto per la riorganizzazione della rete ospedaliera taglia in provincia di Frosinone 305 posti letto: 133 nelle strutture pubbliche, 172 in quelle private. In realtà il numero dei posti letto che spariscono, -363, è compensato dall’aumento negli ospedali di Frosinone e di Cassino, +233.
Frosinone, per ora nessuna promozione - per ora l’Umberto I resta Dea di primo livello, malgrado l’apertura di neurochirurgia e l’aumento di posti letto di terapia intensiva e dell’unità coronarica. Note dolenti sono la chiusura di terapia intensiva neonatale e di dermatologia e la consistente riduzione di posti letto a pediatria (da 18 a sette e da due a uno in day hospital). Uniche novità Psichiatria e Utn. Complessivamente 120 posti letto in più (di cui 10 in day hospital), per un totale di 416. Confermate dialisi e ambulatorio del dolore.
Cassino, luci e ombre - Crescono i posti letto (+113, di cui 3 in day hospital, 299 in totale), ma chiudono i reparti di oculistica e neonatologia; aprono gastroenterologia (20 posti letto), psichiatria (13), pneumologia (12) e lungodegenza (21). In decremento Pediatria (-3) e Cardiologia (-1). Confermate centro dialisi e ambulatorio del dolore.
Sora, punto interrogativo - Il dubbio principale riguarda l’ospedale di Sora che, oltre a perdere 31 posti letto, perde 5 reparti (oculistica e neonatologia, oltre i day hospital di Otorino, urologia, odontoriatria) e ne guadagna uno (terapia intensiva), ma soprattutto vede ridurre i posti letto di oncologia; malgrado venga indicato come il polo provinciale per la lotta ai tumori, i posti letto scendono da 14 a 12 e quelli di day hospital salgono da 8 a 9; inoltre - la cosa risulta davvero incomprensibile - tra le altre funzioni ospedaliere non figurano radioterapia, radioterapia oncologica, medicina nucleare. Evidentemente la Regione e la Asl hanno deciso che il bunker di radioterapia realizzato male e mai entrato completamente in funzione sia destinato al pensionamento anticipato malgrado sia costato qualcosa come 4 milioni di euro.
Alatri “resiste” - Il San Benedetto perde 6 posti letto e un reparto (terapia intensiva) e si vede ridurre il reparto di pediatria (da 15 a 11 posti letto). Ma, cosa da chiarire, non è prevista la postazione del 118 né l’elisuperficie. Confermato il centro dialisi.
Le chiusure - Partiamo da Pontecorvo: chiudono gli 8 reparti con i loro 119 posti letto. Rimangono però il punto di primo intervento con postazione del 118, gli ambulatori, l’assistenza domiciliare integrata e il centro dialisi. Ad Anagni chiudono gli otto reparti e spariscono 81 posti letto. Rimane il Punto di primo intervento con postazione del 118, oltre agli ambulatori, alla diagnostica di base e al centro dialisi. Addio anche a Ceccano: chiudono gli 8 reparti e spariscono 49 posti letto, addio anche a postazione del 118 e punto di primo intervento. Rimangono solo gli ambulatori. Atina dice addio a tutto: ai 15 posti di lungodegenza, ma anche a postazione del 118 e punto di primo intervento. Situazione identica ad Arpino, chiude Lungodegenza con i suoi 20 posti e punto di primo soccorso. Addio anche a Recupero e Riabilitazione sia a Ferentino che a Ceprano; nei due presidi spariscono 24 posti letto complessivi e restano solo gli ambulatori. Non ci sarà né il Punto di primo intervento, né la postazione del 118.
L’incognita Isola - Sulla carta l’hospice di Isola Liri esiste, ma eliminando i 20 posti di lungodegenza del presidio isolano non si capisce se e con quanti posti verrà aperto.
Le strutture private - Confermato: San Raffaele e Città Bianca perdono rispettivamente 122 e 50 posti letto.


IL PUNTO A COLLEFERRO (Cinque giorni, news in evidenza)
"La pentola si è rovesciata addosso ad Anagni". Così il deputato del Pd Renzo Carella ha commentato le prime notizie provenienti dal tavolo interministeriale dove ieri è stato presentato il piano di rientro della sanità della Regione Lazio. Una vittoria per l'intero Consiglio comunale che una settimana fa, su sollecitazione del gruppo facente capo all'opposizione, aveva inviato l'ennesima richiesta di incontro alla presidente Polverini. Di fatto si è trattato della vittoria della provincia di Roma a discapito di quella di Rieti e Frosinone che perdono una decina di presidi. Colleferro ha vinto la battaglia contro Anagni dove chiuderà il nosocomio locale. Da una prima lettura, il Parodi Delfino godrà di servizi aggiuntivi nel reparto di cardiologia ma il punto parto è destinato a essere eliminato. Colleferro è considerato nel piano come un'eccezione insieme a Civita Castellana, Frascati e Pomezia "per i quali la rete perinatale non prevede il punto parto non essendo garantiti almeno 500 parti/anno", si legge nel piano. Su tale questione l'opposizione consiliare ha annunciato già battaglia. «C'era stato detto che veniva mantenuta l'integrità di tutti i reparti - dice Carella - E così dovrà essere. Mercoledì ne discuteremo con la Polverini» 

SANITA', PROVINCE IN RIVOLTA. IL CAPOGRUPPO DEL PDL FRANCO FIORITO: FORTE PERPLESSITA', NECESSARIO UN IMMEDIATO CHIARIMENTO (La Provincia Fr, pp.1, 6, 7, 8)
CS Retuvasa Precisazioni Osservazioni TMB Colleferro 011010                                                                    
Comunicato Stampa Retuvasa
Precisazioni sui termini per le osservazioni al progetto per impianto di TMB a Colleferro

In relazione alla nostra comunicazione precedente sui termini per la presentazione delle osservazioni avverso il progetto di impianto di Trattamento Meccanico Biologico proposto da Agensel presso l’Ufficio di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lazio il giorno 20 Agosto 2010, segnaliamo che i termini per le osservazioni sono più ampi.
A fine comunicato avevamo indicato 45 giorni come termine ultimo a partire dalla data di presentazione, che sarebbero scaduti il 4 Ottobre. In realtà tale indicazione aveva tenuto conto dell’avviso on-line del Comune di Colleferro, che faceva erroneamente riferimento all’art. 29 della Legge 152/2006. Questa legge però è stata modificata dal Decreto Legislativo n.4 del 16 Gennaio 2008 “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale”, pubblicato nella G. U. 29 gennaio 2008, n. 24, che all’art. 24 – comma 4 riporta: ‘Entro il termine di sessanta giorni dalla presentazione di cui all'articolo 23, chiunque abbia interesse può prendere visione del progetto e del relativo studio ambientale, presentare proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi’. Quindi il termine per la consultazione e le osservazioni scadrà il 19 Ottobre 2010. Per chiudere, vorremmo puntualizzare al Comune di Colleferro che i termini di 45 giorni per le osservazioni sono per le verifiche di assoggettabilità, non per le istanze di procedure integrate di Valutazione di Impatto Ambientale e Autorizzazione Integrata Ambientale.
Cogliamo l’occasione per informare che da un’approfondita lettura dello Studio di Impatto Ambientale relativo al progetto si evince che l’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) in questione forse non può dirsi degno di questo nome, in quanto si tratta sostanzialmente di un impianto di preselezione di Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR), funzionale al mantenimento in vita degli inceneritori di Colleferro. L’unico reale recupero dei materiali si avrebbe per le parti ferrose e non ferrose (6%). Inoltre la Frazione Organica Stabilizzata, che costituisce circa il 38% del flusso in uscita, avrà la funzione di compost per la copertura dell’attuale discarica di Colle Fagiolara, o per la copertura di siti contaminati, o ancora per la preparazione di CDR. Di fatto il TMB previsto non prevede una raccolta differenziata appropriata a monte, né sistemi di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio, che sono priorità della gerarchia dei rifiuti definita dalle Direttive Europee.
Ci domandiamo infine come sia possibile far coesistere una discarica con una futura Area protetta, e probabile Monumento naturale, come la Selva di Paliano, per la quale ci sono determinazioni di spesa della Regione Lazio finalizzate alla promozione e valorizzazione del sito.
Mettiamo queste nostre indicazioni a servizio dei cittadini e delle amministrazioni che intendano adoperarsi per invertire una filosofia obsoleta di trattamento dei rifiuti.
Giusto ieri la Commissione Europea ha aperto al riguardo una prima fase di procedura di infrazione contro l’Italia per violazione della normativa europea sullo smaltimento dei rifiuti, specificando che in mancanza di azioni correttive saranno possibili sanzioni pecuniarie e che tutte le regioni indicate in precedenza come non conformi si sono adeguate, tranne il Lazio.

Valle del Sacco - Colleferro, 01.10.2010

Ufficio stampa Retuvasa
Alberto Valleriani e Francesco Bearzi


RETUVASA PER LA CITTA' DELL'ALTRAECONOMIA (La Provincia FR p.25)

ARPA LAZIO. NOMINATO IL NUOVO DIRETTORE PROVINCIALE DELLA SEZIONE DI FROSINONE, ENNIO ZAOTTINI (Romaregione)
L’ARPA Lazio, a seguito della misura cautelare personale che ha colpito il dirigente responsabile della sezione provinciale di Frosinone, rende noto di aver doverosamente sospeso lo stesso da ogni servizio. D’intesa con la Regione Lazio – nella persona dell’Assessore Marco Mattei – si è quindi proceduto ad inviare a Frosinone quale direttore il Dott. Ennio Zaottini, sino ad un più ampio riordino dell’assetto organizzativo della sezione e dell’Agenzia nel suo complesso. La decisione è stata presa in considerazione della gravità dei fatti contestati ed in linea con gli indirizzi di governo in merito alla necessità di tutelare il ruolo ed il prestigio dell’ARPA Lazio, proseguendo nel percorso di rafforzamento e maggior efficienza dell’Agenzia stessa. Il dott. Zaottini, dirigente apicale di ruolo nonché personalità di riconosciuta elevata professionalità ed esperienza, manterrà anche il proprio attuale incarico di direttore della sezione provinciale di Latina. Lo comunica il Commissario straordinario dell’ ARPA Lazio, avvocato Corrado Carrubba.

ANAGNI, SOPRALLUOGO DELL'ARPA ALLA DISCARICA DI RADICINA (La Provincia p.23)