REDAZIONE: FRANCESCO BEARZI, CRISTINA MATALONI, SARA DEODATI, VINCENZO LANDOLINA, ALBERTO VALLERIANI, ROCCO MARTUFI, GIULIO TIRINELLI

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lunedì 31 gennaio 2011

Rassegna stampa Retuvasa 31.01.11

Il "caso Fadda-Colleferro" nella cronaca nazionale del 31.01.11

TRA MISTERI E STRANI VELENI SULLA COLLINA DI COLLEFERRO

Speciale su l'Unità 31.01.11, pp.24-25

Denunciata moria di pecore e agnelli, il Ministero della salute manda i nas
Il Messaggero Metropolitana, 30.01.11, p. 33


Allarme per una moria di vitelli e agnelli denunciata a qualche chilometro da Colleferro dai titolari di un allevamento. Sentita la segnalazione, la sottosegretario alla Salute, Francesca Martini ha incaricato i Nas di verificare se effettivamente un elemento inquinante abbia contaminato il terreno indicato dagli allevatori e avvelenato gli animali che, non viene escluso, potrebbero anche aver raggiunto zone vietate al pascolo.

IL SERVIZIO DI ROMA TODAY 31.01.11 

Terreno inquinato a Colleferro: Legambiente intende presentare esposto alla Procura della Repubblica
Roma oggi notizie 31.01.11
Siamo sconcertati, il dramma dell'inquinamento a Colleferro e nella valle del Sacco sembra non avere fine, Legambiente sta per inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Velletri sui nuovi agghiaccianti fatti emersi, dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.
La testimonianza dell'allevatore Raimondo Fadda, rilasciata a diversi media, porta alla luce un nuovo allarmante episodio di inquinamento di terreni destinati alla pastorizia: la collina sita in località Casaripi a Colleferro sarebbe avvelenata da alcune sostanze di dubbia provenienza penetrate nel terreno, con conseguenze devastanti sullo stato di salute del bestiame, dalla moria a malformazioni gravi.
Le sostanze inquinanti presenti nel terreno, afferma l'allevatore, risalirebbero agli anni Ottanta, quando gli stabilimenti della zona producevano scarti industriali che poi venivano interrati in una cosidetta area campo spazzatura. Le conseguenze, però, sarebbero cominciate ad emergere solo in tempi recenti: dal 2005 ad oggi l'allevatore avrebbe seppellito oltre 800 pecore morte dopo aver mangiato erba. Inoltre, le sostanze inquinanti che si scioglierebbero confluendo verso le fonti presenti nella zona, contaminandone l'acqua.
La nuova situazione di inquinamento emersa a Colleferro è davvero grave, serve una risposta immediata dalla Regione, analizzando gli inquinanti che si stanno diffondendo, i terreni e le acque, procedendo alla immediata sicurezza di un'area che è fuori dai siti già perimetrati - dichiara la direttrice di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali -. Bisogna intervenire tempestivamente per fare luce su quanto sta accadendo.

ANAGNI. CAR FLUFF MARANGONI TYRE, FISSATA AL 15 FEBBRAIO L'UDIENZA AL CONSIGLIO DI STATO

ANAGNI. IL CONVEGNO SUGLI INCENERITORI E I LORO DANNI ALLA SALUTE 


LA MIGLIOR PERFORMANCE E’ QUELLA DEL COMUNE DI FUMONE CHE RICICLA BEN IL 49,6% DEI RIFIUTI
La Provincia FR, 31.01.11, p. 2 - di Cesidio Vano

La miglior performance è quella del Comune di Fumone che ricicla ben il 49,6% dei rifiuti. Poi ci sono anche i buoni piazzamenti di Strangolagalli (33,4%), Piglio (21,1%), Sant'Ambrogio sul Garigliano (19,2%), Arpino (18,8%) e Atina (17,4%). Sono queste, infatti, le percentuali di raccolta differenziata per l'anno 2009 (per tutti i comuni sono indicate nella finestra in alto, ndr). A livello provinciale però la percentuale di differenziata resta bassa: 8,70 in tutto, anche se ci sono buoni segnali per il futuro.

Il tema dei rifiuti è stato al centro di un incontro con i Comuni e le Unioni di Comuni, promosso dal vicepresidente della provincia ed assessore con delega specifica Fabio De Angelis che ha illustrato il nuovo piano provinciale dei rifiuti ed anche fissato gli obiettivi che bisogna al più presto raggiungere per rispettare gli standard previsti. In particolare lo sviluppo e l'incremento della raccolta differenziata deve passare attraverso una migliore e funzionale impiantistica del recupero dei rifiuti.
«L'incontro di mercoledì scorso - ha detto De Angelis - è stato molto utile per individuare le direttrici su cui orientare la programmazione provinciale a fronte dei dati della Raccolta Differenziata della Provincia di Frosinone che, come riportati nella scheda della Regione Lazio, sono sicuramente bassi ma se confrontati con il dato del 4 % nel 2008 dimostrano una forte inversione di tendenza.
Infatti, se confermate le anticipazioni delle ultime settimane il dato del 2010 potrebbe raggiungere la soglia del 15%, assunta dalla letteratura come primo risultato concreto di raccolta differenziata. Dall'incontro con i sindaci è emersa la necessità - spiega il vicepresidente della provincia - di dotare il nostro territorio di una realtà impiantistica finalizzata al recupero delle materie prime seconde al fine di rendere conveniente la Raccolta Differenziata dal punto di vista economico. Per questo si rende necessario nei prossimi giorni un incontro, richiesto dalla maggioranza dei sindaci, per fare chiarezza sulla reale situazione impiantistica della nostra provincia e la S.A.F. spa, società a cui i comuni hanno delegato il recupero e lo smaltimento dei rifiuti.
L'incontro - prosegue l'amministratore provinciale - dovrà servire a verificare se gli investimenti di decine di milioni di euro che sono stati fatti nell'impianto hanno raggiunto lo scopo, rendendo lo stesso impianto adeguato alle esigenze del territorio. Nell'incontro, inoltre, verranno presentate le osservazioni della Provincia di Frosinone al nuovo Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio, che è stato presentato all'Unione Europea per bloccare la procedura d'infrazione comunitaria. Nel Piano Regionale la pianificazione degli impianti è stata ispirata al principio di autosufficienza - spiega ancora De Angelis - ossia alla chiusura del ciclo di smaltimento dei rifiuti all'interno del territorio stesso che li ha prodotti. In particolare a livello di sub-ATO provinciali per gli impianti di trattamento meccanico biologico e, a livello di ATO regionale per i termovalorizzatori, i gassificatori e le discariche.
Il problema della nostra provincia è che l'autosufficienza dovrebbe essere garantita dall'unico impianto TMB esistente che è quello di Colfelice della SAF sulla cui funzionalità ed efficienza i sindaci hanno molti dubbi. Nel primo incontro avuto con i sindaci il 26 gennaio - prosegue il vicepresidente - abbiamo presentato il Piano Provinciale per la Raccolta Differenziata, grazie al quale si è ottenuto il finanziamento regionale, ora nel prossimo incontro la Provincia proporrà alle amministrazioni comunali le soluzioni tecnologiche più avanzate per arrivare finalmente ad avere sul territorio provinciale un ciclo dei rifiuti efficiente con il coinvolgimento di CONAI (consorzio Nazionale imballaggi) e dei consorzi di filiera di carta (COMIECO), plastica (COREPLA) , vetro (COREVE), alluminio (CIAL), acciaio (CNA) e legno (RILEGNO). Senza una dotazione impiantistica adeguata lo stesso Piano Regionale sarà un esercizio di fantasia - conclude De Angelis -, come abbiamo evidenziato già nel primo incontro avuto in regione il 27 gennaio denunciando che, da un'attenta lettura del Piano Regionale Rifiuti, i dati relativi alla Provincia di Frosinone per il 2010 e lo scenario per il 2011 risultavano assolutamente lontani dalla realtà. E' giunto il momento che si faccia chiarezza sulla gestione dei rifiuti sul territorio provinciale per evitare che le ingenti risorse messe a disposizione dalla Provincia per la raccolta differenziata vengano vanificate».

PERCENTUALE DI RACCOLTA DIFFERENZIATA NEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI FROSINONE NELL’ANNO 2009

La Provincia FR, 31.01.11, p. 2
Percentuali di raccolta differenziata nei comuni della provincia di Frosinone nell'anno 2009:

Acuto 0,4%; Alatri 3,7%; Alvito 5,4%; Amaseno 4,0%; Anagni 6,7%; Arnara 2,1%; Arpino 18,8%; Atina 17,4%; Ausonia 4,5%; Belmonte Castello 5,6%; Boville Ernica 4,9%; Broccostella 4,0%; Campoli Appennino 10,1%; Casalattico 0,8%; Cassino 5,9%; Castelliri 6,2; Castelnuovo Parano 20,2%; Castro dei Volsci 3,3%; Ceprano 4,4%; Cervaro 18,7%; Colfelice 3,4%; Collepardo 1,9%; Colle San Magno 7,0%; Coreno Ausonio 11,2%; Falavaterra 4,8%; Ferentino 7,6%; Filettino 11,7%; Filettino 11,7%; Fiuggi 3,1%; Fontechiari 1,8%; Frosinone 14,7%; Fumone 49,6%; Giuliano di Roma 2,3%; Guarcino 5,1%; Isola del Liri 7,8%; Monte S. G. Campano 5,7%; Morolo 12,7%; Paliano 5,3%; Pastena 15,3%; Patrica 5,0%; Pescosolido 1,2%; Picinisco 0,8%; Pico 1,3%; Piglio 21,1%; Pofi 5,7%; Pontecorvo 1,1%; Posta Fibereno 2,1%; Ripi 29,7%; Rocca d'Arce 1,2%; San Biagio Saracinisco 8,1%; San Giovanni Incarico 8,8%; Sant'Ambrogio sul Garigliano 19,2%; Sant'Andrea del Garigliano 18,1; Sant'Apollinare 5,1%; San Vittore del Lazio 2,0%; Serrone 4,1%; Settefrati 0,0%; Sgurgola 2,6%; Sora 14,8%; Strangolagalli 33,4%; Supino 2,1%; Torrice 0,6%; Vallemaio 14%; Vallerotonda 3,5%; Vico nel Lazio 16,1%; Villa S. Stefano 4,7%.

DOPO LA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA AL QUARTIERE SCALO DI FROSINONE CONTRO GLI ELEVATI TASSI DI INQUINAMENTO DELL’ARIA E PER LO SPOSTAMENTO DEI BUS DEL SERVIZIO EXTRAURBANO, ANCHE L’ASSOCIAZIONE “L’IMPEGNO” PRENDE POSIZIONE SULL’ARGOMENTO

La Provincia FR, 31.01.11, p. 6

Dopo la manifestazione di protesta al quartiere Scalo di Frosinone contro gli elevati tassi di inquinamento dell'aria e per lo spostamento dei bus del servizio extraurbano, anche l'associazione "L'Impegno" prende posizione sull'argomento. In una nota il presidente Aldo Mattia scrive: «Solo a causa della forte influenza non ho potuto essere presente alla manifestazione indetta al quartiere Scalo ma sono molto contento dell'esito positivo in termini di attenzione e partecipazione che si sono registrati nei confronti dell'associazione "Frosinone bella e brutta" che ha inteso organizzare l'iniziativa. La situazione del piazzale della stazione e della zona dello Scalo deve fare riflettere - ha argomentato Mattia - credo siano maturi tempi e condizioni per scongiurare che continui a permanere, proprio nei pressi della centralina dell'Arpa che rileva lo smog in città, la permanenza dei pullman del Cotral che spesso sembra restino a motori accessi per far caricare i propri compressori. Come associazione non possiamo che ringraziare gli organizzatori con i quali intendiamo anche avere una proficua collaborazione per la reciproca missione di migliorare la situazione nella città capoluogo in vari ambiti come quello appunto dell'inquinamento. Mi auguro - ha concluso Mattia - che la presenza e le parole del sindaco e dell'assessore alla mobilità del comune di Frosinone, rappresentino la premessa di una lavoro di squadra e di sinergia con la quale compiere tutti i passi necessari al fine di far invertire una rotta che da anni porta a degrado ed inquinamento in una delle zone più belle della città. Ancora una volta parte dai cittadini una segnalazione ma questa volta trova risposte e consenso. Il tempo della retorica è finito, ora servono i fatti».

“QUASI QUATTRO ANNI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA”  
La Provincia FR, 31.01.11, p. 20
«Quasi quattro anni di raccolta differenziata. Si doveva raggiungere la percentuale di almeno il 35% e si dovevano ridurre i costi per diminuire la tassa a carico dei cittadini. Il sindaco non ci fa conoscere la percentuale della differenziata (sicuramente al di sotto del 10%), la tassa a carico dei cittadini da tre anni si è appesantita del 38%». Lo affermano i consiglieri Adriano Cianfrocca e Maria Paola Pica di Energia Nuova per Vico, i quali proseguono: «Dalla scorsa estate ha la delega all'ambiente l'assessore Antonio Fanti: il quale, senza sentire nessuno, vuole cambiare. Ha fatto approvare dal Consiglio un nuovo regolamento di raccolta differenziata; ha preparato un nuovo capitolato di appalto; ha pubblicato il bando di gara. Il tutto con l'assoluta chiusura al dialogo, al dibattito, alla collaborazione, con la presunzione di sapere provvedere perfettamente al bisogno. In Consiglio avevamo offerto la nostra collaborazione, avevamo richiesto di sentire la gente per conoscere la situazione reale e poter intervenire nella maniera più adeguata possibile. Niente. L'assessore Fanti è andato avanti a testa bassa. Non gli è importato niente delle nostre critiche (un regolamento non rispondente alla realtà di Vico, con scelte che porteranno a un servizio più scadente e a un aumento della tassa). "Siamo noi la maggioranza, noi comandiamo e basta! Voi siete l'opposizione", ci siamo sentito dire in Consiglio. Ora il colpo di scena - proseguono di due consiglieri di opposizione -. Con determinazione ufficio tecnico n. 2 del 04/01/2011, si "dà atto che si rende necessario rivedere il capitolato di appalto nonché il bando di gara per adeguarlo alle sopravvenute esigenze tecniche e normative". Senza specificare quali siano "le sopravvenute esigenze tecniche e normative" (perché non ci sono), viene sospesa la gara. L'assessore dovrebbe dimettersi; perché alle parole non seguono i fatti. In tutto questo caos, alla ditta appaltatrice di quattro anni fa resta il servizio (con una proroga di sei mesi scaduta al 31 dicembre, e senza che noi si conosca ufficialmente altra proroga). La differenziata non decolla, il contributo di 18mila euro se n'è andato in fumo, i cittadini seguitano a pagare di più. E gli amministratori - concludono Cianfrocca e Pica - continuano a rifiutare ogni collaborazione».

EVENTO CODICI SULL'USURA ALLA PROVINCIA DI FROSINONE
Si tiene lunedì 31 Gennaio presso la Provincia di Frosinone la presentazione del cortometraggio 'Buona Notte San Tino', incentrato sul fenomeno dell’usura, alle ore 17.00 presso la sala delle Rappresentanze della Provincia di Frosinone – Piazza Gramsci, 13. E’ una iniziativa dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Frosinone.

Il cortometraggio è stato realizzato con il contributo di Poste Italiane e Intesa San Paolo. Intervengono l’ On. Antonio Abbate, Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone; Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici; conduce la serata Valeria Altobelli.

“Buona Notte, San Tino” nasce da una idea di Ivano Giacomelli, per la regia di Federico Moschetti, scritto da Giovanni Laccetti e con la partecipazione amichevole di Andrea Roncato.

Secondo recenti dati elaborati dalla Regione Lazio e Anci, l’indebitamento medio delle famiglie di Frosinone è pari a 9.179,23 euro. Un recente studio condotto dal CNEL - Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro – colloca Frosinone e Provincia al 32^ posto per i reati di usura effettivamente denunciati. Inoltre, Frosinone risulta possedere un punteggio “rischio usura” medio - alto rispetto alla media nazionale ed è inoltre la Provincia con il più alto valore di indice economico - finanziario di rischio usura del Centro Italia.
“In un contesto di questo tipo – dichiara il Segretario Provinciale Codici Frosinone, Luigi Gabriele - il rischio usura per le famiglie è elevato. Rileviamo inoltre che l’usura è anche un fenomeno culturale ed è proprio con la cultura che intendiamo combatterlo”.
Il cortometraggio “Buona Notte, San Tino” racconta una storia vera, la nostra storia, quella di una associazione che quotidianamente lotta accanto alle vittime di usura. La vicenda narrata è quella di un ristoratore, che caduto nella rete degli strozzini si rivolge ad una associazione antiusura, che aiuta la vittima ad uscire dalla trappola, supportandola emotivamente e tecnicamente. Il ristoratore ha problemi economici e in un momento di sfogo si confida con il barista, ovvero il “gancio” che si offre di aiutarlo e gli presenta un amico, tale Argenziano, un consulente finanziario che si scopre avere dei legami con un direttore di banca. La vittima entra nel vortice dell’usura e non sa come venirne fuori e l’associazione antiusura rappresenta per lui una via di uscita. Il film è una critica alla società contemporanea nel suo complesso e in particolare ad un certo tipo di approccio dell’“antiusura” poco incisivo e più orientato alla spettacolarizzazione. Attraverso le vicissitudini del ristoratore, lo spettatore acquisisce consapevolezza delle problematiche e delle difficoltà che una vittima, caduta nella morsa dell’usuraio moderno, si trova ad affrontare. Nella parte finale, un inciso alla rete di rapporti di cui gode oggi l’usura organizzata. Il corto, ideato per un pubblico trasversale, vuole trasmettere un messaggio allo spettatore, evitando la spettacolarizzazione del dramma e affrontando in maniera asciutta e cruda la vicenda umana della vittima e di chi, cercando di aiutarla, ne subisce l’impatto.

Comunicato Stampa Codici Frosinone
LA GIUNTA POLVERINI APPROVA LEGGE SUI PRODOTTI A KM 0

La Provincia FR, 30.1.11, p. 5
La Giunta regionale del Lazio, presieduta dal presidente Renata Polverini, ha approvato la proposta di legge dell'Assessorato alle Politiche agricole e alla Valorizzazione dei prodotti locali per promuovere il consumo dei prodotti agricoli a chilometri zero.
«La Regione - spiega Polverini - ha voluto fortemente questa legge che, attraverso uno stanziamento di 6 milioni per il triennio 2011-2013, intende garantire una maggiore sostenibilità ambientale dei sistemi di produzione agricola e offrire ai consumatori una maggiore trasparenza sui prezzi insieme a un'adeguata informazione sull'origine dei prodotti. Il provvedimento - aggiunge - prevede l'introduzione dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza dei cibi in vendita, la disponibilità del venti per cento degli spazi riservati alla vendita diretta nei nuovi mercati e, inoltre, l'incentivazione dell'utilizzo di prodotti regionali nella ristorazione collettiva e ospedaliera, pubblica e privata, e la promozione dei Farmer's market nelle piazze cittadine". Per l'assessore alle Politiche agricole Angela Birindelli "in questo momento di crisi economica globale è importante che vi siano delle norme tese a dare una mano alle nostre imprese e a sostenere i produttori locali. Si tratta di un provvedimento molto atteso anche da un crescente numero di consumatori che vogliono acquistare prodotti freschi, naturali e del territorio».

PM10 A FROSINONE, ANCORA SULLA MANIFESTAZIONE ALLO SCALO, DA FROSINONE BELLA E BRUTTA
La denuncia
Testimonianze dalla manifestazione

 
FROSINONE. MARINI: «CI MUOVEREMO CON DELLE ORDINANZE BEN PRECISE PER MANDARE VIA TUTTI I MEZZI»

La Provincia FR, 30.01.11, p. 6 - di Alessandra Celani
‘Via il parcheggio degli autobus del servizio extraurbano del Cotral da piazzale Kambo (Scalo). Difendiamo i nostri figli dall'inquinamento, difendiamo i nostri polmoni'. E' il grido di aiuto lanciato ieri mattina dai residenti del quartiere Scalo che hanno sostato per ore, con tuta bianca e mascherina al volto, davanti la stazione ferroviaria per protestare il loro disappunto nei confronti di una situazione non più tollerabile. L'iniziativa che porta il nome di Luciano Bracaglia e che si è avvalsa delle collaborazione di Legambiente, Wwf, Società operaia del Mutuo Soccorso, la Consulta delle Associazioni e tanta gente comune, aveva come obiettivo, centrato, quello di aprire un dialogo con l'Amministrazione comunale per trovare insieme misure alternative alle azioni già messe in campo contro l'inquinamento. Presenti ieri con il sindaco Michele Marini, gli assessori all'Ambiente Francesco Raffa, alla Polizia Municipale Maurizio Ciotoli e ai Servizi sociali Massimo Calicchia e alcuni consiglieri comunali, che hanno ascoltato e raccolto le istanze dei cittadini. Alla manifestazione ha partecipato anche un gruppo di studenti del Liceo Artistico che hanno chiesto l'istituzione di un biglietto integrato, per evitare il doppio pagamento del servizio extraurbano ed urbano.
«Gli autobus che arrivano, stazionano e ripartono da tale parcheggio, è composto da vecchi automezzi che, per scaldare i motori e ricaricare i compressori, prima della partenza, vengono tenuti in moto per lunghi ed inspiegabili periodi». Ha sottolineato uno dei promotori dell'iniziativa Luciano Bracaglia. «Tale attività che si protrae per diverse ore del giorno e per un consistente numero di automezzi, produce enormi quantità di inquinanti che contribuiscono notevolmente, ai superamenti dei valori di PM10. Considerando che tale parcheggio si trova in pieno centro abitato e che il modo improprio con il quale viene utilizzato, potrebbe creare seri danni alla salute degli abitanti dello Scalo e dell'intera città, se ne chiede il trasferimento nel già esistente deposito di proprietà Cotral di Via Fontana del Melo, utilizzando lo Scalo solo come punto di passaggio, per la salita e la discesa dei passeggeri. Nel primo mese del 2011 sono stati rilevanti dalla centralina dell'aria, sita nel quartiere Scalo, 20 sforamenti. Nel 2010 108. Frosinone è la seconda maglia nera Frosinone dopo Torino».
Il sindaco Marini incalzato dalle domande dei residenti del quartiere si è così espresso: «Una battaglia quella di trasferire gli autobus nel deposito Cotral, di via Casale, fatta 20 anni fa. Io stesso scesi in strada, per partecipare alla fiaccolata, al fianco del comitato di quartiere all'epoca presieduto da Umberto Celani. Oggi questi autobus devono sparire dal parcheggio. Esistono delle ordinanze che devono essere rispettate.
Il problema dell'inquinamento è tipico di tutte quelle città, come Torino, circondate dalla zona industriale. A questo si deve aggiungere il traffico veicolare ed il trasporto urbano.
E' vero anche che Frosinone sconta la vicinanza di comuni come Ferentino, Alatri, Ceccano… che vivono lo stesso problema.
L'Amministrazione si è comunque mossa con una serie di interventi mirati come l'ascensore inclinato. Senza dimenticare l'apertura della superstrada che ha notevolmente alleggerito il traffico sulla Monti Lepini. Ci stiamo impegnando a trovare i fondi, quelli che abbiamo non sono sufficienti a coprire l'intero importo dei lavori, per la realizzazione di due diagonali viari per evitare il passaggio in città di chi esce dall'autostrada. Il primo lotto è funzionale stiamo trovando altri fondi. Ed ancora il blocco del traffico anche se ritengo debba essere su modello milanese, vale a dire concordato con i paesi limitrofi. A settembre realizzeremo cinque stazioni (Scalo,Madonna delle Neve, Campo Zauli, Ascensore inclinato, Villa Comunale) di bike sharing mettendo a disposizione della città 50 biciclette».
L'assessore all'Ambiente Raffa: «I dati dell'Arpa sono difficilmente attaccabili anche se rispetto alla media, le azioni che abbiamo messo in campo, hanno certamente contribuito a cambiare tendenza. Stiamo in queste ore predisponendo un'ordinanza in grado di rispondere al piano regionale. Per quanto riguarda lo spostamento degli autobus Cotral dalla stazione, l'Amministrazione non può che essere favorevole. E' questa una battaglia che condividiamo. E' tra gli obiettivi dei prossimi mesi».

ANAGNI, BANDO RIFIUTI, ADICONSUM NON CI STA

La Provincia FR, 30.01.11, p. 24
Gara per la Nettezza Urbana, Adiconsum diffida il Comune. La gara per la gestione del servizio di Nettezza Urbana, alla vigilia della scadenza fissata al 31 del corrente mese di gennaio, somiglia al "gioco delle tre carte".
Quantomeno, per la originale quanto poco comprensibile sequenza delle cifre: 210, 140, 70. I numeri multipli sequenziali, corrispondono infatti a: importo mensile dell'appalto (210), importo fatturato mensilmente dalla ditta (140), e somma realmente percepita (70). Parlare di misteri non è esagerato, né inappropriato.
Adiconsum Anagni ha chiesto all'amministrazione comunale delucidazioni sulla materia, ma nonostante l'attesa dei fatidici trenta giorni, non ha ottenuto risposta. Negli uffici di San Giorgetto insistono nel ripetere "stiamo predisponendo gli atti per la nuova gara", ma i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, dichiarano di non essere a conoscenza di probabili (anzi, dovute) modificazioni del capitolato. La proroga decisa ed annunciata, assolutamente d'obbligo visto l'imminenza del 31 gennaio, non può essere concessa senza appendici sostanziali, che tengano conto del servizio "differenziato" avviato da poco e tuttora in rodaggio.
Ed un capitolato che si rispetti, è bene che venga condiviso dalle forze politiche e rappresentative della società anagnina. Secondo Adiconsum Anagni, l'evidente stato debitorio del Comune nei confronti della ditta De Vizia, rischia di inficiare la procedura, significando pure il rischio, o meglio la certezza, di un ricorso nella ipotesi di assegnazione a terzi. Tra le bocche cucite degli addetti ai lavori, trapelano dubbi sull'operato dei tecnici: può essere effettuata la trattenuta degli importi relativi allo smaltimento (consegna dei rifiuti a Colfelice), che l'ente ha dichiarato di voler versare direttamente; ma perché pagare a metà la fattura, se la stessa è già decurtata della somma in questione?
E oltretutto, perché il Comune deve riconoscere somme a Colfelice, quando può essere creditore di tutti gli enti responsabili della situazione di Radicina? Il rischio che ci si affidi ad "apprendisti stregoni", è piuttosto reale.

PERCOLATO NAPOLETANO, E PERCOLATO DI RADICINA; IL PRIMO NEL MARE, IL NOSTRO NELLE FALDE ACQUIFERE

La Provincia FR, 30.01.11, p. 24
Percolato napoletano, e percolato di Radicina; il primo nel mare, il nostro nelle falde acquifere. Quando si seguono questioni delicate come trattamento e smaltimento di rifiuti, è inevitabile trovarsi di fronte a disparità di considerazioni e valutazioni. In questi giorni tiene banco la vicenda del "percolato" campano finito in mare; è costato la libertà e anche molto altro, a personaggi noti ed illustri.
E probabilmente costerà il futuro ad imprenditori e loro dipendenti.
I rifiuti sono una cosa seria, a Napoli come ad Anagni; e non solo perché una buona parte delle schifezze prodotte all'ombra del Vesuvio, sia finita sul nostro territorio. La discarica Radicina, la cui storia abbiamo raccontato con dovizia di dettagli, è spuntata tra i castagni anagnini nel 1997; e da allora, ormai 14 lunghi anni, nessuno ha mai curato la verifica del percolato.
È chiaro che le balle di rifiuti accatastate in quantità enormi, abbiano prodotto ettolitri di veleno scuro e denso; la trascuratezza degli enti preposti al controllo ed allo smaltimento, è stata accertata dalle ammissioni di chi, vestendo un camice bianco, qualche mese fa dichiarava "non ne sapevamo nulla!".
A seguito dei nostri articoli qualcosa si è mosso; ma pare che la ditta che avrebbe dovuto curare e smaltire, sia fallita, e tutto ricadrebbe sui poveri eredi di papa Bonifacio. Eredi di tanta gloria secolare, ma pure dei veleni più recenti. La bonifica di Radicina, sempre che sia possibile effettuarla, spetta agli enti superiori (Stato, Regione, Provincia), ma all'orizzonte non si vedono spiragli.


TERMOVALORIZZATORI. TUTTI I PRO E I CONTRO

La Provincia FR, 30.01.11, p. 24
Come parlare di rifiuti senza citare la termovalorizzazione? Molti i cittadini interessanti all'argomento e altrettanti i rappresentanti istituzionali che ieri l'altro hanno partecipato al convegno organizzato dal coordinamento delle associazioni della Valle del Saccon e intitolato "Gli inceneritori e i conseguenti danni sulla salute e sull'ambiente". Tra i relatori Giovanni Ghirga, medico facente parte dell'associazione "Medici per l'ambiente", Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, Anna Fava, della società di Studi politici di Napoli ed esperta nella gestione dei rifiuti, e Vanessa Ranieri, presidente del WWF Lazio. Presente anche il dottor Carlo Noto,
primo cittadino, e il Colonnello Antonio Menga, comandante provinciale dei Carabinieri di Frosinone, già comandante del Nucleo Ecologico dei Carabinieri di Roma.
I relatori hanno illustrato quelli che a loro parere, sono i grandi pericoli per la salute rappresentati dagli inceneritori e le anomalie amministrative specifiche di alcuni impianti della zona, con interventi efficaci ed incisivi. Purtroppo, in tema ambientale, é necessario oggi però un più opportuno approfondimento su ogni singolo caso. La materia è troppo delicata per essere trattata con approssimazione.

ANAGNI. VIAGGEREMO CON L’AUTO ELETTRICA

La Provincia FR, 30.01.11, p. 25
Frutto della collaborazione tra un pool di eccellenze come la Energy Resources e la WT Motors, della LogosTech di Latina, per la progettazione e con la supervisione del Polo della Mobilità Sostenibile della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma, "Elettra", la nuovissima minicar a batteria che potrebbe essere messa in commercio già dalla prossima estate, è attualmente in fase di sperimentazione e di messa a punto ottimale presso i circuiti dell'Isam di Anagni;
"Al momento, è in fase di avanzata messa a punto una struttura ad assorbimento di energia per la parte anteriore e posteriore del mezzo, in modo da dare una maggiore protezione agli occupanti in caso di urto - spiegano i tecnici dell'istituto diretti dall'Ing. Filippo Moscarini, amministratore unico dell'Isam di Anagni - la scelta della propulsione elettrica comporta il vantaggio di poter sistemare il pacco batteria sul pianale, abbassando il baricentro e migliorando la stabilità.
La microcar Elettra potrebbe essere realizzata sia in configurazione quadriciclo leggero, con motore elettrico a trazione anteriore da 4 KW, sia in configurazione pesante, con trazione 4x4 ottenuta montando un secondo motore elettrico da 8 KW sull'assale posteriore". Il primo prototipo marciante potrebbe essere pronto per l'estate 2011.
Una volta avviata la distribuzione commerciale, la nuova Elettra prevede un'offerta completa della vettura con la colonnina di ricarica e il carport fotovoltaico. Ancora un importante risultato, dunque, per il circuito di Anagni, il più antico centro italiano di formazione che vanta, con i suoi 50mila mq, il piazzale più esteso d'Italia, per un totale di superficie occupata pari a 160mila mq comprendente anche un impianto per prove di crash dal vero ed un circuito molto tecnico, lungo circa 2mila metri. 
 
Patrica, sequestrato dalla Forestale un impianto depurazione privato

Ecco la notizia quotidiana 30.01.11
Gli agenti del N.I.P.A.F. (Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale) del Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, coordinati dal Vice Questore aggiunto Giuseppe Lopez, nella giornata di ieri, nel corso di un servizio di controllo con i tecnici dell’ARPA Lazio ad un impianto di depurazione privato a Patrica in località Vadisi, hanno accertato che il piazzale antistante in corso di realizzazione, era privo del permesso di costruire, quindi abusivo. I forestali hanno posto sequestro il piazzale di circa 1.000 mq. e il titolare della ditta è stato denunciato all’A.G. per violazione alle norme urbanistiche.


IL TAR DEL LAZIO NON HA ACCOLTO IL RICORSO DELLA PROVINCIA DI FROSINONE AVVERSO LA DECISIONE DELLA REGIONE DI NOMINARE IN PROPRIO LA COMMISSIONE VENATORIA

La Provincia FR, 30.01.11, p.10
Il Tar del Lazio non ha accolto il ricorso della provincia di Frosinone avverso la decisione della Regione di nominare in proprio la Commissione venatoria. Ora l'ente di piazza Gramsci annuncia ricorso al Consiglio di stato. In una nota dall'amministrazione provinciale di Frosinone spiegano:
«Il Tar del Lazio non ha accolto il ricorso della Provincia di Frosinone contro la Regione Lazio volto a stabilire le competenze per la nomina dei componenti la Commissione provvisoria per il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio venatorio. Contro questa decisione la Provincia di Frosinone ha già annunciato che ricorrerà al Consiglio di Stato.
In precedenza la Regione Lazio aveva impugnato e poi ritirato l'impugnazione dell'atto con il quale la Provincia di Frosinone aveva nominato i membri della Commissione venatoria essendo questa in scadenza di mandato. Nel frattempo, e prima del giudizio del Tar, la Provincia di Frosinone aveva provveduto a nominare i nuovi membri ed ha, dunque, allo stato attuale una propria Commissione in carica.
La Provincia di Latina, che come quella di Frosinone, ha nominato la sua Commissione, non avendo impugnato presso il Tribunale Amministrativo del Lazio l'atto di nomina effettuato dalla Regione Lazio, e avendo ancora in carica la Commissione venatoria, non ha ancora subito gli esiti della decisione del Tar che saranno, comunque, i medesimi. E nelle stesse condizioni si trova anche la Provincia di Roma che, come Frosinone e Latina, reputa di avere le competenze per nominare i membri della Commissione venatoria».

sabato 29 gennaio 2011

Rassegna stampa Retuvasa 29.01.11

I VELENI DI COLLEFERRO ANCORA AL CENTRO DELL'ATTENZIONE NAZIONALE - TG1 29.01.11 ORE 20

ANAGNI. IN BASE ALLE ANALISI LA MARANGONI TYRE RITIENE PROVATA LA SUA ESTRANEITA' AL FENOMENO DELLA SCHIUMA NEL DEPURATORE. OMBRE SULLE AZIENDE LIMITROFE?
La Provincia FR 29.01.11 p.23
Schiuma alle Quattro Strade, le analisi escluderebbero responsabilità da parte della Marangoni. I risultati delle analisi, effettuate su incarico dell'azienda ai campioni di liquido prelevato dal canale pieno di schiuma e dal pozzetto che riceve i reflui di aziende estranee alla Marangoni, secondo la dirigenza "hanno accertato presenze di sostanze in elevata quantità", proprio all'interno del contenitore "melting pot". Addirittura, trattandosi di prelievi effettuati alcune ore dopo lo sversamento primario, c'è da ritenere che la quantità di tensioattivi immessi durante il mattino di mercoledì 26 gennaio, fosse molto più consistente. Le indagini proseguono, e pare che in qualche caso, possa essere accertato lo scarico di liquami di diversa natura, direttamente nel canale. L'ipotesi che numerose aziende possano rivelarsi prive di qualsiasi trattamento di depurazione, è tanto agghiacciante quanto reale. C'è il rischio che le autorità, una volta accertata la grave anomalia, debbano emettere provvedimento di chiusura del sito, con gravi conseguenze per le società ed i loro dipendenti. L'augurio è che, potendosi escludere che tutto sia a posto, gli enti preposti provvedano ad ammonire chi non è in regola, concedendo un lasso di tempo breve ma sufficiente ad adottare i necessari provvedimenti. Nessun perdono o amnistia, per carità. Intanto Arpa e PL proseguono nelle analisi.

VIA IL COTRAL DALLO SCALO. LA MANIFESTAZIONE DEI CITTADINI, ORGANIZZATA DA LUCIANO BRACAGLIA
Ultimissime 29.01.11
Da Marco Ferrara, cittadino del quartiere Scalo di Frosinone riceviamo e pubblichiamo “Oggi, sabato 29 gennaio 2011, dalle ore 11 fino alle 12.30, ha avuto luogo in piazzale Kambo, nella zona Scalo, una manifestazione organizzata dai cittadini di Frosinone (nella foto) per dare un forte impulso al trasferimento definitivo del deposito Cotral situato, allo stato attuale, nel parcheggio antistante la stazione ferroviaria di Frosinone. Lo scopo primario di tale trasferimento sarebbe, infatti, quello di ridurre l'inquinamento da polveri sottili Pm10 provocato dagli autobus Cotral che rimangono gono fermi nel piazzale a motori accesi, a volte, anche per un'ora e mezza. I dati, infatti, che vedono il capoluogo ciociaro come una delle città più inquinate (l’ultimo dossier, “Mal’aria 2011” di Legambiente risale proprio a ieri) rende ancor più necessario lo spostamento dei bus in altra sede oltre ad azioni tese a controllare (ed a diminuire) il grado di inquinamento a Frosinone in maniera efficiente. Altro obiettivo della manifestazione è stato anche quello di dare una piazza al quartiere Scalo. Una piazza da poter realizzare proprio al posto dell’attuale parcheggio Cotral. Ringrazio personalmente Luciano Bracaglia, organizzatore dell’evento, Legambiente, il Wwf e tutti coloro che hanno partecipato contribuendo al successo di questa interessante iniziativa."

IL MESSAGGERO FR 29.01.11 SUL TEMA, PP.33 (PRIMA) e 37 - di Gianpaolo Russo
Frosinone è la seconda città più inquinata d’Italia per polveri sottili. E’ questo quanto emerge dal dossier di Legambiente “Mal aria” 2011 che su 48 città italiane che hanno superato i 35 giorni di inquinamento nel 2010, conferma il capoluogo ciociaro ai primissimi posti, della non certo edificante classifica delle città con più smog. Con 108 sforamenti Frosinone è seconda solo alla città industriale per eccellenza, Torino, che di superamenti ne ha fatti 134. Seguono Asti (98), Lucca (97), Ancona (96). Sul fronte inquinamento, per l’anno appena iniziato, le cose non sono di certo migliorate: Frosinone ha già superato il limite (50 mg/mc) con 24 superamenti (ieri 98 mg/mc) per la centralina dello Scalo e 19 superamenti per quella di viale Mazzini (51 mg/mc ieri).
Ed oggi la città si mobilità per chiedere aria più pulita. Con lo slogan «Via i bus Cotral dallo Scalo» si svolgerà questa mattina (ore 11 davanti la chiesa Sacra Famiglia) al quartiere stazione di Frosinone, la manifestazione organizzata da diverse associazioni per sensibilizzare l’amministrazione comunale al fine di trasferire lo stazionamento di questi mezzi fuori città. Una battaglia intrapresa oltre 20 anni fa dove le amministrazioni dell’epoca emisero ordinanze di sgombero coattivo di questi bus. I giudici del Tar, su ricorso presentato dallo stesso Cotral, diedero però ragione all’azienda di trasporto regionale e fecero annullare le ordinanze. Poi si concordò comunque di spostare il deposito in via Selva dei Muli ma lo stazionamento dei bus a piazzale Kambo è rimasto e con esso tutta una serie di problemi legati all’inquinamento. Molti di questi bus, infatti, rimangono con i motori accesi per molto tempo producendo un quantitativo di polveri sottili che poi, nell’arco di un’intera giornata, contribuiscono ad elevare i valori registrati dalla vicina centralina di rilevamento di via Puccini. «Oggi - spiega uno dei principali organizzatori dell’iniziativa, Luciano Bracaglia dell’associazione “Frosinone Bella e Brutta” - intendiamo sensibilizzare l’amministrazione a restituire piazzale Kambo alla città. Due le nostre principali richieste: chiederemo lo sgombero dei pullman e l’istituzione di un biglietto integrato per consentire a chi viene da fuori città di utilizzare lo stesso ticket sia per i mezzi Cotral che per quelli di trasporto pubblico locale».
Alla manifestazione, dove verranno distribuiti camici bianchi e mascherine, saranno presenti oltre che associazioni ambientaliste come Legambiente anche alcune autorità cittadine. L’assessore all’Ambiente Francesco Raffa sull’iniziativa riferisce: «Condividiamo i contenuti e le richieste che ci provengono dalla cittadinanza e stiamo lavorando per ottenere questo importante risultato. In attesa di questo spostamento che non potrà avvenire in tempi brevissimi cercheremo di eseguire maggiori controlli sulle emissioni dei bus e disporre l’accensione dei motori nei tempi strettamente necessari». Unità d’intenti è quello che chiede Riccardo Mastrangeli, consigliere comunale del Pdl: «Ora occorre unire le forze per raggiungere questo obiettivo e far di piazzale Kambo una piazza fruibile dalla cittadinanza».



COLLEFERRO. VIA PALIANENSE, PARCO FOTOVOLTAICO, LA POLEMICA
Sì al riesame il 2 febbraio 2011, ma senza il comitato dei residenti.
Mercoledì prossimo incontro tra Regione, Comune di Colleferro, Provincia e società proponente per discutere del progetto

Cinque giorni 29.01.11, p 17
La richiesta di riesame del procedimento per la realizzazione di un nuovo parco fotovoltaico da 71 ettari sulla via Palianense a confine con l'area della Selva di Paliano è stata accolta. Mercoledì prossimo Regione, Comune di Colleferro, Provincia di Roma e Sedicesima Sun, società proponente, torneranno a ridiscutere sul progetto già approvato in sede di conferenza dei servizi lo scorso 5 maggio. Non sarà presente il comitato dei residenti. Questo il motivo della protesta che ha animato ieri alcuni cittadini di Colleferro che ora vogliono dire la loro e osteggiare in tutti i modi l'installazione di migliaia di pannelli fotovoltaici a pochi passi dalle proprie case. «Ci hanno escluso una prima volta e vogliono tenerci ancora da parte - spiega Ina Camilli del comitato dei residenti - Ci hanno messo di fronte al fatto compiuto. Le nostre case - continua Camilli - saranno incluse in quello che sarà il parco più grande della regione. Come per il caso Turbogas, il sindaco vuole lasciare l'ultima parola alla Regione, tenendo fuori noi cittadini che abbiamo il diritto di far valere le nostre ragioni». Diversi i punti contestati, a cominciare dall'aspetto normativo: non esistono linee guida e si fa riferimento a una legislazione nazionale giudicata "troppo generica" dai residenti. C'è poi una questione urbanistica che vedrebbe la svalutazione, e non di poco, dei terreni confinanti. Infine anche il tanto decantato beneficio ecologico non sarebbe così rilevante secondo il comitato. L'impianto insiste infatti su un'area dove ha sede già una discarica dei rifiuti e la Selva di Paliano e che prossimamente accoglierà un impianto Tmb e gli stabilimenti dello Slim. Un'area dunque "sovraccarica"
per i cittadini, che perderebbe per giunta la sua originaria vocazione
agricola. «La faccenda non finisce qui», parola dei residenti, ma ora la battaglia continuerà in altre sedi "opportune". cs

Il Consiglio ha accolto la richiesta di Sabatino Leonetti per una revisione del procedimento
IV CHILOMETRO CENTRALE TURBOGAS, DALLA PROVINCIA SI' ALLA MOZIONE DI SOSPENSIONE DEI LAVORI
Cinque giorni 29.01.11, p 17
Accolta l’istanza del comitato dei residenti e delle associazioni ambientaliste. Ora la parola passa all’Amministrazione comunale di Colleferro, a cui si chiede un’”effettiva” interruzione
Un iter che non ha coinvolto nè il comitato dei residenti, nè il Consiglio comunale in una città dove esistono una serie di impianti industriali che causano un eccessivo inquinamento dell'area. Questa la motivazione addotta
dal vicepresidente del Consiglio provinciale Sabatino Leonetti per la sospensione dei lavori dell'impianto Turbogas al IV Chilometro. Ieri la mozione è stata approvata a maggioranza dall'assise di Palazzo Valentini che ha accolto così le lamentele di residenti e associazioni ambientaliste. «La situazione ambientale di Colleferro è molto delicata - spiega il vicepresidente in una nota stampa - ed è necessario valutare gli ulteriori danni che detto mpianto potrà provocare ai cittadini di Colleferro e dei comuni limitrofi, ad esempio Artena. Ho ritenuto necessario accogliere la richiesta del comitato dei cittadini che chiedevano la sospensione dei lavori – continua Leonetti – Non si può dimenticare che l’Indagine Epidemiologica redatta dalla ASL RME ha riportato livelli d’inquinamento per diossine e simili per la Valle del Sacco tre volte quello di Roma e dove è stato rriconosciuto lo stato di emergenza, legato alla contaminazione del fiume Sacco da discariche di rifiuti tossici di origine industriale». Ora la parola passa all'Amministrazione comunale di Colleferro che già un mese fa aveva preso una decisione analoga ma senza un'effettiva attuazione. I testimoni dell'area raccontano che i lavori hanno subito un rallentamento in questi giorni ma di fatto il cantiere è ancora aperto. «Mi auguro – conclude Leonetti – che il sindaco prenda atto della decisione del consiglio Provinciale, in coerenza con quanto dichiarato dall’onorevole Michele Civita, assessore Provinciale alle Politiche del Territorio e Tutela Ambiente, di sospendere i lavori della Centrale a Turbogas di Colleferro, e di aprire un tavolo che coinvolga oltre alla Regione, la Provincia e l’azienda costruttrice, anche il Comune di Artena, il comitato dei cittadini di Colleferro, le forze sindacali.

CIOCIARIA, ANCORA SU PM10 E RAPPORTO MAL'ARIA
La Provincia FR 29.01.11, p.2
Nel 2010 sono state 48 le città non in regola sul versante del rispetto dei limiti delle polveri sottili, le ormai note e temute Pm10.
In testa Torino e Frosinone con 134 e 108 sforamenti. Questo il bilancio tracciato nel dossier "Mal'aria di città 2011" di Legambiente sulla base dei dati del monitoraggio in tempo reale "Pm10 ti tengo d'occhio". Nel rapporto si conferma «l'alto livello d'inquinamento, la responsabilità del traffico e l'assenza di un piano nazionale d'intervento». E, in questo weekend, annuncia l'associazione,volontari in piazza per chiedere aria pulita.
In particolare, secondo il dossier, nel 2010, 48 capoluoghi di provincia hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi a metro cubo di polveri sottili oltre i 35 giorni consentiti dalla legge. Ai primi posti per il Pm10 Torino e Frosinone con 134 e 108 superamenti. Seguono Asti (98), Lucca (97), Ancona (96) e Napoli (35). Si legge in una nota d'agenzia: «Lo scorso anno, inoltre, in 21 città i giorni fuori limite sono stati oltre 70, ovvero più del doppio ammesso dalla normativa. Maglia nera alla Pianura Padana, dove si sono concentrati 30 dei 48 capoluoghi fuorilegge. Livelli d'inquinamento elevati, e sostanzialmente invariati rispetto agli anni precedenti, anche per gli ossidi di azoto e i microinquinanti come il benzo(a)pirene».
Ma nello studio di Legambiente si legge anche: «Frosinone e l'intera Valle del Sacco versano in una condizione molto preoccupante, dovuta alla vasta area industriale, oltre che all'arteria autostradale e a un caotico traffico cittadino: il capoluogo ciociaro ancora una volta finisce sul podio della classifica dell'inquinamento da polveri sottili nel Lazio, sia per l'anno 2010 appena terminato quando il limite è stato superato per ben 108 volte, sia per i primi giorni di gennaio quando il valore delle polveri consentito è stato superato già per 20 giorni. Emblematico è il caso di Ceccano che, durante tutto il 2010 aveva superato di 42 giorni il limite e in questo nuovo anno ha superato tutti i giorni i valori di legge come Frosinone, seguito da Alatri con 17 giorni di superamento e Ferentino con 15».
Ecco il quadro dei giorni di superamento del limite delle polveri sottili fino al venti gennaio: 20 a Ceccano, 15 a Ferentino, 8 ad Anagni, 17 ad Alatri, 5 a Fontechiari, 8 a Cassino.
Per quanto riguarda il capoluogo, 20 volte a Frosinone Scalo, 16 a viale Mazzini.

FROSINONE, SECONDA FESTA DELL'ORO VERDE CIOCIARO (OLIO D'OLIVA)
ALATRI, 30 GENNAIO 2011, ORE 10-19
La Provincia Fr 29.01.11, p.14

ANAGNI, AL VIA LA GIORNATA ECOLOGICA
La Provincia Fr 29.01.11, p.22
Al via la giornata ecologica. Ad annunciarlo è l'Amministrazione Comunale di Anagni, che in una nota congiunta sottolinea: «Siamo sensibili alle problematiche della città, soprattutto quando si tratta di verde pubblico e spazi all'aperto. Il programma di interventi previsti per questo nuovo anno appena iniziato è decisamente fitto e prevede, tra i punti prioritari, proprio la riqualificazione di parchi importanti come quello della Rimembranza e quello di Piscina: possiamo già anticipare i lavori partiranno nei prossimi mesi».
A tal proposito, infatti, si è appena concluso l'iter conclusivo del progetto "Anagni Sicura", che "tra i capitolati - spiega il Consigliere con delega alla Sicurezza Alessio Fenicchia - prevede la riqualificazione di aree pubbliche degradate e spazi verdi».
«Su questo specifico progetto - aggiunge l'Assessore al Verde Pubblico Roberto Versi (nella foto) - stiamo infatti lavorando in maniera congiunta, proprio per realizzare in maniera completa i lavori di riqualificazione del Parco della Rimembranza e di quello di Piscina».
«Non possiamo di certo rispondere di azioni compiute da individui senza il benché minimo senso civico - prosegue la nota dell'Amministrazione - ma è nostro dovere intervenire tempestivamente e predisporre le azioni necessarie perché ciò non avvenga più e perché tali scempi non restino impuniti».
Nei prossimi giorni, invece, è prevista la pulizia dell'area a ridosso della Piazza Centrale, ad annunciarlo proprio il Primo Cittadino, Carlo Noto: «Daremo noi per primi l'esempio - spiega - e lo faremo con una giornata ecologica, interamente dedicata alla pulizia e alla riqualificazione del Parco della Rimembranza e di Piscina». Una iniziativa senz'altro condivisa e acclamata dall'intera cittadinanza.

venerdì 28 gennaio 2011

Rassegna stampa Retuvasa 28.01.11

IL VICEPRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI ROMA LEONETTI: APPROVATA LA MIA PROPOSTA PER LA SOSPENSIONE DEI LAVORI DELLA CENTRALE A TURBOGAS DA 50 MW
LEONETTI: I CITTADINI ED IL CONSIGLIO COMUNALE NON SONO STATI COINVOLTI NELLE SCELTE
“E’ stata approvata, in data odierna, la mia proposta di sospensione dei lavori della centrale a turbogas da 50MW di Colleferro – dichiara il Vice Presidente Sabatino Leonetti”.

“La situazione ambientale di Colleferro è molto delicata, ed è necessario valutare gli ulteriori danni che detto impianto potrà provocare ai cittadini di Colleferro e dei comuni limitrofi, ad esempio Artena”.

“Ho ritenuto necessario accogliere la richiesta del comitato dei cittadini che chiedevano la sospensione dei lavori – continua il Vice Presidente – tra l’altro la centrale è stata autorizzata senza il coinvolgimento né dei cittadini, né del Consiglio Comunale di Colleferro”.

“Inoltre nel Comune di Colleferro esiste già una discarica ed impianti di incenerimento, e le polveri sottili superano attualmente i limiti massimi previsti dalla legge”.

“Non si può dimenticare che l’Indagine Epidemiologica redatta dalla ASL RME ha riportato livelli d’inquinamento per diossine e simili per la Valle del Sacco – precisa il Vice Presidente – tre volte quello di Roma e dove è stato riconosciuto lo stato di emergenza, legato alla contaminazione del fiume sacco da discariche di rifiuti tossici di origine industriale”.

“Mi auguro – conclude Leonetti – che il Sindaco prenda atto della decisione del Consiglio Provinciale, in coerenza con quanto dichiarato dall’On. Michele Civita - Assessore Provinciale alle Politiche del Territorio e Tutela Ambiente, di sospendere i lavori della Centrale a Turbogas di Colleferro, e di aprire un tavolo che coinvolga oltre alla Regione, la Provincia e l’azienda costruttrice, anche il Comune di Artena, il comitato dei cittadini di Colleferro, le forze sindacali”.

28 gennaio 2011

FROSINONE IN TESTA A MAL'ARIA INSIEME A TORINO
Ultimissime 28.01.11
Nel 2010, 48 capoluoghi di provincia hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 di polveri sottili oltre i 35 giorni consentiti dalla legge. Frosinone appare al primo posto insieme a Torino con 134 e 108 superamenti. Seguono Asti (98), Lucca (97), Ancona (96) e Napoli (35). Questi i risultati del dossier di Legambiente "Mal’aria di città 2011" che evidenzia la cronicità dell’emergenza smog italiana. “Ecco perché nel weekend i volontari dell’associazione organizzeranno iniziative in difesa del diritto di respirare aria pulita – si legge in un comunicato stampa di Legambiente - Lo scorso anno, in 21 città i giorni fuori limite sono stati oltre 70, ovvero più del doppio ammesso dalla normativa. Maglia nera alla Pianura Padana, dove si sono concentrati 30 dei 48 capoluoghi fuorilegge. Questo il bilancio di PM10 ti tengo d’occhio, il monitoraggio in tempo reale di Legambiente e www.lamiaaria.it, riportato nel rapporto. Livelli d’inquinamento elevati, e sostanzialmente invariati rispetto agli anni precedenti, anche per gli ossidi di azoto e i microinquinanti come il benzo(a)pirene, potente cancerogeno presente anche in città industriali come Trieste e Taranto o altre in cui il traffico è il principale responsabile dell’inquinamento come Padova, Milano e Torino”. “Per curare la malattia cronica della cattiva qualità dell’aria e dell’inquinamento acustico - dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - non bastano interventi spot come la giornata nazionale della bicicletta o parziali limitazioni al traffico. Servono interventi più ampi e strutturali, dal contrasto all’auto privata al rilancio del trasporto pubblico, che deve essere appetibile per i cittadini tramite l’estensione delle corsie preferenziali e un’adeguata offerta dei km percorsi. Come ha osservato la Commissione europea – prosegue Muroni - in risposta alla richiesta di deroga avanzata dall’Italia per i superamenti di PM10, è necessaria una legge quadro sulla mobilità, che stabilisca criteri uniformi per i provvedimenti comunali e provinciali in modo da garantirne l’efficacia e la durata nel tempo insieme allo stanziamento di adeguate risorse economiche per la loro realizzazione”. “Le amministrazioni locali e il governo centrale – sottolinea Legambiente - non hanno, di fatto, ancora messo in campo azioni efficaci contro l’avvelenamento e l’intasamento dei centri urbani. La principale fonte d’inquinamento urbano deriva proprio dai trasporti, responsabili, ad esempio, del 50% delle polveri sottili a Roma e dell’84% degli ossidi di azoto a Napoli. I trasporti su strada emettono annualmente circa il 34,7% del PM10, il 55,5% del benzene, il 51,7% degli ossidi di azoto, il 43,1% del monossido di carbonio. L’industria siderurgica e petrolchimica produce il 75% degli ossidi di zolfo (SOx), il 31,5% degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e il 28,8% delle polveri sottili (PM10). Se si aggiungono le emissioni prodotte dai riscaldamenti domestici (il 18,7% delle polveri sottili e il 46% degli idrocarburi policiclici aromatici), il quadro delle cause della scarsa qualità dell’aria è completo. E in Italia, ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa delle polveri sottili. Cattive notizie anche sul fronte dell’inquinamento acustico – concludono - un problema decisamente sottovalutato nelle città italiane. Solo 10 capoluoghi di provincia, infatti, si sono dotati di centraline fisse per il monitoraggio del rumore, 80 hanno effettuato qualche controllo nel 2009, spesso in seguito a segnalazioni di cittadini che vivono nei pressi di luoghi di svago o zone industriali e aeroporti e quindi non indirizzato a monitorare la principale causa di rumore, ovvero il traffico”. Fonte: Legambiente.it

IL SERVIZIO DI EXTRA TV SUL TEMA - segnalato da Claudio Martino, Eco della rete

Venerdì 28 gennaio 2011 ore 21,30
in diretta web
su www.ecodellarete.net

La Televisione in Cucina
Incontro con Luciano Bracaglia
sul tema: PM10 a Frosinone

IL PRESIDENTE DI CIA FROSINONE MARIO MANCINI: VALUTARE IN FRETTA E CON CONCRETEZZA LE IPOTESI DI RISANAMENTO DELLA VALLE DEL SACCO
«VALUTIAMO L’IPOTESI DI UNA GREEN ECONOMY»  
La Provincia FR 28.01.11, p. 11
«Prima il Distretto Agroenergetico, poi la previsione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, oggi, infine, coltivazioni intensive di tabacco per l'estrazione dell'olio e un Ecodistretto».

Scrive nel suo articolato intervento Mario Mancini, presidente Cia.
Aggiunge ancora: «Nel ribadire apprezzamento per la fattiva attenzione che il Vicepresidente della Provincia di Frosinone presta già da alcuni mesi all'emergenza ambientale e produttiva della Valle del Sacco, non possiamo non rilevare la necessità, sempre più impellente, di avviarci verso una scelta netta e definitiva sulle attività agricole ed industriali che dobbiamo favorire su quel comprensorio gravemente compromesso da una decennale devastazione che si è consumata nel silenzio generale.
Il tempo stringe e siamo quindi costretti a valutare con urgenza, tra le tante ipotesi di cosiddetta green-economy sul tappeto, quale sia il percorso più opportuno da intraprendere per proporre agli imprenditori della Valle del Sacco una prospettiva concreta e certa di produzioni agricole no-food (non destinate all'alimentazione umana o animale) adeguate a generare nuove forme di reddito, nuovi e duraturi posti di lavoro.
Condivido l'esigenza di approfondire e valutare con attenzione le diverse opzioni anche recentemente emerse, ma ribadisco la necessarietà di procedere ad una scelta definitiva in tempi rapidi per salvare il salvabile e evitare la chiusura di altre piccole e medie imprese.
Anche perché, una volta entrati nella sfera decisionale, potremmo verificare che l'una attività non è incompatibile con l'altra e, di conseguenza, garantire a produttori e investitori una gamma di soluzioni più ampia del previsto e diversificata».

MOLA PISCOLI E LA SELVA NELLA CLASSIFICA DEL FAI
Il Messaggero Fr 28.01.11, p.29 - di Annalisa Maggi
Undici siti ciociari tra i ‘Luoghi del cuore’ censiti nel 2010 dal Fondo Ambiente Italiano. Oltre ad essere oggettivamente pochi, come al solito quando si tratta di classifiche ne usciamo con le ossa rotte; compaiono, infatti, nella seconda parte della classifica regionale stilata in base alle segnalazioni giunte al Fai per salvare le meraviglie dello stivale dall’incuria e dall’abbandono. Tra il mezzo milione di italiani che hanno risposto all’appello, una ottantina i ciociari o quanti hanno dimostrato di apprezzare i beni da tutelare sparsi nella nostra provincia. In ogni caso, il primo piazzamento per la Provincia di Frosinone compare al 17esimo posto dopo diversi siti di altre province laziali più volte presenti prima della Ciociaria. Tant’è per Mola de’ Piscoli che, probabilmente non senza sorpresa, ha avuto 14 segnalazioni posizionandosi in Italia al numero 275. Colta, mutuando le parole dello storico tedesco del XIX secolo Gregorovius, la citazione di chi ha tra i suoi luoghi del cuore Mola de’ Piscoli, una torre medievale utilizzata in epoca successiva come mulino. Il territorio di Paliano nella graduatoria finale, e precisamente al 22esimo posto, è presente anche con La Selva, l’ex Parco Uccelli appartenuto al Principe Ruffo, per la quale sono giunte 9 segnalazioni. Entrambi i luoghi rientrano nel perimetro del Monumento Naturale che la Regione Lazio si appresta a riconoscere. Seguono le gole del fiume Melfa (20° e 25° posto in classifica essendo territorio di Casalvieri e Roccasecca), San Girolamo ad Arpino (22°) il campanile di Frosinone (23° posto e solo 8 segnalazioni), l’eremo dello Spirito Santo a Roccasecca (25°) la grotta delle Fate a Coreno (27°), il castello dei Conti d’Aquino a Roccasecca (27°), il castello San Casto a Sora (27°), l’acropoli di Alatri al 28° posto insieme al monacato di Villa Euchelia di Castrocielo.


Comune di Colleferro
Ufficio Stampa
P.zza Italia, 1 - Tel. 06/97.203.235
Colleferro, 28/1/2011

C O M U N I C A T O   S T A M P A COMUNE COLLEFERRO 28.01.11

LAVORI PUBBLICI AL IV KM: IN ARRIVO INGENTI FINANZIAMENTI PER OLTRE 2 MILIONI E MEZZO DI EURO
In contemporanea alla Turbogas (ndr) 
Più di 2 milioni e 600mila euro è il totale del consistente contributo regionale che è stato concesso al Comune per interventi dedicati al IV Km. “Si tratta di un importante finanziamento che abbiamo richiesto per realizzare opere necessarie al quartiere – spiega il sindaco Mario Cacciotti, particolarmente soddisfatto per avere ricevuto la comunicazione dell’avvenuto finanziamento -. I lavori previsti, infatti, servono a perfezionare l’urbanizzazione già in atto, con il completamento della pubblica illuminazione, il potenziamento dell’impianto di depurazione, la copertura di un tratto del fosso, il completamento del gasdotto e, non ultimo, la realizzazione di un pozzo e della condotta idrica. Insomma tutti interventi mirati a dare agli abitanti del IV Km la possibilità di avere servizi efficienti e un luogo confortevole dove vivere. Lavori che vanno a completare il piano di sviluppo di quella zona di Colleferro che assume così i connotati di un vero e proprio nucleo abitativo, non più, quindi, zona abitativa sorta in maniera spontanea e senza un piano preciso, come è stata a lungo considerata, ma caratterizzata da un progetto urbanistico che da all’area dignità di quartiere vero e proprio”. I lavori rientrano nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune e verranno realizzati a partire da quest’anno. “Ringrazio il presidente della Regione Lazio Renata Polverini – aggiunge il sindaco Mario Cacciotti – e l’assessore all’Urbanistica Luciano Ciocchetti che hanno accolto la nostra richiesta e quindi concesso il corposo finanziamento. Questi contributi ci permettono, infatti, di dare subito il via a quei lavori che avevamo promesso agli abitanti del IV Km. Anche tale impegno, dunque, viene da questa Amministrazione mantenuto, come già abbiamo fatto per altri punti del piano programmatico stilato oltre quattro anni fa”.

COMUNE DI FROSINONE

ASSESSORATO ALLA TUTELA AMBIENTALE, AI SERVIZI ECOLOGICI E ALLE ENERGIE RINNOVABILI

0775.2651 - 339.1886677 - 3939084854

servizi.ambientali@comune.frosinone.it
Torna la Campagna di sensibilizzazione


LIBERATI DEI TUOI “INGOMBRANTI”

GIORNATA DI RACCOLTA DEI RIFIUTI INGOMBRANTI

e dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)

CHE SI SVOLGERA’ A FROSINONE

SABATO 29 gennaio DALLE ORE 7.30 ALLE ORE 13.30


IN VIA SAN GERARDO


(presso il parcheggio che si trova a 300 metri dalla chiesa

andando verso il tunnel che sbuca su viale Roma).

Come da impegni assunti con i cittadini di Frosinone


Alla luce del successo già riscontrato nelle precedenti giornate di raccolta, effettuate nel 2010.

Visti i positivi risultati e il gradimento dimostrato nei confronti dell’iniziativa,

Torna a Frosinone anche per il 2011

la Campagna di sensibilizzazione LIBERATI DEI TUOI “INGOMBRANTI”.

L'abbandono di rifiuti per strada è certamente un segno di inciviltà, un problema per l'ambiente e il decoro della città.


Per questi motivi l’Amministrazione di Frosinone, oltre ad offrire un servizio di ritiro gratuito a domicilio, a seguito di prenotazione telefonica, ha programmato delle giornate nelle quali puoi “liberarti dei tuoi ingombranti”.

Un recupero corretto dei beni durevoli permette di recuperare materie prime e salvaguardare l'ambiente.

In questa occasione i cittadini di Frosinone possono conferire GRATUITAMENTE, dalle ore 07.30 alle ore 13.30, tramite il personale dell’Impresa Sangalli presente sul posto, esclusivamente le seguenti tipologie:

- Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE):


televisori, apparecchi radio, registratori, lavatrici, condizionatori, lavastoviglie, frigoriferi, aspirapolvere, personal computer, mouse e tastiere, stampanti e monitor, apparecchiature di illuminazione comprese le lampade e i neon.

- Rifiuti ingombranti:


mobili, poltrone, materassi, brande, serramenti, infissi, biciclette, sedie, specchi (sono esclusi calcinacci).

Aiutaci a tenere pulita la nostra città


porta i tuoi rifiuti oppure chiama il numero verde 800-440.797 per prenotare il ritiro davanti casa tua, il servizio è gratuito e si svolge con frequenza giornaliera.


Frosinone, 26 gennaio 2011 L’Assessore all’Ambiente del Comune di Frosinone


prof. Francesco RAFFA

giovedì 27 gennaio 2011

Rassegna stampa Retuvasa 27.01.11

COLLEFERRO
Al via l’ultima fase di risanamento dell’area inquinata
TRATTATIVA CON SECOSVIM PER LA BONIFICA DI ARPA 2
L’ufficio commissariale attende la stesura del nuovo progetto per l’avvio della conferenza dei servizi. Mancano i fondi per la reindustrializzazione e l’avvio del progetto della Valle dei Latini

Cinque giorni 27.01.11, p.16
Sarà la Secosvim a eseguire la bonifica dell'area Arpa 2 di Colleferro. L'ufficio commissariale per l'emergenza della Valle del Sacco ha raggiunto un accordo con la società per la stesura e realizzazione di un progetto di risanamento dell'area colleferrina colpita dall'inquinamento. Entro fine mese dovrebbe essere tutto pronto per l'avvio della conferenza dei servizi dove si discuterà insieme agli organi regionali e provinciali le misure cautelari per l'avvio dell'ultima fase del piano di bonifica. «Nel giro di poco tempo termineremo anche la bonifica dell'Arpa 1 e del Benzoino, dove i lavori stanno procedendo a un ritmo serrato - spiega il sub commissario per l'emergenza Pierluigi Di Palma. Contemporaneamente stanno procedendo anche le analisi sui campioni di cittadini residenti sulle sponde del fiume Sacco - continua. Abbiamo diverse indicazioni anche dalla Regione sul nuovo piano di monitoraggio e posso tranquillizzare tutti che l'adozione del piano sta volgendo a termine nel migliore dei modi». Resta più complessa la soluzione della vicenda di qualche mese fa in un'area al di fuori della perimetrazione dove sono state individuate tracce di beta esaclo ro c icloesa n o. L'ipotesi più accreditata al momento resta quella del riporto di terra contaminata, ma tecnici specializzati stanno approfondendo le analisi per capire l'esatta origine del problema. Ma se la bonifica procede, secondo il subcommissario, a ritmo serrato, tutto resta ancora fermo sul piano del rilancio economico dell'area. Persi ormai i 70 milioni di euro per la reindustrializzazione del sito, destinati circa un anno fa dalla Regione all'emergenza lavorativa, anche la promettente Valle dei Latini sembra destinata a scomparire. Da circa dieci mesi si è costituita una società di gestione per il sostegno alle attività zootecniche ma tardano ad arrivare i fondi della Regione. Del suo futuro, e non solo, se ne discuterà il prossimo 3 febbraio in Regione alla presenza del nuovo gruppo dirigente dell'Arsial, un'occasione per capire quanti fondi ci sono per l'attività di riqualificazione, unica speranza di salvezza per agricoltori e allevatori colpiti dal disastro ecologico.

L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE PROVINCIALE FABIO DE ANGELIS SOLLECITA I COMUNI A RISPONDERE AL BANDO PER I CONTRIBUTI ALL'AVVIO E AL POTENZIAMENTO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Il Messaggero FR 27.01.11 p.31 (prima) - di Denise Compagnone 
La maglia nera che Frosinone detiene con Viterbo a proposito di percentuale di raccolta differenziata attiva nella Regione Lazio, rischia di rimanere tale anche con il nuovo bando predisposto dalla Provincia che mette a disposizione 4 milioni di euro di finanziamento regionale, per incentivare i comuni all’avvio della differenziata e per sostenerne le spese. Infatti finora a rispondere sono stati in pochissimi. È vero che la scadenza è a fine febbraio, ma è anche vero che il bando è stato pubblicato già un mese fa, a fine dicembre. L’assessore all’ambiente, Fabio De Angelis, così, ieri pomeriggio ha riunito i sindaci della provincia per fare il punto ed invitarli a presentare progetti, oltreché a raccogliersi, nel caso di comuni inferiori a 2000 abitanti, in unioni di comuni, pena la possibilità di non poter partecipare. Eppure proprio i comuni più piccoli, dagli ultimi dati a disposizione, sono quelli che più facilmente riescono a dotare la città del porta a porta o sistemi similari. È il caso, ad esempio del comune di Fumone, che sfiora quota 50%, a cui segue Ripi con il 30%. Tra i più grandi spicca solo il capoluogo con un’ascesa che parte dal 15% del 2009. Ma complessivamente la media è bassissima: nel 2009 la quota della provincia era di 8.9%. “Nel 2010 non ci sono ancora dati ufficiali ma dovrebbe assestarsi sul 15% - ha detto ieri De Angelis -. Cifre ben lontane dal 65% stabilito dalla Regione per l’anno 2011 nel nuovo piano dei rifiuti”.

L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DELLA PROVINCIA DI VITERBO PAOLO EQUITANI: TROPPO COSTOSO INVIARE IL CDR VITERBESE A COLLEFERRO
On tuscia
Si è tenuto a Palazzo Gentili un incontro fra la Provincia e i sindaci della Tuscia per aprire una discussione sul piano regionale dei rifiuti e per concordare soluzioni condivise per la chiusura del ciclo.
L’assessore all’Ambiente Paolo Equitani (foto), insieme al presidente della Commissione Ambiente Francesco Galli, ha aperto la riunione illustrando i contenuti del piano e le novità introdotte.
“Per la prima volta – ha spiegato l’assessore – nella gestione dei rifiuti si è ragionato in un’ottica di ATO (Ambito Territoriale Ottimale) regionale e di sub ambiti territoriali corrispondenti alle province laziali. Per ciò che riguarda la Provincia di Viterbo, abbiamo una discarica situata a Monterazzano che ha ancora una discreta autonomia, e un impianto di trattamento meccanico in località Casale Bussi che produrrà Cdr (combustibile da rifiuto). Il piano regionale prevede che il Cdr prodotto a Viterbo venga trasportato e bruciato nel termovalorizzatore più vicino, quello di Colleferro. Abbiamo fatto una valutazione dei costi e siamo giunti alla conclusione che per smaltire il Cdr a Colleferro i Comuni si troveranno a dover spendere una cifra che si aggira nell’ordine dei 60 euro a tonnellata. Tuttavia – ha aggiunto Equitani – il piano regionale lascia spazi di manovra alle Province che potranno proporre soluzioni per la chiusura del ciclo sul territorio. Fermo restando che, il nostro obiettivo primario resta quello di favorire una raccolta differenziata spinta e portata ai livelli massimi, è necessario concentrare l’attenzione sullo smaltimento del Cdr, che rischia di avere pesanti ripercussioni sulle casse dei Comuni”.
L’assessore Equitani ha inoltre ribadito l’intenzione di avanzare alla Regione una proposta largamente condivisa, attraverso incontri e discussioni con i sindaci, come avvenuto martedì pomeriggio con un confronto acceso ma costruttivo, fra tutti i primi cittadini intervenuti. Resta comunque confermata la volontà dell’amministrazione provinciale di chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio, assumendosi una responsabilità politica e ricercando fino all’ultimo la più ampia unità d’intenti.
Sarà fondamentale da questo punto di vista il lavoro che svolgerà la Commissione Ambiente. “Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente Galli – è quello di individuare la soluzione più vantaggiosa dal punto di vista economico ed ambientale con l’intenzione di tutelare i diritti dei cittadini. E’ dunque necessario avviare un confronto ricco e costruttivo, aperto alle ipotesi migliori, sgombrando il campo da posizioni demagogiche fondate su pregiudizi di natura ideologica”.

ANAGNI. SCHIUMA NELL'AREA DEL DEPURATORE MARANGONI. LO SEGNALA LA STESSA AZIENDA, CHE PRECISA DI NON ESSERNE RESPONSABILE
Il Messaggero FR 27.01.11 p.32 - di Paolo Carnevale
Sale ancora una volta il livello d’attenzione per le condizioni dell’ambiente nella zona delle Quattro strade di Anagni, in seguito al ritrovamento di una notevole quantità di schiuma bianca nei pressi del depuratore della Marangoni Tyre. Ma stavolta a segnalarla è direttamente la dirigenza della ditta. Che annuncia: “quella schiuma non è nostra, siamo stati noi a denunciarla”. Ieri mattina infatti, più o meno intorno alle 13, i militari della Guardia di Finanza della città dei papi, capitanati dal maresciallo Ceglie, hanno operato un intervento in zona in seguito all’arrivo di una segnalazione relativa alla presenza di forti quantità di schiuma bianca nel corso d’acqua presente nella zona. Una situazione già verificatasi altre volte, sempre con l’intervento della guardia di finanza e del personale Arpa. Che anche in questo caso è infatti arrivato a fare i prelievi di rito. Che dovranno poi essere analizzati per dare un nome alle sostanze presenti nel corso d’acqua.
Nel pomeriggio però, come si diceva, è arrivata la puntualizzazione della dirigenza della ditta anagnina. E’ stato proprio il direttore dello stabilimento anagnino, l’Ing. Gerardo Magale, a rendere noto che “ la Guardia di Finanza l’abbiamo chiamata noi, assieme ai vigili del fuoco ed al personale dell’Arpa, appena abbiamo visto che c’era questa schiuma nelle acque del fiume. Già altre volte era successo, ed anche in questo caso abbiamo segnalato il tutto alla Procura della Repubblica”. Impossibile per ora sapere, ovviamente, di cosa si tratti. E soprattutto, chi sia il responsabile di questi sversamenti: “si tratta con ogni probabilità di sostanze tensoattive che creano la schiuma al contatto con l’acqua- ha detto ancora Magale-; saponi con ogni probabilità usati per lavare qualcosa, e la cui schiuma finisce per inondare l’acqua che poi arriva nella zona del nostro depuratore”. Insomma, Magale ha messo le mani avanti , facendo capire che la schiuma non deriva dall’attività del suo stabilimento. Nei prossimi giorni, le analisi Arpa dovrebbero dare un quadro più chiaro della situazione.


SCHIUMA NEL FOSSO ALLE QUATTRO STRADE, LA MARANGONI CHIEDE L’INTERVENTO DELL’ARPA
La Provincia FR 27.01.11 p. 24
Schiuma nel fosso alle Quattro Strade, la Marangoni chiede l'intervento dell'Arpa. Ieri mattina il fosso alla base della condotta finale del depuratore della Marangoni, presentava una collera bianca, che lo ricopriva completamente. Sul posto si portavano i finanzieri della Brigata di Anagni, che fotografano la situazione interessando il Comando che a sua volta si rivolgeva all'Arpa di Frosinone. L'Agenzia aveva già ricevuto tramite fax analoga richiesta da parte della dirigenza della Marangoni, la società ogni volta additata come responsabile del fenomeno.
Nel pomeriggio giungevano sul posto i Carabinieri di Anagni, assieme alla pattuglia di PG della Polizia Municipale. Le divise venivano raggiunte da Gerardo Magale direttore della Marangoni, e dai tecnici dell'Arpa. Dopo aver effettuato i rilievi, ed ascoltato le lamentele dei residenti ma soprattutto la relazione del direttore Magale, finalmente veniva deciso di ispezionare i pozzetti di raccolta primari, dove secondo le segnalazioni della Marangoni, confluiscono scarichi di altre aziende. Il sospetto che la schiuma che ogni tanto imbianca il canale, fosse dovuta a sostanze estranee alle lavorazioni dello stabilimento di pneumatici, lo avevamo esternato più volte.
E ieri pomeriggio il confronto tra i risultati di analisi effettuate a breve distanza di tempo e di luogo, pareva confermare certe ipotesi. La schiuma potrebbe essere generata da particolari detersivi presenti nelle acque di scolo, utilizzati per il lavaggio di enormi contenitori naturalmente a servizio di aziende. Si tratterebbe di una prassi non lecita e sicuramente non autorizzata, e ieri tra i presenti in molti si chiedevano "l'ufficio tecnico comunale, è a conoscenza di quanto accade?". All'ambiente ed al territorio, e naturalmente in primis ai cittadini, interessano poco i processi sommari; importa invece, che si stia bene attenti a non spargere veleni nell'aria, nel sottosuolo e nelle acque.

LazioTV (Tg 27.01.2011) intervista Luciano Bracaglia su manifestazioni contro PM10
Contro la presenza dei bus COTRAL, continua e massiccia fonte di inquinamento, all'interno del quartiere Scalo di Frosinone, il blog gestito da Luciano Bracaglia ed altre organizzazioni hanno indetto un forum ed un flash mob - segnalato da Claudio Martino, Eco della rete

Vedi anche Frosinone bella e brutta

 
NASCE UNINDUSTRIA. VICEPRESIDENTE MARCELLO PIGLIACELLI
Un vicepresidente, ricordiamolo, favorevole all'inceneritore di car fluff Marangoni e all'olio di tabacco nella Valle del Sacco per la centrale ad olio di palma di Guarcino. La redazione augura al neovicepresidente di comprendere, come altri industriali hanno già compreso, cosa significa mantenere un'industria forte attraverso la green economy (ndr)
Il Messaggero FR 27.01.11 p.32 - di Vittorio Buongiorno
«Noi abbiamo rinunciato a qualche poltrona, ma le aziende ciociare ci guadagneranno enormemente». Ne è convinto Marcello Pigliacelli, il presidente di Confindustria Frosinone che da ieri è il nuovo vicepresidente di Unindustria dopo la “fusione” delle associazioni degli industriali di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo. «Il sistema Lazio diventa così il secondo in Italia per numero di associati e il primo per estensione geografica», come ha spiegato Aurelio Regina, il presidente degli imprenditori di Roma che guiderà la neonata associazione. Al battesimo, ieri, c’era anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il presidente di Confindustria Lazio, Maurizio Stirpe. «Senza di loro - commenta Pigliacelli - non ci saremmo imbarcati in questa avventura. Dubbi ne ho avuti, ma li abbiamo tutti chiariti. Oggi parte un veliero da Oceano Atlantico, qualcuno non l’ha capito. Peccato».
Il riferimento è a Latina, unica associazione del Lazio a restare fuori. «Ci dispiace che non faccia parte del progetto - ha commentato Regina - ma sono convinto che una volta partiti, anche quei timori legittimi verranno a cadere, possiamo trovare una intesa in tempi brevi anche con Latina».
Al momento, con un patrimonio netto di 20 milioni, Unindustria rappresenta oltre 4.000 imprese, il 90% degli associati a Confindustria Lazio. Il 70 % opera nei servizi, il 30% del manifatturiero. Il 90% di queste aziende ha meno di 100 dipendenti, per un totale di 250 mila addetti. «Un numero - ha sottolineato Regina - di cui le istituzioni non possono non tener conto. Accanto a un progetto di efficientamento e semplificazione del sistema noi guardiamo a un progetto di rafforzamento delle nostre politiche e della capacità di rappresentarle». Una novità, anche Frosinone, che produrrà benefici. «Un conto è quando si siede al tavolo il presidente di una Confindustria provinciale, un conto è quando tratta una associazione che rappresenta un comprensorio così grande e così forte», spiega Maurizio Stirpe che nel comitato di presidenza , avrà il compito di tradurre in realtà le ambizioni della fusione. Con lui ci saranno, come vicepresidenti, Marcello Pigliacelli e i suoi omologhi di Rieti e Viterbo, Gianfranco Castelli e Domenico Merlani. Ma nel board di Unindustria siederanno anche Franco Bernabè, Alessandro Caltagirone, Flavio Cattaneo, Giampaolo Letta, Eduardo Montefusco, Mauro Moretti, Rocco Sabelli, Maurizio Stirpe, Attilio Tranquilli, Giorgio Zappa e Rudi Bertoli. «Il 15 febbraio a Valmontone si riunirà la prima assemblea associativa - ha spiegato Regina - nella stesso giorno in cui verrà inaugurato il nuovo parco a tema».
Da parte di Unindustria occhi puntati, ovviamente sullo stabilimento Fiat di Cassino: «La Fiat ha posto un tema di competitività per un comparto e per l’azienda - ha spiegato Regina - il suo non è stato un tentativo di rivoluzionare le relazione sindacali. Per questo se questa sfida arriva anche nel nostro territorio, per rendere più competitivo lo stabilimento di Cassino, noi saremo vicini alla Fiat».