REDAZIONE: FRANCESCO BEARZI, CRISTINA MATALONI, SARA DEODATI, VINCENZO LANDOLINA, ALBERTO VALLERIANI, ROCCO MARTUFI, GIULIO TIRINELLI

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venerdì 8 ottobre 2010

Rassegna stampa Retuvasa 8.10.10

LA CONFERENZA STAMPA DI IERI IN CUI ENNIO ZAOTTINI E FABIO DE ANGELIS HANNO PRESENTATO UN QUADRO ANCORA PIU' ALLARMANTE DELL'INQUINAMENTO DELLA VALLE DEL SACCO, VERSANTE FRUSINATE. ECCEZIONALE IL LAVORO "INVESTIGATIVO" COMPIUTO DALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA PROVINCIA DI FROSINONE, PIU' CHE DAI PRIMARI ENTI DI CONTROLLO, SULL'IMPIANTO DI COLFELICE

Sintesi da Ciociaria oggi p.3
L'assessore all'Ambiente e vice presidente della Provincia Fabio De Angelis e il neo direttore di Arpa Lazio sezione di Frosinone Ennio Zaottini: 123 SITI INQUINATI, QUASI 300 DEPURATORI CIVILI SPROVVISTI DI AUTORIZZAZIONE, L'IMPIANTO DI COLFELICE CHE ESERCITA NON SOLO LA SELEZIONE, MA DI FATTO LO SMALTIMENTO RIFIUTI, PUR ESSENDO SPROVVISTO DI A.I.A.
Sull'impianto di Colfelice, Fabio De Angelis, dopo mesi passati a controllare le autorizzazioni delle strutture legate al ciclo dei rifiuti: "Per le attività che svolge non ha un idoneo nulla osta. Ho già comunicato tutto alla Procura della Repubblica di Frosinone, di Cassino e alla Regione Lazio, che spero ci aiuti economicamente sul fronte dei 123 siti da bonificare [...] Colfelice tratta rifiuti solidi urbani non differenziati e dovrebbe lavorare al loro recupero. In realtà, prestando attenzione al flusso dei rifiuti, ci si rende conto che fa tutt'altro, nello specifico lo smaltimento [...] Ma per fare lo smaltimento dovrebbe essere assoggettato all'Autorizzazione Integrata Ambientale, come prescritto dalla direttiva europea [...]. E' importante per me dire che oggi, sicuramente, [...] c'è un'inversione di tendenza rispetto ad un precedente sistema di controlli almeno discutibile, e che la politica può dare in queste tanto delicate quanto gravi circostanze un contributo fattivo" 
Sintesi de Il Messaggero FR p.40 sui dettagli, riferiti da Fabio De Angelis, relativi alle omissioni dell'ex direttore di Arpa Lazio provinciale ora agli arresti domiciliari, Vincenzo Addimandi: "Nel marzo del 2010 [...] il dott. Addimandi ha scritto una relazione redatta nell’ambito di un’attività di controllo dove si legge solo che quell’autorizzazione avrebbe dovuto essere richiesta. E basta. Ma è un’assurdità. Addimandi doveva segnalare tutto all’autorità giudiziaria”. “Quando l’ho saputo sono trasecolato - ha detto Zaottini - è gravissimo”. La stessa nota dell’Arpa, a firma del dott. Felici, infatti, arriva alla conclusione che “la Saf, per l’esercizio dell’impianto di Tmb, era tenuta a presentare la domanda di autorizzazione entro il 31 gennaio 2008, termine ultimo stabilito dalla legge”. Dopo la scoperta sono partiti degli esposti alla Procura della Repubblica di Frosinone e Cassino e un’indagine è stata avviata. Indagine che, se confermerà quanto afferma De Angelis, dovrebbe sfociare con il sequestro dell’impianto. A salvare la situazione servirebbe solo un’ordinanza dalla Regione che vada a sanare la situazione dal punto di vista burocratico. Non di certo però le responsabilità penali che eventualmente potrebbero essere accertate. La Saf, nel frattempo, ha provveduto a richiedere l’autorizzazione alla Regione “però per una parte di impianto - ha spiegato De Angelis - ancora da costruire, mentre le autorizzazioni servivano per l’attività che già si svolge”.
Ancora Il Messaggero FR p.40 sui 123 siti:
"Parliamo di 123 siti di interesse nazionale - rispetto all’unico esistente a Latina - che sono potenziali bombe ecologiche" ha detto il vice presidente della Provincia, Fabio De Angelis. Si tratta di vecchie discariche, siti industriali dismessi o sequestrati e poi abbandonati a se stessi (pensiamo alla fabbrica Olivieri di Ceprano, per esempio, dallo stabilimento Annunziata a Ceccano). O ancora a via Le Lame, “una bomba” alla periferia di Frosinone (a questo proposito il 12 ottobre c’è un incontro tecnico tra Arpa e comune). La bonifica spetterebbe ai Comuni, o in caso di carenza di risorse, alla Provincia.
«Sono troppi però, non possiamo occuparcene - spiega l’assessore Fabio De Angelis - serve l’impegno della Regione. Dovrò convocare una conferenza dei sindaci, sia per discutere dell’impianto Saf, che ci costa sempre di più nonostante i 25 milioni di euro investiti per l’ammodernamento, sia per una valutazione dell’intera situazione». Prima che ai sindaci, però, l’appello è alla Regione Lazio.
«In questi mesi c’è stata sicuramente una inversione di tendenza - ha detto ancora Fabio De Angelis - ma i nostri sforzi non saranno sufficienti senza una sinergia che coinvolga attivamente anche la Regione. E’ importante e del resto Renata Polverini l’ha promesso in campagna elettorale. Dobbiamo tenere l’attenzione elevata». Anche perché quel che è mancato, a sentire De Angelis e Zaottini, è stato proprio uno degli anelli più importanti della catena: il controllo. «Il caso di Colfelice dimostra quanto sia critico questo sistema, veicolo di un grumo di interessi, da sciogliere» ha concluso De Angelis.

Vedi anche La Provincia FR pp.1-7


ANAGNI. GLI SCAVI NELL'AREA INDUSTRIALE ASI ALLA RICERCA DI RIFIUTI TOSSICI, IN SEGUITO A QUANTO DENUNCIATO ALLA MAGISTRATURA (vedi flash di agenzia di ieri)
CI VIENE RIFERITO DA ALCUNI TESTIMONI OCULARI CHE L'AREA IN CUI SONO AVVENUTI  GLI SCAVI E' LIMITROFA AL SITO DELLO STABILIMENTO LOCALE DELLA ACS DOBFAR
Ciociaria oggi p.21 riferisce che "nell'area, confinante con un'azienda farmaceutica [...] sono state rinvenute ingenti quantità di sostanze chimiche (neretto nostro), delle quali sono stati prelevati campioni da mandare in laboratorio".
Non ha voluto confermare o smentire tale notizia a RS Retuvasa l'assessore all'ambiente Guglielmo Retarvi, considerata la delicatezza delle indagini in corso. 
Ma un aggiornamento delle 13.34 di Omniroma riporta: "ANAGNI, DISCARICA FARMACEUTICA SCOPERTA DOPO 40 ANNI VICINO CAMPO MAIS. Roma, 08 ott - Dalla denuncia di un ex operaio di uno stabilimento farmaceutico di Anagni, oggi gravemente malato, ha permesso di far scattare le indagini su un'area di 10 ettari di terreno adiacenti all'autostrada Roma Napoli nel territorio del comune anagnino. Da ieri i vigili del fuoco del nucleo Nbcr di Roma e Frosinone hanno fatto riemergere i rifiuti tossici interrati e si sta aspettando che la magistratura nomini un perito che ne stabilisca la pericolosità. Il materiale rinvenuto fino ad una profondità di quattro metri consisterebbe in resine a scambio ionico usate come filtraggio per la lavorazione degli antibiotici il cui principio attivo è quello della cefalosporina e sarebbero lì fin dagli anni '70. Ad occhio nudo è apparso agli operatori come materiale granuloso tipo terriccio di colore beige. Reflui chimici che dopo aver esaurito il ciclo produttivo devono essere regolarmente smaltiti. Fino ad oggi, quel terreno, poco distante dal fiume Sacco, è stato coltivato a mais. Al momento non risultano indagati perché si aspettano i risultati degli esami tossicologici".
Più misurata la versione de Il Messaggero FR p.40, di cui riportiamo una sintesi: "Le operazioni di scavo, iniziate dopo le 10, sono andate avanti fino al primo pomeriggio, fino a quando il personale impiegato ha delimitato con il classico nastro giallo la zona sottoposta allo scavo. Ora ad essere coinvolti nell’operazione saranno con tutta probabilità gli uomini dell’Arpa che dovranno effettuare nei prossimi giorni le analisi sul materiale rinvenuto per stabilire di cosa si tratti effettivamente. L’ipotesi, a quanto se ne sa, è che gli uomini impiegati abbiano cercato di trovare rifiuti tossici, scarti di lavorazione che avrebbero dovuto essere smaltiti con un regolare procedimento"
Leggiamo ancora in Ciociaria oggi p.21: "Sempre nel corso di questa operazione, la polizia avrebbe colto in flagranza due mezzi che stavano illecitamente smaltendo fanghi inquinati, all'interno di un altro fondo privato per conto della stessa azienda farmaceutica. La zona in questione è caratterizzata da numerosi terreni agricoli sui quali viene prodotto foraggio per gli animali da allevamento e dove spesso si recano i pastori a far pascolare i propri capi di bestiame"
Vedi anche La Provincia FR p.25

Ciociaria oggi p.21 INFORMA DI ALTRI CONTROLLI IERI AD ANAGNI SU: 
- OLEZZI SOSPETTI IN LOCALITA' OSTERIA DELLA FONTANA (SEGNALATI DA DAS)
- ACQUE DI RIO MOLA SANTA MARIA (SEGNALATI DAL COMITATO VOX POPULI)

ULTIM'ORA, ANAGNI (16.14): ISTITUITO PRESIDIO DI LOTTA DEI LAVORATORI DELL'OSPEDALE DI ANAGNI (Das)

ACEA ATO 5, RIMBORSO: CLICCA QUI (SITO UFFICIALE SOCIETA') PER SAPERE SE FAI PARTE DEI CITTADINI CHE SONO STATI INDIVIDUATI COME AVENTI DIRITTO ALLA RESTITUZIONE DELLE SOMME PERCEPITE INDEBITAMENTE PER DEPURAZIONE INESISTENTE (sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008)
Ampia sintesi da Il Messaggero Fr p.42
Acea Ato 5 comunica di aver trasmesso all’Autorità d’Ambito dell’ATO5 Lazio Meridionale Frosinone, gli elenchi delle utenze non depurate (allacciate e non alla pubblica fognatura) e che hanno dunque titolo per ottenere la restituzione delle somme non dovute. Questo stesso elenco è stato pubblicato sul sito www.aceaato5.it. 
Attenzione, la restituzione non è immediata: resta comunque subordinata alla preventiva approvazione, in sede di Conferenza dei Sindaci, da parte dell’Autorità d’Ambito. Ma è facile prevedere che davanti a situazioni di questo tipo nessun sindaco si opporrà .
Tale restituzione è la conseguenza di quanto previsto dal secondo comma dell’art. 8sexies d.l. 208/2008, (“In attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008). Pertanto i gestori del servizio idrico integrato (in Ciociaria Acea Ato 5) provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta.
Dunque il gestore, entro ottobre del 2014, dovrà provvedere.
Mentre, relativamente al secondo ed al terzo comma dell’art. 7 D.M. 2009 (che stabiliscono come a tale rimborso si possa provvedere, entro il predetto termine, anche in forma rateizzata e mediante compensazione - con futuri crediti per l’erogazione dei servizio idrici), il gestore evidenzia come, all’interno dei periodi ammessi per la restituzione, l’utente non possa esercitare azioni di condanna e a maggior ragione esecutive. Quanto sopra anche per effetto dell’innovazione introdotta, dichiaratamente retroattiva, dalla legge di conversione del d.l. 208/2009 per cui il credito di restituzione vantato dall’utente allacciato alla fognatura, ma non servito dalla depurazione, viene così ad essere inciso dal controcredito di cui è divenuto titolare l’ente gestore per effetto del principio della compensazione, in forza del quale “quando due persone sono obbligate l’una verso l’altra, i due debiti si estinguono per le quantità corrispondenti” (art.1241 c.c.).
La Società, che risulta tra i primi gestori a livello nazionale ad aver adempiuto agli obblighi di legge previsti del citato decreto, precisa che relativamente ai Comuni di Atina, Paliano e Cassino centro, la richiesta dovrà essere presentata al Comune stesso.
 

FERENTINO. ASSOLUZIONE PER CASO DELLA VICENDA EX CEMAMIT
Breve sintesi da La Provincia FR p.18
La seconda sezione penale della Corte d'Appello nella giornata di ieri ha assolto Giorgio Pizzotti, direttore della fabbrica della Cemamit negli anni 1966-1976 e Giuseppe Campelli, direttore dello stabilimento dal 28 aprile 1982 al 30 aprile 1984. 

LORETO D'EMILIO DE LA DESTRA DI CECCANO SULL'INQUINAMENTO DA BETA-HCH
COLLEFERRO. IL PRESIDENTE DELLA XVIII COMUNITA' MONTANA LORIS TALONE CHIEDE DI PARTECIPARE AL PROSSIMO TAVOLO TECNICO SULLA TURBOGAS
Le motivazioni sembrano abbastanza chiare dalle formule usate nel comunicato (fonte: ecco la notizia quotidiana 7.10.10) in quanto si dichiara che tale azione è diretta "al fine di evitare allarmismi e tensioni sociali" e che si vuole valutare "se esistono veramente pericoli di inquinamento ambientale e l’impatto che la centrale stessa può avere sul territorio, per garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute”
Vedi anche l'intervento di Renzo Carella su La Provincia FR p.26