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mercoledì 12 gennaio 2011

Le osservazioni di Italia Nostra su Variante urbanistica Isola del Liri, via Tavernanuova

Al Sindaco di Isola del Liri
 
Alla Provincia di Frosinone
Assessore Urbanistica
 
Alla Regione Lazio
Assessore Politiche del Territorio ed
Urbanistica

e p.c. Alla Stampa locale

Oggetto: Comune di Isola del Liri. Adozione variante urbanistica per progetto: “Riqualificazione Urbanistica e di Sviluppo Sostenibile nell’area sita in Via Tavernanuova in variante al PRG. Realizzazione di un complesso residenziale privato ed annessi servizi. Estensione dell’area verde a parco ed urbanizzazioni. Ponte pedonale di collegamento al parco fluviale da realizzarsi da parte pubblica. OSSERVAZIONI.


La Sezione della Ciociaria di Italia Nostra Onlus, Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica 22 agosto 1958, Nr. 1111 e soggetto portatore di interessi collettivi atto a presentare osservazioni urbanistiche, rappresentata dal Presidente pro tempore Prof. Zinzi Giulio Marcello Angelo, presenta le seguenti Osservazioni alla variante di cui all’oggetto.

La Sezione della Ciociaria di Italia Nostra Onlus non è contraria a qualunque intervento all’interno dell’area di Via Tavernanuova, anche frutto della collaborazione fra soggetti pubblici e privati.

E’ contraria a questo intervento per le seguenti ragioni:

a) La variante approvata dal Consiglio Comunale il 16 dicembre 2009 è evidentemente non corretta, in considerazione del fatto che non esiste alcuna motivazione ad essa. Non vi sono previsioni demografiche, non vi sono motivazioni urbanistiche, non vi sono motivazioni economiche né sociali: vi è solo l’interesse di un soggetto privato che, a nostro avviso, collide con l’interesse pubblico.

b) Siamo convinti che i problemi urbanistici della città debbano essere risolti avendo innanzitutto una visione complessiva degli stessi (cioè attraverso la scelta di un indirizzo strategico, ambientale e politico): solo in un secondo momento si può passare ad una fase attuativa. In questo caso la logica è opposta: non vi è una variante al PRG frutto di una visione d’insieme, ma si passa direttamente alla fase attuativa a macchia di leopardo.

c) Non è possibile immaginare di realizzare più di 33.000 metri cubi di costruito all’interno di un’area di poco più di 2 ettari in una zona a ridosso di un’area fluviale di estrema bellezza e nei pressi di un parco fluviale mai valorizzato. L’indice di fabbricabilità calcolato è di 1,63: cioè per ogni metro quadro di superficie vengono edificati 1,63 metri cubi di volumetria !! Ma questa cubatura è necessaria al nostro comune ? Sulla base di quali considerazioni ? Sulla base di quali proiezioni demografiche ?

d) Non ci risulta che vi sia un’indagine vegetazionale tra i documenti presentati. Eppure l’art. 7 della L.R. 24/98, richiamato in delibera, prevede al comma 9 che “Nelle fasce di rispetto e' fatto obbligo di mantenere lo stato dei luoghi e la vegetazione ripariale esistente; gli interventi di cui ai commi successivi devono prevedere una adeguata sistemazione paesistica coerente con i caratteri morfologici e vegetazionali propri dei luoghi.” Allo stesso modo manca una VIA o una VAS, che sarebbero state necessarie, a nostro avviso, per fare delle previsioni sulla ricaduta di tale insediamento sull’ambiente.

e) Non è possibile far passare una scelta urbanistica di rilevanza strategica per la città nel modo in cui l’attuale Amministrazione cittadina intende fare: senza un dibattito pubblico, senza aver acquisito il parere di tecnici ed esperti. E, soprattutto, senza tener conto delle reali esigenze della città.

f) Questo intervento è perfettamente in linea con la “politica” urbanistica seguita fino ad oggi dalle amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi dieci anni: costruire volumetrie enormi rispetto alle aree disponibili, molto spesso a scapito del diritto a costruire degli ignari cittadini confinanti, non tenendo in alcun conto l’interesse collettivo.

g) Questo intervento rappresenta inoltre la volontà di costruire nuove cubature in presenza di enormi cubature inutilizzate: ci riferiamo a quelle del Centro Storico, completamente lasciato nel più totale abbandono. Come mai non si è proceduto alla redazione dei Piano Particolareggiati ? Come mai non si è stimolato l’intervento dei privati ? E, soprattutto, a che punto è lo scandaloso intervento IACP che ha messo la pietra tombale definitiva allo stesso Centro Storico ?

h) Appare evidentissima la volontà di non procedere alla realizzazione del ponte pedonale di collegamento al parco fluviale. Infatti come mai l’edificio destinato a pubblico utilizzo (archivio) viene realizzato dal privato, mentre il ponte pedonale viene realizzato dalla parte pubblica (anche se su contributo privato) ? Per la evidente volontà di utilizzare tale opera solo come specchietto per le allodole (leggi: cittadini). E’ semplice dire tra qualche tempo che è colpa della parte pubblica non aver realizzato l’opera (e questa nostra nota ne sarà da testimonianza).

i) Risulta alla nostra Associazione che la Provincia di Frosinone ha effettuato delibera per la costruzione di un nuovo edificio scolastico destinato ad ospitare una scuola secondaria di secondo grado (la stessa prevista in questa zona dal PRG vigente), su richiesta del Comune di Isola del Liri, in una zona diversa da quella oggetto di variante (località Stazione). Come mai allora l’Amministrazione ha chiesto, quasi nello stesso momento in cui affermava di non averne bisogno (la delibera di cui all’oggetto lo dice esplicitamente), la costruzione di una nuova struttura scolastica e, soprattutto, come mai la richiesta è stata fatta in una zona diversa da dove era prevista in PRG ? Non è forse vero che l’IPSIA Nicolucci, scuola secondaria di secondo grado, è ospitato in locali in affitto ? Come si può affermare che non vi è bisogno di un edificio scolastico ?

k) Sicuramente l’Amministrazione Comunale ha già previsto l’impatto che la presenza di 20.000 metri cubi di superficie residenziale (72 appartamenti) e di 10.000 metri cubi di superficie commerciale (2700 metri quadri !) avrà sul traffico della zona; sarà interessante venire a conoscenza di tale impatto e, soprattutto, delle soluzione che l’amministrazione ha previsto. Inoltre sicuramente sarà stata prevista la destinazione dell’acqua piovana raccolta da oltre 6.000 metri quadri di cementificazione: siamo sempre curiosi di sapere la brillante soluzione proposta dalla variante.

l) Da un punto di vista paesaggistico stiamo parlando di un vero e proprio scempio che non necessita di ulteriori commenti.

m) Gli investitori sono a conoscenza che l’area in cui stanno progettando l’intervento è soggetta ad allagamenti in caso di piena ? In assenza del canale scolmatore, questa area è già stata storicamente sommersa dall’acqua.

n) Tutto il progetto è basato su una delibera (volutamente ?) errata: la variante urbanistica da:
- zona SG1 (scuola) e
- zona SG2 (Centro Civico Culturale)
a:
- zona SG1 (attrezzature pubbliche)
- zona RUC (Ristrutturazione Urbanistica – residenze con annessi servizi residenziali)
- zona V (verde pubblico)
- zona P (parcheggio pubblico)
- SM (strade e marciapiedi pubblici)
Perché questa delibera è errata ?
Perche la nuova destinazione d’uso (quella preponderante) diventa RUC (Ristrutturazione Urbanistica): ma dove sta questa ristrutturazione urbanistica ? Infatti la Legge 380/2001 recita all’art. 3 lettera f) che“gli "interventi di ristrutturazione urbanistica", sono quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale.” Perché mai farlo diventare, fantasiosamente, una zona di ristrutturazione urbanistica, in assenza di una urbanizzazione esistente (caso tipico è l’abbattimento e ricostruzione) ? In realtà l’intervento è una trasformazione in zona C (zona destinata a nuovi complessi insediativi).
Il Piano Territoriale Paesistico Regionale, nella zona interessata da questa variante, prevede tre vincoli:
-          fascia di rispetto del fiume Liri, con fascia di rispetto di 150 metri (tranne eccezioni);
-          fascia di rispetto del Centro Storico, con fascia di rispetto di 150 metri (tranne eccezioni);
-          fascia di protezione di aree boscate.
Il progetto di variante dice che la fascia di rispetto dal fiume Liri, sulla base dell’art. 7 della LR 24/98 è di 50 metri. Come mai ? In realtà questo articolo dice che le zone C (come dovrebbe essere la nostra) possono avere una fascia di rispetto ridotta a 50 metri a patto che vi sia la comprovata esistenza di aree edificate contigue e che non vi siano altri beni di cui all’art.1 della L. 431/1985. Ambedue questi criteri sono tutti da verificare e, a nostro avviso, inesistenti.
La fascia di rispetto del Centro Storico è sempre di 150 metri, tranne che per le zone di Ristrutturazione Urbanistica, sottoposte alla sola autorizzazione paesaggistica. Questa potrebbe essere una prima spiegazione della fantasiosa variante, tenendo in considerazione che anche gli edifici di Via Tavernanuova rientrano nella perimetrazione del Centro Storico ?
Infine, sempre sullo stesso lotto, insiste vincolo di protezione di area boscata, nelle quali, a norma dell’art. 38 del PTPR, comma 9, “La superficie delle aree boscate non concorre al fine del calcolo della cubatura per costruire al di fuori di esse e non contribuisce alla determinazione del lotto minimo previsto dagli strumenti urbanistici”. Questo significa che il calcolo sugli indici di fabbricabilità è errato.
Infatti il Comune di Isola del Liri ha presentato proprio per questa area una osservazione al PTPR (la numero 060043_P04) che è stata quasi completamente rigettata.

Questo intervento edilizio porterà uno sconquasso all’interno della struttura edilizia, commerciale e sociale della nostra città. L’arch. Malusardi, estensore del PRG del 1973, aveva previsto che quest’area dovesse essere destinata a “ricucire” le due strutture principali (inferiore e superiore) di Isola del Liri: non a caso aveva previsto qui una scuola ed un centro civico-culturale. Le volumetrie previste (al contrario di quanto affermato) erano un decimo di quelle che si vogliono realizzare e la tipologia dell’intervento era di quelle che servono a creare un punto di incontro, un baricentro, tra due realtà. La proposta di variante prevede, al contrario, la creazione di un terzo polo, che affonderà definitivamente tutta la parte inferiore della città (in particolare il Centro Storico) e che creerà disagi a non finire alla parte alta.

Le considerazioni che precedono, quindi, partono dalla convinzione che la Sezione della Ciociaria di Italia Nostra Onlus intende comunque bloccare l’operazione attualmente in atto, chiedendo che alla cittadinanza venga restituito un ruolo decisivo sulla questione: vogliamo un grande dibattito sul destino urbanistico della nostra città.
L’approvazione dei grandi interventi dei privati debbono sempre sottostare al pubblico interesse.