REDAZIONE: FRANCESCO BEARZI, CRISTINA MATALONI, SARA DEODATI, VINCENZO LANDOLINA, ALBERTO VALLERIANI, ROCCO MARTUFI, GIULIO TIRINELLI

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martedì 8 marzo 2011

Rassegna stampa 08.03.11

FROSINONE. ‘CONTRATTO FIUME COSA’
La Provincia FR, 08.03.11, p. 7
Si è svolto ieri presso la Provincia un incontro per l'attuazione del Protocollo d'intesa del "Contratto di fiume" del fiume Cosa.
Il protocollo ha lo scopo di concretizzare la riqualificazione di questo importante affluente del Sacco che attraversa molti comuni della provincia e, in particolare, il Capoluogo per oltre 13 chilometri. Sono intervenuti per i comuni, l'assessore Raffa per Frosinone, il sindaco di Alatri Magliocca, il sindaco di Guarcino Di Vico, l'Assessore all'Ambiente di Collepardo Bussiglieri, il consigliere Cianchetti per Veroli e l'Assessore Ciotoli per Ceccano, per l'Università degli Studi di Cassino il prof. Gargano, la responsabile della Rete scolastica territoriale -Il fiume Cosa da problema a risorsa- prof. Vellucci, il Responsabile del Coordinamento delle associazioni per il parco urbano del fiume Cosa Parlanti e il segretario della XII Comunità Montana - Monti Ernici -.
"Ho voluto questa riunione - ha detto l'Assessore Quadrini - per predisporre le azioni necessarie alla realizzazione degli obiettivi del protocollo d'intesa con la partecipazione di tutti i rappresentati degli Enti. Questa importante arteria idrica della nostra provincia va salvaguardata e, anzi, valorizzata attraverso questo accordo di programma che servirà da guida ad ogni azione che vogliamo compiere nei territori interessati dal Cosa. Esso è fondamentale per promuovere lo sviluppo socio-economico di questa vasta e importante area della nostra provincia in senso turistico e culturale, e comunque compatibilmente con la salvaguardia dei luoghi ed il rispetto del loro ambiente. Nella riunione sono stati incaricati il sottoscritto insieme all'Assessore Raffa come rappresentante dei comuni e al prof. Gargano dell'Università di Cassino in rappresentanza delle associazioni a formare un gruppo che si occuperà di reperire fondi e finanziamenti presso la Regione Lazio e l'Unione Europea per la salvaguardia del fiume Cosa e la riqualificazione del territorio attraversato".


FROSINONE. TORNA LA DOMENICA ECOLOGICA
La Provincia FR, 08.03.11, p. 8, di Ale. Cel.
Torna la domenica ecologica... Come disposto dall'Amministrazione comunale con ordinanza emessa per combattere l'inquinamento atmosferico.
Domenica 13, per replicare il 27 marzo. Il blocco è fissato dalle ore 8 alle 18. Dieci ore senza interruzione, senza come dire la cosiddetta ‘pausa pranzo'.
L'ordinanza prevede l'attuazione dei provvedimenti per il risanamento della qualità dell'aria attraverso interventi programmati di limitazione del traffico veicolare nell'area urbana circoscritta dalle seguenti strade:
Via per Casamari (ex SS 214) - Via degli Ernici (ex SS 155 per Fiuggi) - Via dei Volsci (ex SS 156 Monti Lepini) - Via Albinoni (ex L. Refice) - Via P.L. da Palestrina - Via S. Giuliano - Via Vivaldi - Via Corelli - Via Iacobucci (ex S.S. 637 per Ceccano) - Via Saragat (ex variante Casilina) - Via Casilina Sud - Via Fonte Corina - Via Coroni - Via S. Liberatore - Via S. Angelo - Via Caio Mario - Via Mària. Su tali strade la circolazione non è assoggettata a restrizioni ed è comunque consentito l'accesso di tutti i tipi di veicoli per raggiungere la più vicina tra le quattro aree destinate a parcheggio ovvero " Piazzale Vittime Civili di Guerra e Piazzale 11 Settembre 1943 (piazzali sottostanti l'Amministrazione Provinciale) - Piazza Salvo D'Acquisto - Piazza Sandro Pertini (Delegazione Comunale "Scalo") - Piazza Falcone e Borsellino (piazzale antistante la Villa Comunale), da dove sarà possibile raggiungere le varie zone del centro urbano con i servizi di trasporto pubblico.


FROSINONE. NICHILO’, TESORIERE DEL PD: “AEROPORTO, OCCASIONE DA NON PERDERE”
La Provincia FR, 08.03.11, p. 8
«C'è una straordinaria opportunità per lo sviluppo del nostro territorio che non può essere rimandata ulteriormente». Questo è il pensiero di Giovanni Nichilò, Tesoriere del Partito Democratico Provinciale, riguardo il progetto dell'Interporto e dell'Aeroporto frusinate. «Si tratta di un'occasione che coinvolge il nostro territorio dal cassinate fino a Valmontone e che offrirebbe alla nostra provincia il tanto agognato salto di qualità. Uno slancio economico e sociale forte della vicinanza alla Capitale, consapevoli che Roma è un'opportunità per il nostro territorio e non "un peso" come qualche amministratore provinciale va farneticando. La rete di infrastrutture da realizzare, come l'aeroporto e metropolitana leggera, costituiranno un corridoio veloce tra Frosinone e la Città Eterna. Ridurre a 25 minuti il tempo per arrivare al centro di Roma (ovvero alla Stazione Termini) costituisce l'obiettivo minimo per rendere quasi "obbligata" la scelta di utilizzare l'aeroporto frusinate e lo scalo ferroviario adiacente come punto di arrivo prima di volgere alla Capitale. Questo prefigura enormi opportunità di sviluppo occupazionale e uno snellimento del traffico romano, dove, la già congestionata Ciampino, non regge più i flussi turistici e pendolari. È un'occasione che trainerebbe anche il sud della provincia ed il cassinate diventerebbe polo di attrazione non solo verso le regioni meridionali, ma soprattutto per la capitale. Inoltre l'apertura del nuovo Parco di divertimenti a Valmontone, adiacente il famoso Outlet, rende ancora più necessaria la costituzione delle opere infrastrutturali da anni progettate. È innegabile che due anni sono stati persi dall'attuale Amministrazione Provinciale sulla questione, ed ora è tempo di rompere gli indugi e passare ai fatti, coinvolgendo tutti i settori e le associazioni che possono contribuire al reale sviluppo del nostro territorio».

ANCORA SULLA DISCARICA ABUSIVA A MONTELANICO
Vetro, pneumatici, accumulatori elettrici, plastica, ma anche amianto. Il sito era privo di pavimentazione e non impermeabilizzato. Denunciato un 50enne accusato di lucrare dalla raccolta e vendita dei rifiuti
Cinque giorni 08.03.2011, p. 23
Discarica abusiva sotto sequestro. I militari della Guardia di Finanza di Colleferro hanno fatto scattare i sigilli ad un’area di circa 4.000 metri quadrati, nascosta tra la vegetazione dalle colline del comune di Montelanico. I finanzieri, attraverso delicate indagini svolte durante il capillare controllo del territorio, hanno individuato un’area utilizzata per la raccolta e la differenziazione di rifiuti e rottami di vario genere: - metallo, legno, vetro, pneumatici, accumulatori elettrici, plastica, cemento, amianto, 3 autovetture in disuso, capanni in legno e lamiera, etc.. I materiali immondi erano accatastati su un terreno erboso, privo di pavimentazione e non impermeabilizzato. Proprietario dell’area un cinquantenne residente
al centro storico, che riusciva a rivendere il materiale raccolto da cittadini, aziende e siti della zona. Vista l’estensione dell’area e la tipologia dei rifiuti rinvenuti, anche pericolosi, l’intervento è stato effettuato con l’ausilio di tecnici della prevenzione della locale Asl. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per grave inquinamento ambientale e l’area è stata sottoposta a sequestro per le operazioni di bonifica ambientale. I controlli, che rientrano nell’ambito dell’operazione “Green Earth 2”, posta in essere per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente nel territorio dei Castelli Romani e della provincia a sud di Roma, continueranno nei prossimi mesi mediante un attento e continuo monitoraggio del territorio, sia da terra che dal cielo, con l’ausilio del servizio aereo del Corpo.
L’obiettivo è sempre quello di scovare le discariche abusive. Chi si disfa dei rifiuti in barba alla legge lo fa con un unico scopo: ridurre i costi di smaltimento, ma danneggiando irrimediabilmente l’ambiente ed il territorio in cui viviamo.

lunedì 7 marzo 2011

Rassegna stampa 07.03.11

Montelanico, scoperta discarica abusiva.
Sequestrata dalla Guardia di Finanza area di 4 mila metri quadri; sigilli al sito, denunciato il responsabile
Corriere della sera - Cronaca di Roma 07.03.2011

ROMA - La Guardia di Finanza ha sequestrato a Montelanico - centro alla periferia sud della Capitale - una discarica abusiva di 4.000 metri quadrati. Sull'area, nascosta tra la vegetazione, i finanzieri di Colleferro hanno scoperto rifiuti di ogni genere.
Sono stati trovati vecchi pneumatici, vetri, accumulatori elettrici, cemento-amianto, tre autovetture in disuso, lamiere e materiali di metallo. I rifiuti pericolosi erano stati abbandonati su un terreno non impermeabilizzato e senza pavimentazione. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici della prevenzione della Asl. La Guardia di finanza ha denunciato il responsabile per grave inquinamento ambientale mettendo i sigilli all'intera area (fonte Ansa)

SCALIA: AEROPORTO FROSINONE, ITER FERMO PER COLPA DELL'INERZIA DI IANNARILLI
La Provincia Fr 07.03.11 p.3
"Leggo che Iannarilli si è accorto delle richieste del comune di Ciampino di chiudere al traffico civile l'aeroporto di quella città ed afferma che questa circostanza rende ora concretizzabile l'aeroporto di Frosinone, dopo però un'attenta e cauta valutazione del progetto già definito". Questa la reazione di Francesco Scalia, consigliere regionale del Partito Democratico, alle dichiarazioni del Presidente della Provincia intervenuto ieri sulla questione sollevata dai Sindaci di Marino e Ciampino per la chiusura dello scalo di Ciampino. "In realtà, tutta la complessa procedura che ha portato, ormai tre anni fa, la Regione ed il Ministero delle Infrastrutture ad individuare due nuovi scali nel Lazio, a Viterbo e Frosinone, è partita proprio dalla consapevolezza della necessità di chiudere al traffico civile Ciampino, in quanto aeroporto ormai al collasso sia sotto il profilo ambientale che della sicurezza, insistendo l'area di sedime aeroportuale in un contesto territoriale altamente urbanizzato."- spiega Scalia - "Il problema è che l'iter di approvazione del progetto dell'aeroporto di Frosinone è fermo proprio per l'inerzia del Presidente Iannarilli. Infatti, la Regione attende ancora, da un anno, le osservazioni di ADF per poter riprendere la conferenza di servizi, avviata da Marrazzo nell'ottobre 2009 e finalizzata all'acquisizione dei nulla osta preliminari sul progetto. Inoltre, Iannarilli non appone da mesi la sua firma al documento preliminare di valutazione ambientale strategica, redatto dal Prof. Franco Karrer (attuale Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) e dal Prof. Ivo Allegrini del CNR. La mancata firma del documento non consente la pubblicazione dello stesso da parte dell'ASI e, quindi, il perfezionamento della procedura di valutazione. Si continua a perdere tempo prezioso mentre Aeroporti di Roma, con il sostegno dichiarato della Polverini, decide di raddoppiare Fiumicino e concentrare così in futuro in quell'aeroporto tutto il traffico aereo nel Lazio, con una spesa, peraltro, di 4 miliardi e 700 milioni di euro. Iannarilli, invece di fare dichiarazioni ai giornali, ponga finalmente in essere gli atti amministrativi che a lui competono per consentire alla conferenza di servizi ed alla procedura di VAS di concludersi in tempi brevi. Sarà poi la Regione Lazio a dover bandire la gara per l'individuazione del concessionario di costruzione e gestione dell'opera".

COLLEFERRO, DENUNCIA DEL "GRILLO PARLANTE", ACQUA NON DEPURATA E MALEODORANTE NEL FIUME SACCO
Ecco la notizia quotidiana 07.03.2011 
“In merito al controllo delle acque del Fiume Sacco, del suo attuale stato di cui si e’ ampiamente parlato in questi giorni – si legge in una nota dell’associazione il Grillo Parlante - Libera associazione Onlus - per l’episodio risultato poi infondato delle pecore morte ma anche in merito ai fatti da noi a suo tempo denunciati e che attendono ancora risposte certe da parte della Autorita’ competente relativi a presunti sversamenti nel fiume avvenuti negli anni passati tramite la condotta di Fosso Cupo oggi, ne prendiamo atto peraltro bonificata, l’Associazione Il Grillo parlante da anni attenta nell’ambito del costante controllo di cio’ che a fiume confluisce ha, tramite il monitoraggio effettuato da volontari, rilevato alcune importanti anomalie di depurazione. Infatti, dai controlli riscontrati, acqua con caratteristiche pessime arriva dal Fosso Mille gocce di Valmontone. Di questo riteniamo giusto che venga fatta nelle sedi opportune ,una richiesta di chiarimenti da parte dell’ Amministrazione di Colleferro che paga, oltre ai guai ambientali locali, anche una incuria nel controllo di cio’ che confluisce al Sacco da parte di altre citta’ e amministrazioni che contribuiscono con comportamenti evidentemente non idonei alla pessima qualita’ delle acque del fiume. Questo e’ un grave problema poco evidenziato di cui pero’ Colleferro e’ questa volta risulta vittima e non colpevole, pur subendone da anni le conseguenze. Problema che, ripetiamo, meriterebbe prese di posizione piu’ nette e risposte e soluzioni certe da parte di altre amministrazioni. Ma nonostante il disagio, tutto continua ad avvenire nel silenzio assenso di molti. Ma tornando alla situazione locale, acqua non depurata dal depuratore di Colleferro confluisce al Sacco, così come acqua non depurata e maleodorante arriva tramite il Fosso del IV km come evidenziato dai tanti cittadini ivi residenti che ne vivono da tempo uno spiacevole disagio.

Ed e’ soprattutto in questa ultima zona che il problema si sta facendo insostenibile per la vita degli abitanti residenti .Problema che riteniamo debba essere risolto nel piu’ breve tempo possibile.

A tale proposito, chiediamo alla Amministrazione di Colleferro, soprattutto in virtu’ di quanto dichiarato in questi giorni in merito alla volonta’ di riscatto nel giusto interesse della tutela dell ‘immagine stessa della citta, ma noi diremmo soprattutto per la salute e la qualita’ della vita di chi ci abita, di adoperarsi affinche’ tale spiacevole e crediamo evitabile sversamento o incompleta depurazione, venga al piu’ presto eliminato. Ne va della qualita’ della vita, della salute e del giusto decoro di tanti abitanti del IV km che non sono e non possono essere considerati

Colleferro. Il sindaco invia una missiva alle famiglie per spiegare il recente caso di “Casa Ripi”
LETTERA DI MARIO CACCIOTTI AI CITTADINI: «A QUESTA GOGNA MEDIATICA NON CI STO!»
Cronache cittadine 07.03.2011
COLLEFERRO - In queste ore arriverà a casa dei colleferrini una lettera a firma del primo cittadino Mario Cacciotti avente come argomento i recenti casi di presunto inquinamento ambientale riscontrato nei terreni in zona Casa Ripi e delle “pecore morte” trasmessi dalle televisioni nazionali. Eccone il testo. “Caro concittadino, Cara concittadina, come saprai, il mese scorso alcuni Tg della Tv di Stato hanno mandato in onda dei servizi sulla presunta morìa di pecore di un allevatore locale, creando un grave allarme ingiustificato, in quanto si faceva intendere che le cause fossero da riportare all’inquinamento ambientale della Valle del Sacco: nulla di più falso! E le indagini approfondite che abbiamo subito richiesto alla Asl e all’Ufficio commissariale per l’emergenza ambientale nella Valle del Sacco lo hanno appurato.
I dati delle analisi effettuate ci dicono chiaramente che nessun inquinamento vi è stato, che la morte delle pecore rientra nella normale casistica di un allevamento di quelle dimensioni, morti causate da eventi naturali, come patologie respiratorie o gastrointestinali, dovute a fattori confluenti dell’allevamento che nulla hanno a che fare con l’inquinamento ambientale. I Tg, a partire dal Tg1, hanno reso un pessimo servizio a Colleferro dando ampio risalto ad una notizia senza verificarne l’attendibilità della fonte e senza chiedere un parere scientificoa nessuno. Quello che è successo è purtroppo la conseguenza di un luogo comune: Colleferro è inquinata e sarà sempre così. Ma a questa gogna mediatica, io non ci sto!!! È vero che l’inquinamento è purtroppo un problema storico per la nostra città, ma è anche vero che, come amministrazione, stiamo lavorando sodo e senza sosta da anni per portare soluzioni concrete. Abbiamo fermato la fonte d’inquinamento, mettendo l’area in sicurezza, avviato la bonifica e teniamo costantemente sotto controllo il nostro territorio, per monitorarlo e prevenire qualsiasi ulteriore forma d’inquinamento, e non lo facciamo solo in collaborazione con gli enti deputati, come la Asl, l’Ufficio Commissariale, i Nas, ma anche con altri soggetti autorevoli come La Sapienza e il Cnr. Per questo non possiamo tollerare che un servizio giornalistico basato soltanto su pregiudizi e luoghi comuni getti fango contro la nostra città. Dobbiamo difendere l’immagine di Colleferro e di tutta la cittadinanza da danni economici dovuti a questa cattiva pubblicità. Sono certo che in questa battaglia saremo tutti insieme, fianco a fianco. Inoltre, qualora ci saranno i presupposti, ho dato mandato ai legali di avviare un’azione legale.
Perché la vera Colleferro non è quella fatta vedere dal Tg: è una città di persone perbene, che lavorano sodo fuori dalla luce dei riflettori, una comunità forte e coesa capace di superare i problemi del passato e di sfatare i vecchi luoghi comuni. Colleferro non ha bisogno di calunnie e pregiudizi, ma di azioni concrete per far crescere la nostra città e proteggere non solo la salute, ma anche il futuro delle prossime generazioni di colleferrini. Con questa mia voglio farti anche avere i dati delle autorità sanitarie che ho a disposizione e, per completezza e chiarezza di informazione, ti comunico che potrai trovare ogni aggiornamento e novità sul sito del Comune. Ma sono anche a disposizione se vorrai venire a parlarmi. Non c’è nulla da nascondere. L’unica cosa certa, che è alla luce del Sole, è l’amore per questa nostra città e non permetteremo a nessuno di mortificarla con accuse e giustificazioni pretestuose.

CECCANO
–FERENTINO. RIFIUTI AL POSTO DELL’AREA DI SERVIZIO. STRADA-DISCARICA, ECCO LE TELECAMERE
Il Messaggero FR, 07.03.11 p.33 – di De.Co e Em.P.
A Ferentino sono arrivate le telecamere per combattere le discariche abusive. Il primo sistema di videosorveglianza è stato installato dai privati lungo località Bonifica. La strada di circa un km era finita alla ribalta per l’incredibile cumulo di rifiuti, pericolosi e non, che negli ultimi anni vi erano stati depositati. Amianto, fusti, detriti, pneumatici che avevano portato a proteste dei residenti con il Comune che per ben due volte negli ultimi anni era dovuto intervenire per la bonifica. Ma la strada, poco illuminata e nascosta, continuava ad essere usata come discarica. Così un gruppo di cittadini, autorizzati dal Comune, ha posizionato una sbarra in ferro con un lucchetto, le cui chiavi sono in possesso di cittadini con il diritto di passaggio, e un sistema di telecamere mobili. «Ora come amministrazione posizioneremo telecamere in zone a rischio per tutelare il paesaggio», ha spiegato l’assessore all’Ambiente Sergio Marrocco. In una zona di Ceccano, invece, l’ambientazione è quella di un vecchio film western, con la pompa di benzina abbandonata e i rampicanti avviluppati addosso al vecchio gabbiotto. I cumuli di rifiuti circostanti non mancano: da una parte pneumatici e sedili, dall’altra calcinacci e vecchi sanitari e poi ancora altro materiale. Quel che cambia è che l’ennesima discarica abusiva, in Ciociaria, non si trova all’interno di boschi o in angoli nascosti e periferici, bensì a pochi metri da una provinciale, quella tra Frosinone e Ceccano, trafficata da migliaia di auto. La discarica, anzi le discariche, cumuli di rifiuti sparsi sul piazzale in origine destinato ad ospitare un distributore di gas per auto, si trovano anche a pochi metri dalla ferrovia e dal cavalcavia dell’A1 nei pressi dell’ingresso alla contrada di Colle Leo. Aumentano in numero, senza che nessuno provveda alla bonifica.
 
FILETTINO, LA DISCARICA A CIELO APERTO DI "CERRETO OMBRE"
La Provincia FR 07.03.11 P.17
"Uno spettacolo indecoroso e umiliante per qualsiasi cittadino e per qualunque amante della montagna". Esordisce così il candidato a sindaco di Filettino, Luca Sellari.
"Vedere questa splendida area - continua Sellari - in pieno Parco Naturale dei Monti Simbruini, rifatta ad una vera e propria discarica a cielo aperto, rattrista l'animo e contribuisce a far crescere in ognuno di noi la rabbia e la disperazione di chi ama veramente il proprio territorio".
Sellari si riferisce alla località "Cerreto Ombre", un'area inoltrata tra i boschi di Filettino, recintata e dove il 24 novembre 2009 il comune di Filettino aveva affidato i lavori per una cifra pari ad euro 625 mila per la sua bonifica e gestione rifiuti. I lavori avrebbero dovuto essere conclusi nel marzo del 2010 e successivamente a seguito di una sospensione, si presumeva la fine dei lavori per il 27 ottobre 2010.
"Ora a distanza di 5 mesi dall'ultima data della conclusione dei lavori - sottolinea candidato sindaco - l'area è piu che mai una enorme discarica a cielo aperto ove si trova di tutto e di più. Ciò è veramente mortificante soprattutto per le Istituzioni preposte, ma soprattutto è mortificante per l'intera comunità filettinese che si vede sottratto un bene di inestimabile valore naturale per tutto quello che nella sua complessità rappresenta per Filettino e per il Parco dei Monti Simbruini. La tutela dell' ambiente naturale, dovrebbe rappresentare un punto irrinunciabile rispetto alle attività quotidiane, specie se si parla di un territorio, come quello di Filettino, totalmente inserito nell'area verde più grande del Lazio. Invece oggi - incalza Sellari - giorno dopo giorno, assistiamo impotenti alla continua ed inesorabile distruzione dell'ambiente naturale unica fonte forse di potenziale sviluppo economico per Filettino. Infatti in questi giorni, nell'indifferenza dell'attuale Amministrazione Catena, sono state segnalate varie discariche di piccola estensione, a cielo aperto in più punti del paese, alcune delle quali poste sotto sequestro dai carabinieri". Eppure in questo quadro, a parere di Sellari "appare strano che le Istituzioni, e gli organi preposti al controllo, non attivino azioni di repressione e di verifica per difendere e tutelare un bene di primaria necessità per l'intero eco- sistema, magari in questo caso perché è proprio l'Ente Comunale l'artefice del disastro ambientale di Cerreto Ombre, visto che a distanza di un anno, non ha ancora attuato l'intervento di bonifica come disposto. A questo punto ci viene da chiedere: come sono stati investiti quei 625 mila euro stanziati per l'intervento? Noi restiamo - conclude Sellari - vigili nei confronti di chi pensa di distruggere un patrimonio naturale che invece andrebbe con il contributo di tutti difeso e salvaguardato dagli scempi di questi ".


IL DEGRADO DELLE DISCARICHE DI FERENTINO. SOPRALLUOGHI DEI CARABINIERI
La Provincia FR 07.03.11 p.15
Saliranno sino ai confini con Porciano i carabinieri di Ferentino, agli ordini del maresciallo Alborino, per effettuare il sopralluogo lungo la provinciale al fine di verificare la quantità di discariche esistenti, peraltro da noi denunciate in settimana. E soprattutto per porle sotto sequestro delimitandole come zona a rischio. Ne abbiamo contate almeno una dozzina, negli slarghi della strada di collegamento tra Ferentino, Porciano e Canterno e tantissime anche nei dirupi sottostanti. Il materiale da noi immortalato con fotografie è molto e ce n'è per tutti i gusti. Dalle carcasse di animali, meta preferita di cani randagi, cornacchie e rapaci, agli elettrodomestici scaraventati e quindi frantumati, ai materalli di tutti i tipi, dai bustoni di rifiuti domestici, a (ex) servizi igienici, per non parlare anche di lamiere di amianto, alcune delle quali persino spezzate e quindi ancor più pericolose e nocive. Il maresciallo Alborino ci ha confermato la visita con i suoi uomini, proprio per verificare la consistenza dei rifiuti scaricati. Va ricordato che questa mattina dovranno arrivare anche gli addetti del servizio veterinario per la rimozione della carcassa di mucca che è ben in vista da quelle parti. Dobbiamo ricordare che quel tratto di qualche chilometro di strada è uno dei più panoramici, poiché conducono in posti ameni e turisticamente molto attraenti. Ecco perché è necessaria non solo la bonifica immediata, ma anche un controllo più costante e severo. Per questo vorremmo invitare il neo presidente della associazione "Riserva di Canterno" ad essere molto attento con i suoi uomini al fine di prevenire altre sconcezze. Ed allora, presidente Nando Sorteni, ricordati che il tuo gruppo ambientalistico ha, tra i compiti, anche quello della prevenzione e del controllo del territorio. Ed allora fatti valere.
Egidio Cerelli



ANAGNI. IL CAMPO GIOCHI DI TUFANO TRA I PNEUMATICI
La Provincia FR 07.03.11 p.16
Discarica di pneumatici accanto al parco giochi, a Tufano le due facce della civiltà. Nella ridente contrada di Tufano, al centro del crocevia che racchiude la chiesa, la scuola, i bar ed il supermercato, risalta ben curato il parco giochi realizzato dall'amministrazione comunale.
Ai bordi dell'area occupata da scivoli ed altalene, il letto ormai asciutto del torrente Tufano, una volta ricco di acque flora e fauna. Tra i ciottoli ed i ciuffi di erba, un numero imprecisato di vecchi pneumatici testimonia la maleducazione di chi, oltre che a smaltire in maniera indegna, offende coi suoi gesti una popolazione laboriosa ed onesta.
Il Comune farebbe bene ad eliminare la bruttura; ma sicuramente qualcuno deve aver visto almeno uno degli inquinatori, e l'invito di tutti è quello di informare le Autorità sulla sua identità.

domenica 6 marzo 2011

Rassegna stampa 05-06.03.11

Ciociaria oggi 05.03.11 p.22, di Guglielmo Cecilia

DISTRETTO AGRO-ENERGETICO VALLE DEI LATINI. GIANNI LISI PRESIDENTE, LASCIA COLDIRETTI FROSINONE
Il Messaggero Fr 06.03.11 p.40 - di Annalisa Maggi
Dalla direzione della Coldiretti Frosinone alla presidenza del Consorzio agroenergetico della Valle dei Latini. La nomina di Gianni Lisi alla guida del Consorzio ideato per compiere un cambio di passo definitivo con le problematiche dell’inquinamento di cui soffre il territorio attraversato dal fiume Sacco, è dello scorso 14 febbraio. La notizia, però, è stata ufficializzata solo ieri dal direttore regionale dell’organizzazione agricola, Ado Mattia, in occasione della presentazione del passaggio di consegne tra Gianni Lisi e Paolo De Cesare che da domani sarà il nuovo direttore di Coldiretti Frosinone.
La scelta non proprio scontata di Lisi alla guida del Consorzio della Valle dei Latini lascia ben sperare in un’auspicabile accelerazione dell’azione di riqualificazione di un territorio devastato così come indicato dal piano dell’architetto Andreas Kipar sposato dalla Fondazione Kambo. «Per la Valle dei Latini finora – dichiara Lisi – non è stato fatto abbastanza. C’è bisogno di una maggiore sinergia tra la politica, l’ufficio commissariale e la Fondazione Kambo, solo così riusciremo, se non a superare, quantomeno ad arginare un problema ultratrentennale».
«Finora – ha aggiunto sull’argomento Aldo Mattia – si è lavorato per tamponare l’emergenza, adesso bisogna lavorare per voltare davvero pagina». Gianni Lisi, dunque, dopo tre anni e mezzo lascia la direzione della Coldiretti di Frosinone (dirigerà la sede di Caserta) ma rimane il suo impegno come vice presidente della Camera di Commercio di Frosinone. Un filo diretto che non intende spezzare con la sua Ciociaria per la quale, semmai, avrà un occhio di riguardo. Dall’identikit del nuovo direttore della Coldiretti di Frosinone, Paolo De Cesare, 38 anni, originario di Caserta, emerge una figura altrettanto esperta: laureato in Economia aziendale con un master in gestione delle risorse umane. Dal 2006 al 2009 è stato direttore della Coldiretti di Cagliari e negli ultimi due anni si è occupato, in particolare, di credito e finanza in agricoltura. Le sue linee guida, tracciate ieri in conferenza stampa, punteranno sul dialogo con i consumatori e con la istituzioni ma anche sulla valorizzazione delle peculiarità della provincia «perché nel valore del territorio – ha detto De Cesare – si riesce a recuperare distintività e quindi reddito per le aziende».

FRUSINATE. CONGELATI I FONDI EUROPEI (70 MILIONI) PER DEPURATORI E FOGNATURE. REGIONE E ACEA ATO 5 SUL BANCO DEGLI IMPUTATI
Il Messaggero Fr 05.03.11 p.49, di Denise Compagnone
Settanta milioni di euro per ampliare la rete fognaria a Ceccano, Frosinone ed Anagni; per adeguare gli impianti di depurazione a Fontana Liri, Arce, Piglio e ai sei depuratori di Monte San Giovanni Campano. Questi e molti altri gli interventi dai comuni programmati, e in qualche caso (vedi Pofi) già iniziati, su base di quell’ingente finanziamento. Che però adesso non c’è più.
Erano frutto di un accordo di programma che avrebbe fatto pervenire in provincia di Frosinone, per l’annualità 2009, appunto 70 milioni di euro dalla Comunità europea, tramite la Regione Lazio; un investimento di cui il 70% veniva erogato con fondi pubblici e il 30% versato dagli introiti che Acea Ato 5, gestore degli impianti, avrebbe riscosso dalla fatturazione. Però una tariffa definitiva non c’è, e non c’è stata neppure negli anni passati. Il gestore così, non riuscendo con la tariffa provvisoria nemmeno a coprire i reali costi operativi, a quegli investimenti non ha messo mano. Tra l’altro questa è una delle tante contestazioni mosse al privato dall’Autorità d’ambito.
A novembre la Pisana aveva convocato con urgenza Acea Ato 5 per chiarire come stavano le cose e il gestore aveva spiegato che perdurando l’assenza di una tariffa definitiva era impossibile impegnarsi. Da allora ben poco è cambiato. La consulta dei sindaci ha incaricato tecnici e legali per avere quel parere decisivo che dovrà suffragare le azioni da intraprendere nei rapporti con la spa.
Tariffa definitiva e piano d’ambito ancora non ci sono (o meglio non ci sono quelle dell’Ato, perché invece la società, su indicazione della Pisana, sta già preparando una proposta). La novità, però, è che quei finanziamenti non ci sono più. La Regione ha comunicato ai primi cittadini interessati, infatti, qualche giorno fa, che quei soldi sono stati “congelati”, non essendo stati utilizzati. “In realtà sono stati stornati, come per il teatro, sul capitolo-calderone della sanità” ha spiegato Antonio Galassi, consigliere comunale del capoluogo e delegato dal sindaco Marini a seguire le vicende relative al servizio idrico.
“È il primo reale colpo all’economia dei comuni dovuto a quest’impasse - ha detto -. Noi siamo disperati. Avevamo anche chiesto, nel 2009, di fare da soggetto attuatore e utilizzare la quota che ci spettava per la realizzazione dei lavori. Ma la Provincia, a cui la Regione aveva affidato la delega, ha tergiversato. Ed ecco il risultato”.
Il caso di Frosinone è emblematico: due milioni e mezzo erano per il depuratore; tre milioni per la rete fognaria che, secondo i programmi, doveva essere realizzata in via Faito, via Le Rase e in parte di via Fornaci. “Abbiamo perso questo finanziamento e ne abbiamo perso anche un altro successivo, sempre “congelato” dalla Regione, da 1 milione e 200mila euro con i quali avremmo realizzato impianti in via Coroni, Valle Fioretta e l’ultima parte di Maniano. Sarebbe stata coperta buona parte della città. Ora con quali soldi potremmo mai farli?”.


FROSINONE. IANNARILLI: «AEROPORTO, DISCORSO APERTO»
La Provincia FR, 06.03.11, p. 5

«Il discorso sugli aeroporti del Lazio e sulla necessità di alleggerire Ciampino dal traffico aereo resta aperto». E' quanto dichiara Antonello Iannarilli, presidente della Provincia. «L'aut aut lanciato dai sindaci di Ciampino e Marino all'indirizzo del Governo affinché proceda alla diminuzione dei voli, come era stato stabilito anni fa, riporta all'attenzione alcuni tra i motivi che fecero strada alle procedure che portarono alla decisione di aprire un nuovo scalo nazionale a Viterbo e poi l'indicazione della Regione Lazio per un aeroporto regionale in Ciociaria. Dunque, ferme restando tutte le condizioni ancora da verificare affinché il discorso di uno scalo ciociaro possa essere considerato concretamente e alle quale stiamo lavorando con serietà, mi sembra che occorra accelerare nel discorso che deve vedere il traffico aereo della nostra regione secondo un progetto condiviso e realizzabile. Tutti conoscono la mia cautela quando si parla di un aeroporto a Frosinone. Una cautela non certo dovuta a considerazioni sulla sua utilità o ai benefici che una struttura del genere potrebbe portare al nostro territorio, dell'una e delle altre siamo profondamente convinti. Siamo anche convinti, però, della necessità di dare sempre concretezza ai nostri progetti e, dunque, a maggior ragione camminiamo con piedi di piombo quando parliamo della realizzazione di una grande impresa come un aeroporto e tutto ciò che esso comporta sotto vari punti di vista, non ultimo quello infrastrutturale. Guardiamo dunque con fiducia a una coralità di intenti (da evidenziare la concordanza di vedute espressa di recente dal Presidente del Consiglio regionale sulla necessità di investire al più presto in infrastrutture come il collegamento ferroviario veloce con la Capitale) nell'ambito di una visione territoriale ampia. Gli accorati appelli dei sindaci di Marino e Ciampino reiterati a più riprese da più di un lustro, pur indirizzati a sfere di competenza che certamente non ci competono, sono comunque un esempio chiarissimo di quanto pressanti siano, insieme alle istanze di riscatto e sviluppo dei territori, le necessità di una spinta progettuale veloce e ampia sui collegamenti».


FROSINONE. SVILUPPO SOSTENIBILE, DISCORSO APERTO

La Provincia FR, 06.03.11, p. 8

‘Il Patto dei sindaci per lo sviluppo sostenibile della provincia di Frosinone'. Questo il titolo del convegno che si è tenuto nei giorni scorsi in Provincia che di fatto ha aperto il ciclo di seminari sull'argormento e quindi sulla redazione del piano di azione per l'energia sostenibile (Paes) e sulle soluzioni finanziarie per la sua attuazione.

Un appuntamento organizzato dal Sipe (il cui coordinamento è affidato all'ing. Emiliano Gabriele e all'ing. Angela Viscogliosi), lo studio di ingegneria per l'efficienza energetica in edilizia, e voluto nell'ambito dell'attuazione nazionale della campagna Sustainable Energy Europe, tanto è vero che gode anche del patrocinio del Ministero dell'ambiente.
Il patto dei sindaci è fondamentale e l'appuntamento dell'altro pomeriggio - sostenuto fortemente dalla Provincia (presidente Antonello Iannarilli) e quindi dall'assessorato provinciale all'Ambiente (Fabio De Angelis), che sta mettendo in atto una serie di politiche in materia di sviluppo sostenibile - dà proprio l'avvio al ciclo di convegni e seminari sul Patto dei sindaci per l'anno 2011. Alla buona riuscita dei lavori hanno contribuito anche Unindustria Frosinone e Ancilazio.
Ha introdotto l'argomento e moderato gli interventi Angela Viscoglio. «Si chiama Patto dei Sindaci - ha spiegato - ma non è un patto tra i Sindaci. E' un patto tra le città e l'Europa, tra il Sindaco e l'Europa: ogni Amministrazione locale lavora in completa autonomia, supportata, aiutata, seguita dalle strutture tecniche e finanziarie che l'Europa ci mette a disposizione; ogni Comune prende il merito delle proprie azioni, creando a volte una sana competizione che porta sempre allo sviluppo del territorio. Con l'adesione al progetto, ci si impegna nel medio e lungo termine ad una serie di adempimenti tra i quali presentare il Piano di Azione per l'Energia Sostenibile entro un anno dalla formale ratifica al Patto dei Sindaci e ad esempio organizzare, in cooperazione con la Commissione Europea ed altri attori interessati, eventi specifici (Giornate dell'Energia; Giornate dedicate alle città che hanno aderito al Patto), che permettano ai cittadini di entrare in contatto diretto con le opportunità e i vantaggi offerti da un uso più intelligente dell'energia e di informare regolarmente i media locali sugli sviluppi del Piano di Azione. Obiettivo del convegno è continuare l'opera di sensibilizzazione delle amministrazioni locali già intrapresa e informare in maniera quanto più esaustiva invitando come relatori i massimi esperti in materia, in modo da poter dare ai Sindaci che vorranno aderire ed a quelli che hanno già aderito tutte le informazioni tecniche necessarie per perseguire gli obiettivi».
«Nel corso del convegno- ha aggiunto Emiliano Gabriele (al quale sono state affidate le conclusioni) - si è potuto constatare che in materia di sviluppo sostenibile le Amministrazioni locali hanno l'opportunità di raccogliere una sfida che è quella di seguire consapevolmente la strada tracciata dall'Europa per un futuro a bassa emissione di carbonio. L'unico modo per intraprendere con successo questo percorso, vincendo le reticenze che la novità della materia può indurre, è la piena conoscenza degli strumenti che l'Unione Europea ha varato nell'ambito della propria politica energetica che pone obiettivi vincolanti per il 2020.
Inoltre, la conoscenza delle azioni da compiere e dei conseguenti benefici ottenibili, consentirà alle Amministrazioni locali di aderire al Patto dei Sindaci in completa autonomia e con un approccio consapevole e propositivo che conferirà automaticamente all'azione intrapresa elevate possibilità di successo».
ANAGNI. INQUINAMENTO, NUOVO INCONTRO CON TECNICI ED ESPERTI
La Provincia FR, 06.03.11, p. 25

Ambiente da salvare, l'assessore Retarvi al capezzale del malato da guarire. Giovedì prossimo la Sala della Ragione tornerà ad ospitare tecnici ed esperti, per relazionare sullo stato dei lavori, e sui risultati acquisiti, relativamente agli studi effettuati sul territorio. Guglielmo Retarvi si dice ottimista, e anche se la strada da percorrere è lunga e non agevole "l'amministrazione sta lavorando sodo; le indagini conoscitive avviate nel luglio scorso sono proseguite con impegno e buona lena, e contiamo di poter contribuire con dati e relazioni, alla lotta contro l'inquinamento". L'assessore, che assieme al sindaco Noto volle fortemente iniziare la battaglia senza quartiere, intende ringraziare gli esperti che col loro lavoro "hanno gettato le basi per una attenta ed utile programmazione". Retarvi ringrazia inoltre "i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Guardia Forestale, le associazioni ambientaliste e quanti, liberi da ideologie e desiderio di apparire, si impegnano lontano dai riflettori, per restituire ai nostri giovani un ambiente pulito e risanato". Sulle emergenze rappresentate dalle discariche abusive "siamo riusciti ad ottenere l'impegno formale dell'amministrazione provinciale per la bonifica dai cumuli di rifiuti, e abbiamo chiesto al nostro ufficio tecnico di operare con immediatezza".

ARNARA. FEDELE, SEGRETARIO PD: “DISCARICHE A CIELO APERTO SPETTACOLO VERGOGNOSO”
La Provincia FR, 06.03.11, p. 15

Vecchi televisori, resti di lavatrici e divani, tutti malinconicamente adagiati sui cigli delle strade. Il problema degli ingombranti è una piaga che ormai affligge varie zone del territorio arnarese, da San Clemente alla zona a ridosso del cimitero, passando per il campo sportivo, fino ad arrivare al confine con Pofi. «Uno spettacolo indecoroso - cosi viene definito il fenomeno dal segretario del Pd cittadino Valerio Fedele -. Siamo immobilizzati da un'amministrazione alle prese con beghe interne che non vede i problemi che sono davanti agli occhi di tutti. Siamo arrivati a tanto dopo che la giunta Capogna ha soppresso il servizio di raccolta degli ingombranti, istituito dalla precedente amministrazione di centro-sinistra. Un servizio - continua Fedele - che funzionava. Dato che in tanti anni non abbiamo mai visto le nostre campagne invase dai rifiuti. Cosa ancora più grave è la non gestione della raccolta differenziata. Infatti l'attuale Amministrazione di centro-destra in sette anni a pensato solo a cementificare il nostro borgo, fregandosene della salute e delle tasche dei cittadini. Poiché eliminando i cassonetti per plastica, vetro e carta, il comune è costretto a pagare sanzioni per l'inesistente raccolta differenziata e a versare di più nelle casse della s.a.f. per la quantità di rifiuto indifferenziato che viene portato in discarica, questo ovviamente porta un aggravio della tarsu che colpisce tutti i cittadini. Siamo nelle mani di un assessore all'Ambiente che si preoccupa solo di organizzare eventi e non adempie ai propri compiti, Arnara merita di più".

Ciociaria oggi 05.03.11 p.22 - Apertura delegazione Codici ad Anagni


venerdì 4 marzo 2011

Rassegna stampa 04.03.11

CONSUMI ENERGETICI, LA PROVINCIA CHIAMA I SINDACI
Il Messaggero FR, 04.03.11 p.39 – di Gia.Piz.
Illustrare le azioni da compiere per aderire al “Patto dei Sindaci” per il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile entro un anno dalla formale ratifica del Patto. Se ne discuterà oggi alle 15 in Provincia. Il seminario organizzato dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Frosinone, con il coordinamento scientifico di SIPE e degli ingegneri Emiliano Gabriele e Angela Viscogliosi, dà l’avvio al ciclo di convegni e seminari sul Patto dei Sindaci per l’anno 2011. Il consumo di energia nelle città è in costante aumento; a livello europeo è responsabile di oltre il 50% delle emissioni di gas serra. L’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas e degli inquinanti atmosferici deve essere perseguito anche attraverso interventi a livello locale, oltre che nazionale e internazionale. Non a caso la Commissione Europea ha lanciato ”il Patto dei Sindaci”: un’iniziativa mirata a coinvolgere le città nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale. Questa iniziativa, impegna le città europee a predisporre «I piani d’Azione sono finalizzati - sostiene l’assessore all’Ambiente Fabio De Angelis - a ridurre di oltre il 20% le emissioni di gas serra attraverso politiche locali che migliorino l’efficienza energetica, aumentino il ricorso alle fonti di energia rinnovabile e promuovano l’uso razionale dell’energia».

FROSINONE. SVILUPPO SOSTENIBILE, LA SFIDA DI OGGI E DOMANI
La Provincia FR, 04.03.11, p. 10
‘Il Patto dei sindaci per lo sviluppo sostenibile della provincia di Frosinone'. Questo il titolo per il convegno in programma oggi pomeriggio a partire dalle 15 in Provincia.
Un appuntamento organizzato dal Sipe, lo studio di ingegneria per l'efficienza energetica in edilizia, e voluto nell'ambito dell'attuazione nazionale della campagna Sustainable Energy Europe, tanto è vero che gode anche del patrocinio del Ministero dell'ambiente.
Il patto dei sindaci è fondamentale e l'appuntamento di questo pomeriggio - sostenuto fortemente dall'assessorato provinciale all'ambiente, che sta mettendo in atto una serie di politiche in materia di sviluppo sostenibile - dà proprio l'avvio al ciclo di convegni e seminari sul Patto dei sindaci per l'anno 2011.
Con l'adesione al Patto dei sindaci oltre duemila città in tutta Europa hanno confermato il proprio impegno nel perseguire gli ambiziosi obiettivi fissati dall'Unione Europea.
«La sfida - come sottolineato dagli organizzatori dell'appuntamento odierno - è senz'altro quella di innescare un processo virtuoso e sinergico che veda convergere tra loro gli obiettivi vincolanti assunti dai paesi membri dell'UE con quelli volontari assunti dai Governi locali».
Sono però ancora molti i comuni e le città italiane da coinvolgere nel Patto, soprattutto nel centro-sud del Paese. Il convegno di oggi va allora in questa direzione. Quella cioè della promozione di questa iniziativa.
Particolarmente interessante il programma stilato e che vedrà l'apertura dei lavori affidata ad Angela Viscogliosi, dello studio Sipe. Seguiranno gli interventi di Antonello Pezzini, rappresentante di Confindustria e consigliere del Comitato economico e sociale europeo, che relazionerà sul ruolo delle amministrazioni pubbliche e sugli interventi dell'Ue per sviluppare un'economia a bassa emissione di carbonio; di Antonio Lumicisi (nella foto), coordinatore della campagna See in Italia e che parlerà del Patto dei sindaci in Italia e in Europa; di Aldo Blandino, responsabile dell'Area ambiente del Comune di Avigliana, che relazionerà sul Piano di azione per l'energia sostenibile nella sua città (evidentemente esempio perfetto, o quasi, di sviluppo sostenibile) e di Alessandro Pascucci, di Esco Italia, che dirà del ruolo delle Esco nel meccanismo di finanziamento al pubblico e al privato.
Interverranno al seminario Maurizio Iacovissi, del gruppo Intesa San Paolo; il sindaco di Castrocielo Laura Materiale; l'assessore provinciale all'ambiente Fabio de Angelis; il presidente di Unindustria Frosinone Marcello Pigliacelli ed il presidente della Provincia Antonello Iannarilli.
Chiusura dei lavori affidata ad Emiliano Gabriele, dello studio Sipe.

SERRONE. PORTA A PORTA, TUTTO OK
La Provincia FR, 04.03.11, p. 23, di Angelica Stramazzi
Raccolta differenziata porta a porta, l'amministrazione comunale di Serrone incassa un grande successo e ringrazia vivamente tutta la cittadinanza che, a partire dallo scorso 22 febbraio, sta rispondendo molto bene ad una modalità di selezione e di recupero dei rifiuti urbani senza dubbio amica dell'ambiente e della natura. A sottolineare l'importanza dei risultati appena raggiunti l'Assessore all'ambiente Gabriele Lolli che, ricordando «la grande azione di informazione e sensibilizzazione operata dal Comune presso le scuole, gli esercizi commerciali ed il centro anziani», non nasconde che «c'è ancora molto da fare» per far sì che in aprile l'intero territorio del paese arrivi ad effettuare la raccolta porta a porta.
Un sentito ringraziamento va all'assessore provinciale all'Ambiente Fabio De Angelis che, secondo lo stesso Lolli, «ha lavorato con impegno per abbattere il conferimento in discarica dei rifiuti e per incentivare la differenziata»; impegno e dedizione lodati anche dal Sindaco Maurizio Proietto che ha ricordato «la volontà da parte del Comune di essere all'avanguardia nel settore ambientale».
Proprio per questo, la Provincia di Frosinone ha deciso di essere al fianco di tutti quei centri che, stanchi di affidarsi ad un sistema ormai vecchio di gestione dei rifiuti, hanno finalmente optato per il metodo del porta a porta. E, dopo San Quirico, il porta a porta sarà applicato, a partire dal prossimo martedì 8 marzo, anche a La Forma su un ampio tratto di territorio che arriverà fino a via Meraco. Appuntamento quindi a lunedì 7 marzo alle ore 18 per un incontro informativo che si terrà presso i locali del centro anziani di La Forma.

ANAGNI. POLITICA AMBIENTALE ASSENTE: IL PD ACCUSA
Il Messaggero FR, 04.03.11 p.42 - di Paolo Carnevale
Anniversario importante, quello segnalato dal gruppo degli Amici di Beppe Grillo di Anagni. I “grillini” della città dei papi infatti nel loro sito hanno messo on line , 10 anni dopo la sua pubblicazione, il famoso rapporto Merli. Ovvero, lo studio commissionato a suo tempo dalla giunta di centro sinistra capitanata da Bruno Cicconi, e redatto al termine di una lunga indagine sul campo dal Centro Interuniversitario di tecnologia dell’ambiente della Sapienza di Roma e dell’Università degli studi dell’Aquila. Una situazione che negli anni è “decisamente peggiorata”, hanno detto ieri alcuni ambientalisti della città. Basti penare solo alle emergenze che negli ultimi mesi hanno attanagliato la città. Emergenze che in molti considerano la naturale conseguenza di quello stato di cose. Per ovviare al quale , forse, una seria politica di difesa ambientale non è stata in pratica mai avviata. Questa almeno è l’accusa fatta ieri dal capogruppo del Pd al comune di Anagni Egidio Proietti: “ricordo bene lo studio Merli, anche perché molti nell’allora giunta Cicconi collaborarono alla realizzazione del rapporto. Si vedeva già allora che la situazione era molto seria. Ma le giunte che si sono succedute da allora in poi hanno scelto di mettere quella relazione in un cassetto. Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti”.

giovedì 3 marzo 2011

Rassegna stampa 03.02.11

ASSESSORATO ALL'AMBIENTE PROVINCIA DI FROSINONE. CONVEGNO SUL PATTO DEI SINDACI
La Provincia Fr 03.02.11
‘Patto dei Sindaci per l'anno 2011, sotto l'egida del Ministero dell'Ambiente che coordina la campagna SEE in Italia', tema del convegno organizzato dall'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Frosinone, retto da Fabio De Angelis con il coordinamento scientifico di SIPE (Studio d'Ingegneria per l'Efficienza Energetica in Edilizia), affidato all'Ing. Emiliano Gabriele e all'Ing. Angela Viscogliosi dello Studio SIPE (Studio di Ingegneria per l'Efficienza Energetica in Edilizia). L'appuntamento è per domani dalle ore 15 alle 18,30 all'Amministrazione provinciale.
A seguito della Conferenza internazionale sul Clima svoltasi a Cancun (Messico) nel dicembre 2010, risulta sempre più evidente il ruolo che i Governi locali giocheranno nella lotta ai cambiamenti climatici. Il loro impegno dovrà necessariamente affiancarsi a quello dei Governi nazionali. Oltre 2000 città in Europa (circa 700 in Italia) hanno aderito al Patto dei Sindaci, confermando il proprio impegno nel perseguire gli ambiziosi obiettivi fissati dall'Unione Europea. La sfida è senz'altro quella di innescare un processo virtuoso e sinergico che veda convergere tra loro gli obiettivi vincolanti assunti dai paesi membri dell'UE con quelli volontari assunti dai Governi locali.
Sono ancora molti i Comuni e le Città italiane da coinvolgere nel Patto dei Sindaci, soprattutto nel Centro-Sud del nostro Paese. Per promuovere tale iniziativa, lanciata nel 2008 dalla Commissione Europea, è stata organizzata una serie di convegni specifici in tutta Italia ove esperti e funzionari provenienti dal settore pubblico e privato saranno a disposizione al fine di indirizzare gli amministratori locali che intendono aderirvi. Lo sforzo organizzativo messo in atto da questa Amministrazione si concretizzerà con l'incontro di domani tra tutti i Sindaci della nostra Provincia e i massimi esperti in materia di sviluppo sostenibile, alcuni tra i quali rappresentanti del Ministero dell'Ambiente e del Comitato Economico e Sociale Europeo, già impegnati direttamente nelle attività intraprese da diverse Amministrazioni pubbliche.
L'obiettivo primario di tutti i relatori sarà, pertanto, quello di illustrare le azioni da compiere per aderire al "Patto dei Sindaci" e per accedere conseguentemente agli strumenti finanziari europei rivolti direttamente ai Comuni che, nella loro completa autonomia, vorranno intraprendere questo percorso programmatico virtuoso e al tempo stesso intrinseco di possibilità di sviluppo alternativo del proprio territorio, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera entro il 2020.
Si intende dare all'evento massima risonanza mediatica nella profonda convinzione che "Il Patto dei Sindaci" sia per l'intera Provincia un'occasione da cogliere, ritenendo che i temi dello sviluppo sostenibile rappresentino anche un'opportunità di rilancio economico e sociale.

IL PATTO DEI SINDACI

LO SCHEMA DEL DECRETO LEGISLATIVO APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI: DE PROFUNDIS SULLE SPECULAZIONI SUL FOTOVOLTAICO AGRICOLO
Asca
Rinnovabili
Il commento di Coldiretti
Il commento di Forza del Sud

IL COMMENTO DI ECO DELLA RETE AI CONVEGNI ORGANIZZATI DAL COMUNE DI COLLEFERRO E DINTORNI

mercoledì 2 marzo 2011

Rassegna stampa 02.03.11

RETUVASA: BETA-HCH, SIAMO ANCORA ALL'INIZIO NEL DETERMINARE L'IMPATTO SULLA POPOLAZIONE
Ciociaria oggi 02.03.11 p.24

IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE

COLLEFERRO: ANCORA ALLARME INQUINAMENTO E CONTAMINAZIONE
La Rete per la Tutela della Valle del Sacco: "Un membro del nostro direttivo, residente a 2 km dal Sacco, infatti, è risultato contaminato con un tasso di beta Hch dodici volte superiore alla media"
Romatoday 02.03.2011

Si continua a parlare dell'inquinamento nella Valle del Sacco con la Rete per la Tutela della Valle del Sacco che pone quesiti sulle condizioni di vita dei residenti e sulle quantità e modalità di contaminazione di chi vive in queste zone e lo fa con un inquietante quesito: “Quanti abitanti della Valle del Sacco, residenti ad oltre un chilometro dal fiume, sono contaminati?”

La Rete per la Tutela della Valle del Sacco ricorda: "Le analisi del dipartimento di epidemiologia dell'Asl RmE concluse nel 2008 hanno riguardato solo i residenti entro 1 km dal fiume e hanno attestato il 55% di contaminazioni. Il fenomeno invece potrebbe essere molto più ampio. Un membro del nostro direttivo, residente a 2 km dal Sacco, infatti, è risultato contaminato".

Secondo Retuvasa il campione di popolazione che è stato analizzato "non è pienamente rappresentativo. E lo dimostra il fatto che un membro del direttivo dell'associazione, un uomo di mezza età residente da sempre a due chilometri dal fiume Sacco, nel centro cittadino di Colleferro, si è sottoposto volontariamente alle analisi ed è risultato contaminato con un tasso di beta Hch dodici volte superiore alla media nazionale ed europea. Il dato isolato ovviamente non prova nulla, ma suggerisce l'opportunità di acquisirne altri omogenei". "Per quanto riguarda il 55% dei contaminati residenti entro 1 km dal fiume - proseguono -, in certi casi il valore riscontrato è anche 50 volte superiore alla media nazionale ed europea. Quanto inciderà tale contaminazione sulla loro salute? Forse superfluo ricordare che secondo la scheda internazionale di sicurezza chimica gli effetti da esposizione al beta-HCH possono coinvolgere a breve termine il sistema nervoso centrale, a lungo termine sangue, fegato e reni, nonché provocare tumori. Test su animali indicano la possibilità che questa sostanza influisca sulla riproduzione o lo sviluppo umano".

DUBBI DALLA RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO SUI DATI DELLA CONTAMINAZIONE
Cinque giorni 02.03.2011, p.18

A distanza di tre anni dalla presentazione dell'indagine compiuta dall'Asl Roma E sulla contaminazione umana nella Valle del Sacco, Retuvasa torna sui dati pubblicati, avanzando dubbi sullo studio intrapreso. «Il monitoraggio - si legge in una nota stampa - riguardava gli isomeri dell’ HCH (tra cui il beta-HCH) e metalli pesanti come piombo,
mercurio e cadmio. Sul nuovo campione di circa 800 persone non si monitorano più imetalli pesanti, ma solo gli isomeri dello HCH. A nostro avviso - si legge - tale limitazione negli inquinanti esaminati non aiuta, visto che ci risulta che in alcune persone analizzate nel precedente studio siano stati riscontrati, valori doppi rispetto a quelli limite. Non ci ha mai convinto inoltre la limitazione dell’indagine ai residenti a un chilometro dal fiume».

RETUVASA: PERMANGONO INCERTEZZE SULLA CONTAMINAZIONE UMANA NELLA VALLE DEL SACCO
Retuvasa:«Permangono incertezze sulla contaminazione umana nella Valle del Sacco»
Quotidiano sera 02.03.2011, pp. 1-2


COLLEFERRO. MAPPE INCOMPLETE E SENZA DATA: PRONTO UN ESPOSTO CONTRO IL PARCO FOTOVOLTAICO
In attesa del pronunciamento della Regione, il comitato dei residenti si prepara a una battaglia legale
Cinque giorni 02.03.2011, p.18

Provincia, Regione e Parlamento sono stati avvisati. Ora la battaglia contro il progetto di un nuovo parco fotovoltaico in via Palianense è pronta ad approdare nelle aule del tribunale. Il Comitato residenti di Colleferro sta preparando insieme ai legali un esposto alla Procura della Repubblica contro l’iter urbanistico approvato il 5 maggio scorso in conferenza dei servizi. «Abbiamo notato che le mappe allegate agli elaborati del progetto sono prive di mappe e incomplete – spiega Ina Camilli del Comitato dei residenti Colleferro. Inoltre ci appare molto dubbia la pubblicità di una procedura che si svolge totalmente in conferenza dei servizi. Sembra doveroso sottolineare – aggiunge Camilli - la totale disapplicazione del principio di trasparenza previsto dall’articolo 7 della legge 241 del 1990 sul procedimento amministrativo. Nulla avrebbe impedito a Regione Lazio e Provincia di Roma, proprio per la carenza di una specifica norma imperativa, in sede di rilascio dell’autorizzazione unica, di chiedere al prefetto una informazione antimafia
sulla società ovvero, al soggetto attuatore, almeno un’autocertificazione antimafia in analogia con le previsioni dell’art. 5 del DPR n. 252 del 998 (regolamento sulle certificazioni antimafia). Tale norma – aggiunge Camilli - prevede, infatti, che l’interessato renda tale autocertificazione anche quando gli atti e i provvedimenti della pubblica
amministrazione riguardano attività private sottoposte a regime autorizzatorio che possono essere intraprese su denuncia di inizio da parte del privato alla pubblica Amministrazione competente».
CS

FROSINONE. CLASSIFICA LEGAMBIENTE ECOSISTEMA SCUOLA, FROSINONE NELLA TOP TEN
La Provincia FR, 02.03.11, p. 2, di Laura Collinoli

Frosinone nella top ten dei capoluoghi di provincia in cui c'è più attenzione al mondo della scuola. In primo piano interventi di manutenzione, servizi di mensa, scuolabus, sicurezza e buone pratiche ecocompatibili. Ecosistema scuola ci sorride.

Commovente. L'aggettivo è quello azzeccato, ché in genere, in queste classifiche sulla qualità della vita o roba del genere, il capoluogo ciociaro sprofonda quasi sempre nelle ultime posizioni. Senza via di scampo insomma.
Stavolta no. Stavolta l'associazione ambientalista più accreditata del Paese ci posiziona all'ottavo posto. Subito dopo Prato, Trento, Parma, Siena, Biella, Alessandria e Reggio Emilia. Appena prima di Terni e Verbania, a conferma di una classifica che ancora una volta premia le città del centro-nord Italia e in cui Frosinone risulta essere la prima del centro-sud con un totale di 74,96 punti. Prato si ferma a 88,39 punti mentre Pescara chiude con 22,41.
Ultime dieci in assoluto sono Trieste, Sassari, Trapani, Palermo, Vicenza, Catania, Genova, Nuoro, Messina e, appunto, Pescara.
Non benissimo le altre città del Lazio. Latina si attesta al 41esimo posto con 48,79 punti, mentre Rieti finisce 71esima con 28,75.
Non classificate Roma e Viterbo, che insieme a Bari, Isernia, Novara, Oristano, Padova, Salerno, Siracusa, Trani e Varese hanno inviato dati incompleti.
Il capoluogo ciociaro si piazza all'ottavo posto anche nella speciale classifica dei Comuni che investono per manutenzione straordinaria negli edifici scolastici, con una media ad investimento per edificio di 93.750 euro. Al primo posto Ferrara, con 162.264 euro.
Nella graduatoria delle buone pratiche ecocompatibili la posizione è la 21esima, con Prato al primo posto.
Ottima anche la posizione per quel che riguarda il rischio. Classifica in cui si tiene conto delle bonifiche rispetto all'amianto, al radon ed alle antenne; alla vicinanza alle zone industriali e alle discariche e all'inquinamento acustico.
In questo caso nelle posizioni più alte troviamo i Comuni le cui scuole hanno problemi maggiori. Ottimo, di conseguenza, il 76esimo posto di Frosinone. Male Pisa, al primo posto. Mentre ultima (dunque la migliore) è Chieti.
Il capoluogo ciociaro valutato positivamente anche per il servizio di scuolabus, garantito in tutti gli edifici, e per la somministrazione nelle mense scolastiche di pasti interamente biologici.
Una nota positiva riguarda poi le certificazioni: la totalità degli edifici scolastici presenti a Frosinone, possiede il certificato di agibilità e la certificazione igienico-sanitaria, il 95% è dotato di impianti elettrici a norma, anche se solo l'83% ha il certificato di idoneità statica e solo il 57% ha effettuato interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
«La scuola pubblica va aiutata e sostenuta, gli insegnanti con gli studenti e i genitori fanno sforzi educativi incredibili ma i continui tagli minano la possibilità di futuro, a partire dalla qualità degli edifici e dei servizi», ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.
Ha aggiunto Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio: «C'è molto da fare nel Lazio per rendere gli edifici scolastici più sicuri e sostenibili, va conclusa l'Anagrafe Scolastica che permetterebbe di avere un quadro completo, ma intanto bisogna anche smetterla con i continui tagli investendo sulla manutenzione degli edifici scolastici.
Chiediamo alle Province e alla Regione di realizzare con le Amministrazioni comunali un monitoraggio sui rischi derivanti da sostanze inquinanti quali amianto e radon nelle scuole, favorendo pratiche ecocompatibili che nelle scuole stanno già avanzando e potrebbero essere utili per eliminare ad esempio l'amianto sostituendolo con tetti fotovoltaici».
EXTRA VALLE. 
NO ALLA DISCARICA AD ALLUMIERE. TUTTI CONTRARI
La Repubblica.it 02.03.11

Scoppia la polemica sul polo integrato per lo smaltimento. Contrari Zingaretti, Cgil e comuni. E se per Alemanno è solo un'ipotesi, a mettere un punto alla questione è la presidente della Regione Polverini: "Lì non nascerà nessun impianto"

Il Pd alla Provincia annuncia battaglia. La sinistra promette barricate. Contrari anche la Cgil e i vari comuni del Lazio, da Civitavecchia a Ladispoli. L'ipotesi di una nuova discarica ad Allumiere, per Nicola Zingaretti, invece rappresenta un metodo di governare poco serio che inasprisce gli animi e "che logora i rapporti di fiducia e soprattutto fa perdere a Roma in maniera irresponsabile tempo prezioso".


Scoppia la polemica sulla realizzazione di una cittadella dei rifiuti alternativa all'attuale Malagrotta come prevede il protocollo d'intesa firmato tra il sindaco Gianni Alemanno e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per ottenere il terreno dove costruire la discarica: il poligono militare "la Farnesiana", un terreno di 145 ettari nel comune fuori Roma. E se per Alemanno "Allumiere è una delle tante ipotesi in campo per collocare una nuova discarica dei rifiuti, dopo la chiusura di Malagrotta", e aggiunge che "non è stata presa nessuna decisione su questo o altri siti. Attendiamo che la Regione Lazio faccia le sue valutazioni e le sue scelte per poter dire con chiarezza qual è il dopo Malagrotta", l'annuncio del presidente, Renata Polverini, ivece, è immediato: "Ad Allumiere non nascerà nessuna città dei rifiuti".

Nel documento, che porta la data del 13 dicembre 2010 firmato in ogni pagina dal sindaco Alemanno e il ministro La Russa, viene definito "polo integrato per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei rifiuti". La nuova discarica, che dovrebbe sostituire Malagrotta, avrà anche impianti di trattamento e un gassificatore.

"Un metodo per governare poco serio, che inasprisce gli animi, inconcludente, che logora i rapporti di fiducia e soprattutto fa perdere a Roma in maniera irresponsabile tempo prezioso", afferma il presidente della Provincia di Roma. Nicola Zingaretti aggiunge poi che "malgrado le diverse occasioni avute per confrontarci sul tema dei rifiuti, mai eravamo stati informati di un atto così importante e impegnativo. Si tratterebbe - e usiamo il condizionale perché ci auguriamo che la notizia venga smentita - di un atto che la dice lunga sull'assenza di trasparenza e reale volontà di collaborazione che ha caratterizzato le iniziative del Comune di Roma in tema dei rifiuti. Uno sgarbo e una furbizia - conclude il presidente della Provincia di Roma - che complica ancora di più la complessa vicenda della gestione dei rifiuti della capitale". E il Pd della Provincia fa eco al presidente: "Non staremo certo a guardare ma daremo battaglia in tutte le sedi istituzionali''.

Si dice contrario anche Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, ricordando che " le organizzazioni sindacali non sono mai state sentite" e inoltre si tratta di "un comune che si colloca fuori dal Comune di Roma, in un'area protetta da vincoli paesaggistici''. E il gruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà alla Provincia di Roma, chiama "la popolazione del territorio alla mobilitazione e alla vigilanza democratica contro l'ennesimo sopruso".


Preoccupati i Verdi. "Con la scelta di Allumiere come sito della nuova discarica di Roma c'é il rischio serio e concreto che sulla vicenda rifiuti a Roma ci si avvii verso una soluzione in stile Campania", dice il presidente nazionale e capogruppo in Regione Lazio, Angelo Bonelli, per il quale "sono forti le analogie infatti tra la vicenda del Lazio e quella del Parco del Vesuvio dove si sono realizzate discariche in aree protette. Allumiere, infatti si trova in una Zps (Zona protezione speciale, ndr) che è un'area naturale protetta istituita in base a una direttiva europea che il sindaco Alemanno sta scientemente violando. Per questo motivo stiamo inoltrando un esposto all'Unione europea per attenzionare Bruxelles affinché blocchi fin dall'inizio l'istituzione della discarica che viola la Direttiva 79/409/Cee".

''E' comodo dire: 'portiamo la monnezza fuori da Roma', ma questo per i romani comporterebbe un costo enorme per il trasporto dei rifiuti con camion o treni fino ad allumiere, che dista circa 80 km da Roma'', tuona Augusto Battilocchio, sindaco di Allumiere. ''Una discarica sarebbe una iattura, non capisco chi dal punto di vista politico possa decidere queste cose senza interpellarci. A Roma dico: non fatevi prendere in giro perché i cittadini si troverebbero a pagare il trasporto dei rifiuti. Siamo pronti ad organizzare ogni forma di protesta'', conclude.

E anche se l'assessore regionale alle Attività produttive e alle Politiche dei rifiuti, Pietro Di Paolo rassicura che "non esiste ancora una soluzione che possa dirsi definitiva, ma si sta lavorando su un ventaglio di possibilità", la Polverini taglia corto: "Non ci sarà alcuna cittadella dei rifiuti nel comune di Allumiere", dice il presidente della Regione. "Ho parlato con il sindaco di Allumiere - aggiunge - che mi ha telefonato questa mattina, al quale ho confermato che sulla base delle valutazioni che la Regione Lazio ha già effettuato, anche in relazione alle condizioni ambientali e infrastrutturali del territorio, non si realizzerà alcuna città dei rifiuti ad Allumiere''.


COMUNICATO STAMPA

RIFIUTI ALLUMIERE

Peduzzi-De Paoli (FdS): “Cosa ne pensa la Polverini ?”

“Alemanno vuole scaricare la spazzatura della Capitale in provincia. L’indicazione di Allumiere come “post Malagrotta” è una decisione scellerata presa in barba ad ogni vincolo ambientale e scavalcando ogni confronto con la Regione Lazio e le amministrazioni locali". Lo dichiarano, in una nota congiunta, Ivano Peduzzi, capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, e Antonio De Paoli, segretario FdS di Civitavecchia.

“Nessuna finalità di interesse pubblico –afferma Peduzzi- può giustificare la scelta di installare il nuovo polo di smaltimento sui monti della Tolfa. Il poligono militare “ la Farnesiana ”, il sito individuato dal sindaco di Roma per ospitare un impianto di trattamento e di incenerimento dei rifiuti, si trova proprio ai confini della zona di Protezione speciale di cui alla direttiva 147/2009/CEE”.

“Si tratterebbe –dichiara De Paoli- di una nuova istallazione nociva per la salute in una zona già fortemente compromessa da grandi servitù energetiche. Una decisione alla quale ci opporremo con tutte le nostre forze e con una grande mobilitazione di tutti i cittadini”.

“ La Russa ed Alemanno –concludono Peduzzi e De Paoli- sembrano già essere arrivati ad un accordo. Ma non abbiamo ancora sentito il parere della Presidente Polverini e dell’Assessore Di Paolo che, non troppo tempo fa, assicurarono che non ci sarebbe stato alcun esodo dei rifiuti della Capitale nel resto del Lazio”.

Ufficio Stampa Fds Regione Lazio

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