REDAZIONE: FRANCESCO BEARZI, CRISTINA MATALONI, SARA DEODATI, VINCENZO LANDOLINA, ALBERTO VALLERIANI, ROCCO MARTUFI, GIULIO TIRINELLI

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mercoledì 23 febbraio 2011

Rassegna stampa 23.02.11

IV CHILOMETRO. ASSOCIAZIONI DI ARTENA E COLLEFERRO AVVIANO BATTAGLIA LEGALE CONTRO LA NUOVA CENTRALE TURBOGAS, PRONTO UN RICORSO AL TAR
Due gli aspetti contestati: l'iter amministrativo e le caratteristiche “tecnico-scientifiche” dell'impianto
Avviata una campagna di adesione nel territorio. Il sindaco di Artena: «Sono con le associazioni»
Cinque giorni 23.02.2011, p. 22

L a battaglia per la costruzione della centrale cogenerativa del IV Chilometro proseguirà nelle aule del tribunale. L'annuncio arriva dalle associazioni GrilliArtena, Impegnocivicoperartena e Rete per la tutela della Valle del Sacco che con la collaborazione di un ufficio legale stanno preparando un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. Due gli aspetti contestati: l'iter amministrativo, su cui pare siano state individuate delle irregolarità, e le caratteristiche “tecnico-scientifiche” dell'impianto. «Stiamo discutendo gli ultimi dettagli - spiega Alberto Valleriani, presidente di Retuvasa - Si tratta di un procedimento complesso che necessita peraltro del sostegno di cittadini e Ammnistrazioni locali. Ci preoccupa il silenzio del comitato locale del IV Chilometro e del Comune di Colleferro che non ha ancora risposto alla mozione della Provincia per la sospensione dei lavori. Avremo bisogno di un grande sostegno popolare per vincere questa battaglia». Già avviata una campagna di adesione via internet.«Per chi vuole sottoscrivere il ricorso a costo zero e la sicurezza di nessuna azione di rivalsa da parte della ditta costrutrice in caso di insuccesso - si legge in una nota stampa di Grilliartena - può contattarci direttamente». I dettagli del provvedimento saranno resi noti entro la fine della prossima settimana al termine di una serie di incontri con i legali. Il sindaco di Arte-na, al termine di un confronto in giunta, ha manifestato ieri l'intenzione di sostenere questa iniziativa. «La battaglia legale al momento è l'unica strada percorribile per opporsi alla realizzazione di questo impianto - ha detto ieri il sindaco Mario Petrichella. Il divieto già imposto per il passaggio di un metanodotto nel territorio comunale potrebbe infatti non bastare. Ci batteremo fino in fondo - continua il sindaco - per opporci a questo impianto ma avremo bisogno del sostegno di tutti». cs

COMUNICATO STAMPA COMUNE DI PALIANO

Precisazioni del Sindaco a proposito di rifiuti

Il Sindaco, Maurizio Sturvi, interviene in merito alle notizie apparse ieri ed oggi su un quotidiano provinciale per precisare la posizione del Comune di Paliano a proposito della richiesta inoltrata alla Regione Lazio per inserire nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico biologico:
“Per prima cosa la richiesta inoltrata dal Comune di Paliano – chiarisce Sturvi - non riguarda la realizzazione di un nuovo sito in quanto l’infrastruttura esiste già ed ha prodotto Cdr fino al 2009. La posizione rappresentata presso i competenti uffici regionali era essenzialmente finalizzata ad evitare che nella zona in questione, ossia nel sito industriale di Castellaccio, venisse progettata una nuova costruzione data la riorganizzazione del ciclo dei rifiuti in esame presso la Regione Lazio, in quanto si sarebbe potuto utilizzare l’impiantistica già operante. Da questo, però, ad affermare che si produrranno centinaia di migliaia di Cdr ce ne vuole. A motivarci sono stati anche gli OTTIMI RAPPORTI CHE CI LEGANO AD ACEA (proprietaria dell’impianto) con la quale vogliamo portare occupazione evitando che un altro sito industriale venga abbandonato a se stesso. Con i tecnici stiamo valutando anche nuove possibilità di sviluppo a basso impatto ambientale. Ci tengo, inoltre a precisare – aggiunge il Sindaco – che la richiesta è partita per avere voce in capitolo e comprendere il progetto sul nostro territorio in tema di rifiuti; non vorremmo, infatti, essere solo spettatori passivi e sottostare ad ogni decisione piovuta dall'alto. E’ altrettanto falso, però, come da notizie di stampa, che sarebbe nostra intenzione realizzare una discarica vecchio stampo. Vogliamo ricordare che l'Amministrazione da me rappresentata è quella che è stata in grado di raggiungere un accordo con la Regione Lazio per salvaguardare 450 ettari di territorio de La selva di Paliano. Noi, insomma, non vogliamo affatto inquinare il territorio bensì tutelarlo. Colgo l’occasione per informare che stiamo collaborando con i produttori locali alla nascita di un marchio comunale per i prodotto tipici. A questo, però, punto ci chiediamo: a chi giova tutto questo? Non vorremmo si stesse architettando ad arte qualche manovra diffamatoria nei nostri confronti. Diamo forse fastidio? Qual è lo scopo nel raccontare fatti difformi dalla realtà?”

Valle del Sacco
DOMENICA TAVOLO TECNICO SULLA SITUAZIONE DELL'INQUINAMENTO
Cinque giorni 23.02.2011, p. 22
Dopo la polemica mediatica scatenata dal “finto caso Fadda” (l’agricoltore che ha dichiarato al TG1 che i suoi ovini erano morti a causa dell’inquinamento del suo terreno posto tra Artena e Colleferro) prontamente smentita dalle autorità preposte al controllo ambientale
come la ASL di competenza, la XVIII Comunità Montana dei monti Lepini guidata da Loris Talone ha organizzato un incontro pubblico per fare il punto sull’attuale situazione ambientale della Valle del Sacco. L’appuntamento è per domenica 27 febbraio alle ore 10.30 a Colleferro, presso il cinema Vittorio Veneto, dove le autorità politiche della zona, con il supporto di un tavolo tecnico, spiegheranno nel dettaglio la situazione facendo cosi chiarezza in questo particolare momento. A moderare l’incontro sarà Massimo Cacciotti (vice presidente della XVIII Comunità Montana) che introdurrà gli interventi delpresidente Talone, del sindaco di Colleferro Mario Cacciotti, del sindaco di Paliano Maurizio Sturvi, di Carlo Tiberi (consigliere comunale di Gavignano) oltre che degli onorevoli Angelo Miele e Antonio Paris. Concluderà il deputato Silvano Moffa. Il tavolo tecnico sarà composto dal Dottor Spina dell’ufficio commissariale della Valle del Sacco e dalla Asl Roma G. 



FROSINONE. RIFIUTI, NUOVE ISTRUZIONI PER l’USO
La Provincia FR, 23.02.11, p. 2
E' previsto per venerdì 25, con inizio fissato per le ore 9, presso il Multisala Sisto (Fornaci Cinema Village), il convegno "La nuova gestione dei rifiuti - Analisi tecnico-giuridica alle modifiche della normativa vigente". Il convegno è organizzato dalla società Atena Consulting ed ha il patrocinio della Regione Lazio, dell'Amministrazione provinciale di Frosinone e del Consorzio per lo sviluppo industriale.
Al convegno, presieduto dal dottor Roberto Mastracci, esperto in materie ambientali, porteranno il loro contributo il dottor Gianfranco Amendola, Procuratore della Repubblica esperto in discipline ambientali; il dottor Giuseppe De Falco, magistrato ed esperto in disciplina ambientale; il dottor Luca Ramacci, magistrato di Cassazione esperto in reati ambientali; il dottor Mauro Sanna, chimico ed esperto in materie ambientai.
«Dallo scorso dicembre la normativa sui rifiuti è cambiata nella sua articolazione introducendo novità molto importanti - commenta il dottor Mastracci, deus ex machina del congresso di dopodomani e esperto in materia come pochi -. La non ottemperanza della nuova legge potrebbe comportare una gestione del problema non del tutto ortodossa. Di qui la necessità di un convegno, al quale parteciperanno esperti che s'ompegneranno a chiarire tutti gli aspetti della normativa al fine di evitare una applicazione scorretta della stessa. Ne trarranno beneficio da una parte gli industriali e dall'altra la Pubblica Amministrazione». 
 
FROSINONE. TARGHE ALTERNE : ESERCENTI INFURIATI
La Provincia FR, 23.02.11, p. 6, di Tiziana Cardarelli
Solo due giorni dall'inizio del provvedimento comunale contro l'inquinamento atmosferico con l'utilizzo delle targhe alterne e già commercianti e cittadini di Frosinone non ne possono più.
Ad alzare la voce sono molto più i titolari di esercizi commerciali in centro che proprio non riescono a digerire l'ordinanza. Alla luce soprattutto del fatto che dall'Amministrazione comunale hanno scelto di far circolare tutti il giovedì. Una decisione in funzione del mercato settimanale.
«A noi non ci tutela nessuno. Con questa ordinanza è una tragedia - ha commentato Nadia, responsabile del negozio Camomilla - Lunedì non è entrato quasi nessuno nel negozio. Un mortorio totale. La scorsa settimana non riuscivano a servire tutti i clienti ed eravamo in tre. Da lunedì, invece, io da sola sono più che sufficiente. Il lavoro è sceso del 90%. E poi vorrei sapere - ha aggiunto Nadia - perché il giovedì tutti possono circolare per raggiungere il mercato settimanale? Agli ambulanti ci pensano e a noi chi ci tutela? Vogliono farci chiudere? Beh, sono sulla strada giusta».
Infuriata non poco anche Gerardina, del negozio d'abbigliamento Mimmo Mariani: «L'ordinanza delle targhe alterne è un vero problema per noi commecianti. Lunedì non c'era un'anima viva in giro e oggi (ieri, ndr) è lo stesso. La crisi economica già è tanta, poi si aggiungono anche i disagi alla circolazione... e diventa una tragedia. Vogliono farci abbassare le serrande?! Frosinone - ha concluso - ha bisogno di idee nuove affinchè la città si risvegli. Il sabato, ad esempio, sarebbe bello se facessero un'isola pedonale in centro con attrazioni vere per attirare l'attenzione dei cittadini. Invece nulla. Dall'Amministrazione sembra remino contro per isolarci».
A lamentarsi è anche Franco, il titolare del punto vendita Benetton, situato lungo la via dello shopping di Frosinone: «L'ordinanza comunale per noi commercianti crea grossi problemi. Lunedì per strada non c'era nessuno. Il punto vero è che Frosinone è in una conca e il problema delle polveri sottili non si risolverà certo con qualche giorno di provvedimento, tra targhe alterne e giornate ecologiche - ha commentato -. Sono 30 anni che nessuno fa niente, ora di ricordano dell'inquinamento. E poi questa storia delle auto euro 5 che possono circolare, cosa significa? Ogni anno esce una macchina nuova e noi per transitare dobbiamo cambiare vettura ogni 12 mesi? Si mettessero d'accordo e ne scegliessero una per tutte. Per fare un bilancio sull'effettivo calo di lavoro provocato dalle targhe alternate è ancora presto, ma comunque il disagio è tanto».
Infastidita non poco anche Elisa, commessa nel negozioBob e Jeasael:«Le strade sono deserte. C'è poco moviemento e di conseguenza, nonostante i saldi di fine stazione, - ha commentato - nessuno entra per acquistare. I disagi sono tanti, non si può negare. Personalmente ho l'auto nuova e posso circolare liberamente, ma non tutti sono nella mia stessa situazione. Almeno aumentassero i servizi pubblici per permettere alle persone di sostarsi da una parte all'altra della città senza troppo disagio...».
Sarcastica èGiulia, titolare del franchisingPrenatal: «C'è inquinamento è vero. Le auto aumentano le polveri sottili, ma il rally che parte dalla Villa comunale no. Tutte quelle auto che sgommano e sfrecciano, attraversando la città non provocano alcun problema di inquinamento, ma per favore! Poi vorrei capire - ha chiesto - perchè il giovedì si può circolare tranquillamente. Lo hanno fatto per non creare problemi agli ambulanti del mercanto settimanale? E noi? Non c'è movimento. Noi lavoriamo con clientela della provincia che sapendo del blocco parziale delle auto non viene certamente a Frosinone a farsi multare. Questa è una città senza organizzazione. Per noi è un disagio enorme. Sopportare tutto questo fino alla fine si marzo è un vero problema».
Lunedì da cancellare per Pasquale, proprietario della pizzeria Mystic: «E' stato un giorno bruttissimo a livello commerciale. Non posso ancora capire se sia stata colpa delle targhe alterne, ma è certo che non c'è stato alcun movimento. Come commerciante non sono favorevole, è logico ma per tutelare l'ambiente sì. Se sono convinti che sia questo il modo per abbassare le polvere sottili e tutelare la salute pubblica bene venga. Preferisco guadagnare meno, ma vivere meglio. Il problema, a mio avviso, però è che non credo si riesca a risolvere l'inquinamento».
Che non sia ancora possibile fare un bilancio di possibili danni economici è convintoGian Marco, titolare diFiori Phalanopsis: «Il problema è legato ai fornitori che non possono raggiungerci - ha spiegato con molta tranquillità - Oggi (ieri, ndr) ad esempio siano andati sulla Monti Lepini per prelevare il carico di fiori freschi. Se tutto questo è utile per l'ambiente, ben venga. L'unica cosa che credo sia il caso di intensificare sono i controlli. Ci sono pochi vigili che verificano l'effettiva circolazione delle auto e le loro loro targhe. Al momento, insomma, non ho registrato alcun calo di lavoro. O perlomeno, come detto, è ancora troppo presto per un bilancio».
Poco movimento si sta registrando anche nel punto vendita Sisley:«E' ancora presto per addebitare la diminuzione di afflusso di clientela all'ordinanza comunale. Certo è - ha commentato una delle commesse - che qualche disagio lo provoca, ma per l'ambiente credo sia la cosa migliore».
Scocciati, comprensibilmente, i commercianti di piazza Caduti di via Fani che già soffrono il sabato, quando gioca in casa il Frosinone, per la chiusura della piazza.
«Già c'è crisi, poi ci si mettono anche loro con le ordinanze. Questi signori ha commentato Emanueledella lavanderia L'oblò - dovrebbero spigarci come mai hanno pensato a lasciare libera la circolazione il giovedì. Pensano agli interessi degli ambulanti che pagano al comune 30 euro di suolo pubblico e a noi che paghiano l'affitto non ci vede nessuno. Perchè non si battono per eliminare i pullman dallo Scalo?! E poi mettessero a disposizione dei cittadini più mezzi pubblici ecologici, invece di rompere le scatole con il blocco e le targhe alterne».
L'ordinanza comunale su indicazione della Regione Lazio, partita il 21 febbraio fino al 31 marzo è un problema anche per Santa, titolare del punto vendita Gbc:«Per chi ha una sola auto e deve spostarsi è un grande disagio. Noi in questa piazza avevamo già altri problemi seri, come i parcheggi e la chiusura per la partita, ora aggiungiamo anche le targhe alterne e... non resta che abbassare le serrande. Ma sarà utile per l'inquinamento?».
E' stato registrato un calo di presenze anche nei due bar della piazza.
Eleonara, titolare del Lovely: «Lunedì c'è stato pochissimo movimento. L'ordinanza ci penalizza tantissimo, speriamo almeno che sia utile per l'inquimento. Anche se ho seri dubbi. Sulla Monti Lepini si creano colonne di auto e lo smog rientra inevitabilmente in centro».
Alessia, proprietaria del Caffè Matusa: «L'Amministrazione ha pensato a tutelare gli ambulanti del mercato settimanale, ma noi commercianti, già penalizzati dallo Stadio comunale, siano stati abbandonati. Il sabato chiudono la piazza e noi dobbiamo abbassare le serrande perchè non fanno transitare nè auto e nè tifosi e durante la settimana ci sono le targhe alterne, ma insomma quando lavoriamo? Più volte abbiamo proposto di organizzare in questa piazza mercatini originali per creare movimento e lavorare un po' di più, ma nessuno ci ha mai ascoltato. Questo Comune sembra che remi contro i commercianti».
Preoccupati per i disagi provocati dalle targhe alterne anche Marzia, Irene Simona e Natalino del supermercato Conad:«Da due giorni non abbiamo più il movimento di clientela che avevano la scorsa settimana quando sistematicamente, intorno a mezzogiorno c'era la fila nel bancone dei salumi. Da lunedì entrano poche persone. Non è mai accaduto quindi crediamo sia legato alle targhe alterne. Ora stiamo lavorando con i residenti nella piazza, ma non certamente con i clienti assidui che arrivano da altre zone della città e non possono raggiungerci perchè magari hanno la targa pari e si circola con quella dispari. Il disagi c'è ed è pure grande».


FROSINONE. PICANO: “FAREMO LA NOSTRA PARTE”
La Provincia FR, 23.02.11, p. 9, di Gabriele Picano*
Colgo l'occasione, in merito all'articolo apparso sugli organi di stampa, in data odierna, ed avente come oggetto le direttrici di sviluppo che il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, On. Mario Abbruzzese, individua per la Provincia di Frosinone, per manifestare il pieno sostegno all'iniziativa in quanto la stessa coincide con quanto già da me proposto durante la conferenza stampa del 07.02.2010 nella quale ho illustrato le strategie di sviluppo dell'ADF spa.
In particolare l'ADF spa potrebbe diventare, come già più volte discusso con il Presidente Abbruzzese, il braccio operativo della Regione Lazio per lo sviluppo infrastrutturale della Lazio meridionale mediante il coordinamento del tavolo tecnico già individuato con il Protocollo d'Intesa approvato sia dalla Regione Lazio che dalla Provincia di Frosinone, oltre ad altri enti territoriali, ed in particolare da RFI.
Tale tavolo tecnico, che sarà insediato non appena l'Assessore ai Trasporti della Regione Lazio, On. Lollobrigida, comunicherà all'ADF spa il nome del delegato regionale, avrà come compito principale quello di produrre un accordo di programma che riorganizzi il sistema infrastrutturale dell'intera area meridionale del Lazio, avente come elemento baricentrico il futuro aeroporto di Frosinone e la relativa nuova stazione ferroviaria capace di sfruttare le potenzialità della Tav oltre che ottimizzare con metropolitane leggere i collegamenti con Roma e Napoli.
Tale accordo di programma, concordato quindi con la Regione Lazio, la Provincia, gli Enti territoriali interessati ed in particolare RFI, potrebbe essere oggetto di finanziamento quadro della Comunità Europea, grazie all'attenzione sempre manifestata per il territorio sia dal Commissario Europeo Tajani che dall'On. Pallone.
Mi corre inoltre l'obbligo di evidenziare in questo contesto di sviluppo quanto di buono fatto dalla Provincia di Frosinone ed in particolare dal Presidente Iannarilli nel cercare sinergie, sempre richieste dal mondo imprenditoriale, con la Provincia di Latina affinchè l'aeroporto di Frosinone possa sempre più essere l'Aeroporto del Lazio Meridionale e quindi l' Aeroporto di Frosinone e Latina e nello stesso tempo possano nascere quei progetti infrastrutturali interprovinciali che permettano l'ottimizzazione dei collegamento sia su ferro che su gomma tra la provincia di Frosinone (interporto, aeroporto, stazione ferroviaria, etc ) e la provincia di Latina (porto Gaeta, Mercato ortofrutticolo Fondi, area industriale di Latina, etc).
Concludendo, non posso non plaudere all'iniziativa della Regione Lazio, illustrata dalla Presidente Polverini pochi giorni fa a Paliano, atta a ridar vita alla Selva di Paliano ed alle relative sinergie con Fiuggi e Valmontone, in quanto tali ultimi comuni hanno già informalmente manifestato interesse, insieme ad altri comuni della Provincia di Frosinone, ad entrare nel capitale sociale dell'ADF spa insieme alla Regione Lazio che a breve ufficializzerà, come anticipatomi dall'On. Abbruzzese, la richiesta di sottoscrizione di ben 1.350.000 euro di quote societarie.
*presidente Aeroporto
di Frosinone Spa

ANAGNI. SACCO, RIECCO LA SCHIUMA
La Provincia FR, 23.02.11, p. 2
Ormai è un vizio! Ancora schiuma dalla tubazione di uscita del depuratore Marangoni. Nella tarda mattinata di ieri i finanzieri di Anagni, con la presenza dello stesso comandante Lgt Ceglie, si sono recati lungo la Via Casilina, per constatare il ripetersi del desolante spettacolo che, con puntuale frequenza, si presenta agli occhi di chi percorre la trafficata arteria.
La schiuma candida che ricopre il fossato di scolo, è stata più volte prelevata, ed i campioni analizzati in laboratorio hanno confermato ogni volta che si tratta di "tensioattivi", probabilmente detersivi utilizzati da aziende estranee alla Marangoni stessa. "Ci sono, o ci fanno?" si chiedeva ironicamente "una divisa", col pensiero a chi, ormai scoperto, non accenna ad usare la minima prudenza.
Pare che restino da analizzare alcune sostanze specifiche, ed una volta ricevute le risposte dal laboratorio, il cerchio si stringerà attorno agli autori della assurda beffa. Intanto indiscrezioni credibili confermano che le aziende allacciate al pozzetto collegato col depuratore Marangoni, non sarebbero munite di idoneo impianto di trattamento liquami, una situazione che una volta acclarata, farà scattare il lucchetto agli impianti, e denunce per gravi reati contro l'ambiente e la normativa vigente.
 
EVITARE LE TARGHE ALTERNE? BASTA UN FILTRO
Il dispositivo si può applicare alle auto Euro 3. Il costo: da 800 a 1200 euro

Il Messaggero FR, 23.02.11 p.40 – di Giampaolo Russo
L’incubo delle targhe alterne può essere esorcizzato. Come? Dotando la propria auto diesel del cosiddetto Fap, il filtro anti particolato che trattiene le polveri sottili. L’ordinanza antismog varata dal comune di Frosinone, infatti, prevede che oltre le auto Gpl, elettriche, a metano ed euro possano viaggiare anche durante i divieti le auto dotate di Fap. Non è quindi più specificata la tipologia euro 4. Insomma anche le auto più vecchie, tipo le euro 3 possono dotarsi di filtri anti particolato. Difficile installarlo per i modelli antecedenti in quanto non sempre compatibili. In questo modo investendo un po’ di soldi si potrebbe aggirare l’ostacolo. Vediamo come.

Concessionario. Il primo passaggio da farsi è quello dal proprio concessionario. Lì si potrà verificare se l’installazione del Fap possa essere compatibile o meno con il modello di auto acquistato. Il rivenditore potrà essere in grado anche di consigliare al cliente il filtro giusto da utilizzarsi per la propria auto.

Autofficina. Qualora l’intervento risulti realizzabile, ci si reca ad un’officina autorizzata che, nell’arco di mezza giornata di lavoro, è in grado di montare il dispositivo, realizzare i controlli e verificare lo stato delle emissioni. Al termine del montaggio il cliente dovrà premunirsi di farsi rilasciare tutta la certificazione attestante l’avvenuta installazione del Fap.

Motorizzazione. L’automobilista, con la certificazione rilasciata dall’officina, si dovrà quindi recare alla motorizzazione civile di via Calvosa e, presentando i documenti, dovrà richiedere il collaudo alla Motorizzazione. L’Mctc potrà, una volta esaminata l’auto, rilasciare il libretto di circolazione con la modifica eseguita. In possesso di questa attestazione l’automobilista potrà viaggiare tranquillamente durante le giornate di targhe alterne.

Costi. Questi sono variabili e cambiano a seconda del modello e delle vetustà del veicolo. «In media - fa sapere il titolare di un’officina autorizzata del capoluogo - si parte da un importo intorno agli 800 euro a salire. Per le auto di medio-alta categoria la cifra può salire sino a 1200 euro». Al costo del montaggio e del dispositivo vanno aggiunti circa 60 euro per la richiesta del collaudo da parte della Motorizzazione pagabili attraverso due bollettini con il c/c numero 9001 e 4028. E’ normale che per le auto di scarso valore commerciale il “gioco” potrebbe non valere la candela ma è altrettanto vero che la cifra da investire sarebbe inferiore a quella dell’acquisto di un’auto di ultima generazione. Sinora pochi frusinati hanno intrapreso questo percorso, un po’ perché non informati di questa possibilità, un po’ perché sino all’ultimo l’ordinanza anti smog non si sapeva se contemplasse solo le euro 4 con Fap o anche altre categorie.

Targhe Alterne

Oggi tornano a circolare le auto con targa finale dispari. Gli orari in cui le pari non potranno viaggiare vanno dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Domani, invece, libera circolazione per tutti. Venerdì circoleranno le pari mentre domenica è previsto il blocco totale.

CECCANO: LA NUOVA CENTRALINA ANTISMOG POSIZIONATA AL CIMITERO
Il Messaggero FR, 23.02.11 p.40 – di De. Co.
Da ieri, invece, per verificare come vanno le cose nella parte alta, il camioncino dell’Arpa è stato spostato e posizionato al di là dei cancelli del cimitero, affianco ai morti che riposano in pace, e che, per definizione, non respirano. Né che l’aria sia pulita né che sia inquinata. “Ci serviva la corrente elettrica - ha spiegato l’assessore all’ambiente Nicolino Ciotoli - e che la centralina fosse protetta da eventuali gesti di vandalismo. Ecco perché abbiamo scelto quella collocazione”. Collocazione quantomeno inusuale, anche considerando che i morti, sempre per definizione, non guidano automobili. Sullo stesso piazzale del cimitero, tra l’altro, è vietata la circolazione delle vetture dei visitatori a meno che non si tratti dei pochi autorizzati. Certo, si obietterà, la zona risulta, a qualche decina di metri di distanza, sicuramente frequentata dalle automobili, proprio per la presenza del cimitero. La stessa arteria più vicina, via Peschieta, è sicuramente ad alto tasso di circolazione giornaliera, visto che si trova a poca distanza dal popoloso quartiere Di Vittorio, e dal centro cittadino. Ma chissà perché viene da scommettere che i valori registrati dalla centralina del cimitero saranno tutti i giorni entro il limiti previsti dalla legge...

martedì 22 febbraio 2011

Rassegna stampa 22.02.11

ANAGNI. ANCORA SU IPOTESI TMB A CASTELLACCIO
La Provincia FR 22.02.11, p.20
Rifiuti a Castellaccio, Anagni di nuovo in trincea. La nostra rivelazione di ieri, esclusiva assoluta che sta provocando un terremoto politico/istituzionale, ha riacceso i riflettori sul martoriato sito lungo la Via Casilina, medesima area della Sistema Compositi e delle macerie, non solo figurate, di un sistema industriale che non poteva funzionare.
Il Comune di Paliano incassava una certa cifra da Ener Combustibili, a titolo di ristoro dei danni ambientali provocati dalla produzione di Cdr; danni che, con le parole del presidente del consiglio comunale Marco Cesaritti "gravano invece e solamente, sugli anagnini".
Ieri mattina alla lettura del nostro articolo, il sindaco Carlo Noto è sobbalzato sulla sedia, afferrando dal cassetto l'elmetto di combattente, posato all'indomani della vittoria su chi voleva il termocombustore alle porte di Anagni.
L'impianto di Castellaccio, attivo fino a mesi addietro, riceveva rifiuti da diverse fonti; addirittura una nota società operante in campo internazionale, spediva rifiuti a numerosi siti della Lombardia, e fuori regione solamente a Castellaccio! Un ben triste primato per Giordani prima e Sturvi a seguire.
L'impianto che Paliano vorrebbe realizzare, stando alle note in mani del presidente Polverini, presupporrebbe una discarica di rifiuti vecchia maniera, con lavorazioni blandite come toccasana, ma assolutamente pericolose. In sintesi: una rinuncia alla raccolta differenziata, evitando la termocombustione. Un capolavoro di bizantinismo che meriterebbe altri appellativi. Quel tipo di impianto, inserito nel Piano Marrazzo, era stato saggiamente eliminato dalla Polverini; ed ecco che qualcuno prova a reinserirlo. Il Trattamento Meccanico - Biologico (TMB) e' una tecnologia per il trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati.
Il TMB e' costituito da due processi: quello meccanico si occupa del trattamento dei rifiuti secchi, dividendoli in riciclabili e non; quello biologico, invece, si occupa della parte umida producendo compost e biogas. Grande rilievo sta assumendo la produzione di biostabilizzato dai rifiuti solidi urbani mediante trattamento meccanico-biologico (TMB).
Il biostabilizzato si distingue dal compost in quanto è prodotto a partire da rifiuti indifferenziati, mentre il compost viene prodotto esclusivamente a partire da materiale organico raccolto differenziatamente. Per tale motivo il biostabilizzato non viene usato come concime in agricoltura (cosa che viene fatta invece col compost) ma, essendo caratterizzato da una fermentescibilità ridotta fino al 90%, è particolarmente adatto a varie applicazioni volte al recupero ambientale, paesaggistico e alla copertura giornaliera di discariche (al posto della terra) senza avere emissioni di metano (che è anche un gas serra circa 21 volte più potente, se liberato in atmosfera tal quale, della CO2).
Molto spesso in Italia tali impianti sono progettati per alimentare inceneritori con combustibile derivato dai rifiuti; in taluni casi addirittura gli impianti sono usati semplicemente per triturare i rifiuti senza alcun reale beneficio né per il recupero né per l'incenerimento, come dimostrano le inchieste riguardanti la gestione dei rifiuti in Campania. Tornando al nostro territorio, il sospetto che l'unanimità contro Fagiolara possa essere strumentale all'obbrobrio tentato a Castellaccio, è purtroppo reale. Gli anagnini, in testa l'amministrazione comunale, non intendono subire; e sono pronti a dare di nuovo battaglia.

C O M U N I C A T O S T A M P A
COMUNE COLLEFERRO 22.02.11

TENUTASI LA CONFERENZA PER L’ALLARME LANCIATO DAL TG1 NAZIONALE SULLA MORIA DI PECORE. IL SINDACO CACCIOTTI: “IL CASO NON ESISTE, LIBERIAMOCI DALL’INQUINAMENTO DEI LUOGHI COMUNI”
“Dobbiamo smetterla di identificare Colleferro solo come caso esemplare di inquinamento. La nostra città è ben altro e non dobbiamo permettere a nessuno di farci diventare l’esempio di un luogo insalubre e pericoloso. Liberiamoci dall’inquinamento dei luoghi comuni”. Il sindaco Mario Cacciotti nella conferenza stampa tenutasi questa mattina nell’aula consiliare ha difeso con veemenza l’immagine della sua città, penalizzata in questi giorni dalla notizia della presunta moria di pecore di un allevamento locale. Portando a testimonianza i dati dell’indagine svolta in seguito alla denuncia dell’allevatore, avvenuta tramite la tv nazionale, il Sindaco ha voluto fare chiarezza sull’episodio, dimostrando l’inconsistenza del fatto. “Le analisi effettuate dalla Asl e dall’Ufficio commissariale per l’emergenza della Valle del Sacco – ha detto Cacciotti, che ha ricevuto gli esiti delle ultime analisi fatte dai due enti – non hanno riportato alcuna contaminazione né sugli animali, né sul latte prodotto, né sul terreno sul quale pascolano le pecore. Dunque non c’è mai stato un caso di inquinamento”. Le parole del Sindaco sono state confermate dal Responsabile dell’Ufficio di Igiene e Sanità dell’Asl RmG, dott. Francesco Blasetti, che ha esaurientemente spiegato, ricostruendone l’iter, la situazione emergenziale della Valle del Sacco, dovuta alla contaminazione dei terreni da parte di antiche lavorazioni industriali. Ha ricordato che le aree in questione sono state ormai da tempo messe in sicurezza e che già da alcuni anni a questa parte è partita la bonifica fatta sotto l’attento controllo della Regione Lazio. “Non esiste alcun collegamento – ha sottolineato, parlando del caso delle pecore accomunate erroneamente all’emergenza del Sacco – stiamo parlando del niente. Sono anche un po’ indispettito al riguardo”, ha concluso, ricordando che per rispondere all’inesistente allarme lanciato dall’allevatore e dal tg si sono dovute mettere in moto decine di persone chiamate ad effettuare i controlli e le analisi del caso che avrebbero potuto impegnarsi in altre importanti attività sanitarie.
“I valori sono tutti conformi a quelli di legge – ha affermato da parte sua il responsabile del Servizio veterinario della Asl RmG, dott. Giancarlo Micarelli, parlando dei dati giunti dall’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana, uno dei più attenti e sofisticati laboratori d’Italia – sia per quanto riguarda il Beta-HCH, diossina e sostanze diossino simili, organoclorurati, metalli pesanti e altri contaminanti ambientali. Ma siamo voluti andare anche oltre, facendo ulteriori indagini batteriologiche e la risposta è stata sempre la stessa. L’evidenza – ha concluso – è una sola, sia per i dati del passato che del presente: non c’è nessuna contaminazione”. In pratica gli animali morti rientrano nella normale casistica di un allevamento di medie dimensioni e le morti sono state dovute a eventi naturali, come patologie respiratorie o gastrointestinali dovute a fattori confluenti dell’allevamento che nulla hanno a che fare con l’inquinamento ambientale.
Anche i dati portati ed esposti dalla rappresentante dell’Ufficio commissariale della Valle del Sacco, dott.ssa Daniela Lamarra, hanno evidenziato la non contaminazione del terreno. Nel corso della conferenza sono stati anche offerti assaggi di prodotti locali, formaggi e salumi, portati dagli allevatori dell’area. Presenti anche i Sindaci dei Comuni limitrofi, Paliano, Segni e Gavignano, che hanno condiviso la preoccupazione per un danno all’economia locale in conseguenza della cattiva immagine procurata a tutto il territorio.
“Quello che è successo – dice amareggiato il sindaco Cacciotti - è la conseguenza di un luogo comune: Colleferro è inquinata e sarà sempre così. E’ vero che l’inquinamento è il problema più grande per la nostra città e la sua soluzione non può avvenire in un batter d’occhio, ma è anche vero che, come Amministrazione, stiamo lavorando sodo e senza sosta per portare soluzioni concrete. Il cammino è lungo ma abbiamo già fatto diversi passi importanti. Abbiamo fermato la fonte d’inquinamento, mettendo l’area in sicurezza, avviato la bonifica e teniamo costantemente sotto controllo il nostro territorio, per monitorarlo e prevenire qualsiasi ulteriore forma d’inquinamento, e non lo facciamo solo in collaborazione con gli enti deputati, come la Asl, l’Ufficio Commissariale per l’emergenza della Valle del Sacco, i Nas, ma anche con altri soggetti autorevoli come La Sapienza e il CNR”.

REGIONE-PROVINCIA, ALLEANZA SUI RIFIUTI
Polverini: «Saranno un business». Zingaretti: «2012, porta a porta per un milione di persone»

Il Messaggero RM 22.02.2011, p. 36
di Mauro Evangelisti
L'occasione è stata offerta dalla presentazione della raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta anche a Palestrina, dove raggiungerà 20 mila abitanti. C’erano il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, e quella della Regione, Renata Polverini. E se il primo ha promesso che coinvolgerà, entro il 2012, almeno un milione di cittadini nella raccolta differenztaia, la governatrice del Lazio ha spiegato: «Non finiremo come la Campania, faremo dei rifiuti un business». Il pensiero va alla operazione già avviata dalla Regione per acquisire il consorzio Gaia e dunque l’impianto di Colleferro.
Polverini: «Dobbiamo trasformare la questione dei rifiuti, che oggi vediamo come un problema, in una risorsa economica, come nel resto d’Europa. Il piano sui rifiuti è attualmente in Consiglio regionale. Abbiamo avviato un dialogo con l’Unione Europea, preferiamo votare il piano dopo che ci saranno giunte le indicazioni da Bruxelles. Non vogliamo occuparci dei rifiuti per i prossimi trent’anni, per questo sto portando avanti un dialogo con le altre istituzioni e anche con le opposizioni, per vincere la battaglia dei rifiuti. Nell’ultima finanziaria sono stati stanziati 135 milioni per la differenziata, che arriveranno su tutto il territorio, ma serviranno delle premialità: tra i Comuni ci dovrà essere una concorrenza leale».
Resta il nodo di un impegno diretto della Regione nella gestione degli impianti. Negli uffici regionali stanno lavorando per creare la nuova società che dovrà presentare la proposta di acquisto per il consorzio Gaia. Ma la Provincia di Roma parteciperà? Ieri ha replicato Michele Civita, assessore provinciale all’Ambiente: «Non escludiamo nulla. Seguiamo la vicenda con grande interesse. Dobbiamo capire di che si tratta, l’iniziativa della Regione è un fatto importante perché in questo modo Gaia, le cui gare di acquisto sono andate finora deserte, rientra nella diretta responsabilità della Regione». Critici i Verdi: «Il Piano regionale dei rifiuti del Lazio, approvato dalla Giunta a novembre e presentato a Bruxelles dall’assessore Di Paolo, appare per le sue caratteristiche contraddittorio e privo di qualsiasi prospettiva sostenibile».
La diffusione della raccolta differenziata è vitale perché il Lazio possa evitare l’emergenza. A Palestrina si tratta di un’operazione che coinvolge Regione e Provincia: Palazzo Valentini ha investito per il Comune 657.850 euro per il servizio oltre a 171.274 per l’isola ecologica, con fondi arrrivati grazie ai trasferimenti della Regione. Il presidente Nicola Zingaretti: «La Provincia di Roma si candida a diventare l’area del Centro-Sud più avanzata dal punto di vista della raccolta differenziata. Siamo partiti due anni fa con 27 mila cittadini coinvolti nelle differenziata per arrivare oggi a oltre 400 mila persone con progetti rivolti a 850 mila cittadini. Il nostro obiettivo è coinvolgere oltre un milione di persone per il 2012. È una vera rivoluzione, in nessun angolo d’Italia si registra un incremento di tale portata. La scommessa è produrre ricchezza e lavoro dall’industria del riciclo dei rifiuti. Bisogna fermare il ciclo folle secondo il quale bisogna pagare per raccogliere rifiuti, per mandarli in discarica e magari spedirli in Germania dove poi diventano materie prime"

 
Si acutizza lo scontro tra Iannarilli e la Polverini, Pigliacelli cerca la mediazione, Abbruzzese apre un tavolo
TURISMO, GRANCIA CONTRO SELVA
La Regione punta su Paliano, la Provincia risponde con Tecchiena

Il Messaggero FR 22.02.11, pp.33 (prima) e 36 – di Luciano D’Arpino
«Turismo, vado avanti da solo». Lo aveva annunciato e lo ha fatto dopo non essere stato invitato alla presentazione del progetto di rilancio della Selva di Paliano. Il presidente della Provincia Iannarilli, snobbato dalla Regione e dal suo stesso partito (il Pdl), ieri ha risposto con un atto di giunta che prevede la realizzazione di un Polo culturale della Provincia di Frosinone presso la Grancia di Tecchiena, ad Alatri. La Grancia è stata individuata in quanto rappresenta uno dei più interessanti esempi di architettura settecentesca presenti nel territorio, in posizione strategica rispetto ai flussi abituali che interessano la nostra zona (Montecassino, Casamari e le città di Alatri, Anagni, Ferentino e Veroli) e i flussi previsti nel futuro (Rainbow Magicland di Valmontone).
«Un progetto concreto - dichiara Iannarilli all’unisono con l’assessore alla Cultura Abbate - Un Polo che possa fare della cultura la nuova industria del territorio, in maniera tale da creare una nuova stagione di opportunità di sviluppo, di ricchezza e di occupazione».
«Siccome siamo abituati a far seguire i fatti alle parole – ha aggiunto Iannarilli – ipotizziamo strategie capaci di incidere realmente sul tessuto socio-economico della nostra provincia. La proprietà della Grancia ha manifestato interesse per proposta». Il primo passo sarà quindi quello di stilare un masterplan. Ma dove trovare i soldi? «La Giunta - dice ancora Iannarilli - nell’atto di indirizzo approvato in data odierna, ha deliberato proprio la realizzazione di uno studio di masterplan che verrà finanziato sia con fondi del bilancio provinciale, sia con un contributo della Regione Lazio».
Ma lo scontro istituzionale e all’interno del Pdl anche sul tema del turismo è solo all’inizio. Il presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese, infatti, ieri è tornato sull’argomento: «La Regione Lazio crede fermamente nelle grandi potenzialità del nostro territorio. Ne è prova quanto appena fatto a Paliano, dove sono state investite risorse per rilevare gran parte della proprietà della Selva, che verrà così trasformata in un Monumento naturale così da poter tornare ad ospitare migliaia di visitatori». Poi l’annuncio destinato a rinfocolare le polemiche: «La classe politica provinciale deve saper raccogliere queste sfide sfruttando al meglio tutte le opportunità e imparare a progettare un nuovo modello di sviluppo. Sarà mia cura aprire un tavolo provinciale con la Regione per valutare ogni iniziativa da intraprendere». Si apre un tavolo provinciale, quindi, senza avvertire il presidente della Provincia Iannarilli.

GUERRA TOTALE E INIZIATIVE FOTOCOPIA
Il Messaggero FR 22.02.11 p.36 – di V.B.
Guerra totale. Da una parte Renata Polverini e il Pdl, dall’altra Antonello Iannarilli. Colpo su colpo. Il presidente della Provincia è isolato, ma non si dà per vinto. Lo dimostra quanto è accaduto negli ultimi tre giorni. La Governatrice viene in Ciociaria per lanciare il suo progetto sul turismo? Iannarilli va alla Bit di Milano, la borsa internazionale per promuovere le iniziative ciociare in tema, appunto, di turismo. La Regione individua e acquista La Selva di Paliano per farne il grande attrattore capace di rilanciare l’offerta turistica ciociara? Passano 48 ore e la Provincia annuncia un progetto di sviluppo su turismo e cultura e “licenzia una delibera” che prevede l’utilizzo della Grancia di Tecchiena. Piccolo particolare: la dimora storica è proprietà privata. Ma Iannarilli non si perde d’animo e spiega che i proprietari sono disponibili all’iniziativa. Insomma, un botta e risposta continuo. Una guerra di posizione fatta di iniziative parallele destinate a non incontrarsi mai. Selva e Grancia rischiano di diventare, ancor prima di aprire i battenti, i simboli di questa ennesima iniziativa fotocopia. Speriamo siano solo sensazioni. Speriamo che Regione e Provincia, tra l’altro governate entrambe dal centrodestra, trovino un’intesa al più presto e decidano quali sono i progetti che possono ridare fiato all’economia ciociara e ai suoi 500 mila abitanti.

Turismo, lo scontro
CONFINDUSTRIA CERCA DI MEDIARE: «OCCORRE LAVORARE INSIEME»

Il Messaggero FR 22.02.11, p.36
Chi cerca di non restare strangolato da questa guerra è il presidente di Confindusria Marcello Pigliacelli che elogia sia la Provincia, sia la Regione: «Il Presidente di Confindustria Frosinone plaude a Regione e Provincia invitandole a lavorare insieme - recita una nota - Apprezzamento di Confindustria Frosinone per la parziale acquisizione da parte della Regione Lazio della Selva di Paliano.
«Tale intervento – sottolinea il Presidente Pigliacelli – crea il presupposto per preservare un sito di grande rilevanza ambientale, che contribuisce ad arricchire la zona nord della nostra provincia di un asset importante per lo sviluppo turistico».
Un’altra iniziativa per il rilancio del turismo in provincia di Frosinone, è stata portata avanti nei giorni scorsi dall’Amministrazione provinciale di Frosinone, con il coordinamento dell’assessore al turismo Massimo Ruspandini. La Provincia, infatti, è stata presente con un interessante spazio espositivo alla Bit di Milano. L’iniziativa, il cui interesse di Confindustria Frosinone è stato sottolineato con la partecipazione del presidente Pigliacelli, ha riscosso notevole successo.
«Il rilancio turistico della provincia - sottolinea il presidente Pigliacelli - deve poter contare su una visione strategica e coordinata di tutti gli attori del territorio. Per questo Provincia e Regione devono sempre più condividere un progetto credibile ed articolato che riesca a far conoscere le caratteristiche ambientali, storiche e culturali sui grandi mercati italiani ed esteri». Vedremo.

TARGHE ALTERNE, È CACCIA AI PERMESSI
L’ORDINE DEI MEDICI: SALUTE DEI PAZIENTI A RISCHIO. RICHIESTE DA TUTTI GLI ENTI

Il Messaggero FR 22.02.11, p.34 – di Giampaolo Russo
Molto traffico e poche multe. Il primo giorno di targhe alterne a Frosinone è trascorso senza grosse novità. Il traffico, seppur leggermente diminuito, non è stato ridotto del 50% così come il provvedimento avrebbe dovuto incidere. Molte infatti le auto che circolavano liberamente con le targhe pari, anche dei modelli più vecchi. Ma alla fine appena 30 i verbali, a dimostrazione di un’azione informativa che repressiva da parte dei vigili urbani.
Dalla polizia locale infatti fanno sapere che, trattandosi del primo giorno, l’azione si è concentrata maggiormente sul fornire le informazioni alla cittadinanza circa i provvedimenti che accompagneranno i frusinati sino al 31 marzo. Man mano che trascorreranno i giorni aumenterà però la severità dei vigili. Oggi sarà la volta delle pari che potranno circolare dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Divieto, quindi di circolazione alle auto con targa dispari fatta salva la fascia oraria dalle 13 alle 16. Ricordiamo che le auto a minor emissione quali auto elettriche, a gpl, a metano e diesel dotate di Fap (filtro anti particolato), e euro 5 potranno viaggiare liberamente.
«Mi sembra che il volume di traffico in città - ha commentato il primo giorno del provvedimento, l’assessore all’Ambiente Francesco Raffa - abbia registrato una certa diminuzione delle auto in circolazione». Per tutta la giornata di ieri, intanto, al comando dei vigili urbani di Frosinone si è registrata una fila ininterrotta di cittadini che presentavano istanza di esenzione dai limiti per poter circolare liberamente. In totale sono pervenute 192 richieste. Ma l’Ordine dei Medici, attraverso il presidente Fabrizio Cristofari, ha chiesto ufficialmente al Comune di consentire ai medici chirurgi di poter circolare liberamente nello svolgimento dell’attività professionale. «Laddove ciò non avvenisse - ha concluso Cristofari - si metterebbe a rischio la tutela della salute dei cittadini, in quanto di fatto verrebbe impedito ai medici di svolgere il loro lavoro».
Ma anche altri enti hanno chiesto deroghe per consentire ai dipendenti lo svolgimento di mansioni legate alle manutenzioni o ai servizi di pubblica utilità. Intanto mentre il comune di Milano sta incentivando l’utilizzare di mezzi sempre più ecologici attraverso stanziamento di fondi ad hoc per installare sulle auto e sui mezzi pubblici i filtri anti particolati, il comune di Frosinone è fermo alla promessa di finanziamento della Regione Lazio di 180 mila euro per la trasformazione dell’auto da alimentazione a benzina a gas metano o gpl. Una cifra irrisoria se si pensa che una parte di questi fondi saranno destinati a convertire le 30 auto comunali. «L’incentivo- spiega Raffa - consisterà nel sostenere economicamente il cittadino che avrà voglia di modificare la propria auto e sul costo totale inciderà per un 35% per le auto euro 3 o euro 4 a benzina per salire sino al 50% per le auto di più vetusta generazione. Il comune nelle prossime settimane, quando avrà ricevuto l’erogazione dei fondi, pubblicherà un bando con il quale accoglierà le domande da parte dei cittadini».

POLVERI, IN CENTRO 5 VOLTE PIÙ ALTE CHE SULL’A1
MARTEDÌ “GIORNATA DELL’AMBIENTE”: L’UNIVERSITÀ MISURERÀ LE PM10 IN DIRETTA SULLE STRADE

Il Messaggero FR 22.02.11, p.34 – di Domenico Tortolano
«Le nostre cucine sono sorgenti di polveri sottili dannose per il nostro apparato respiratorio». Lo sostiene il professor Giorgio Bonanno autore del progetto curato dall’Università di Cassino e dal Dipartimento di Meccanica, Strutture, Ambiente e Territorio mirato a individuare i danni e i possibili rimedi. «Il vapore emanato dalla cottura e dalle piastre - ha spiegato - sale verso le cappe o nell’ambiente ristretto ma spesso i filtri non funzionano perchè non vengono mai cambiati».
L’analisi ha riguardato vari punti dell’area cassinate. Esaminate anche 15 pizzerie e le scuole. La concentrazione delle particelle di polveri sottili varia da luogo a luogo e soprattutto se vicini alle strade e quindi al traffico veicolare. La maggiore concentrazione di polveri è risultata a Cassino in via De Nicola con un milione di particelle per centimetro cubo mentre ai margini dell’autostrada è di 200 mila centimetri cubi e stessa cosa nello stabilimento Fiat dove i valori sono variabili a seconda degli ambienti. Sono i bambini, secondo Giorgio Buonanno e il dottor Oriano Grossi, i soggetti più a rischio. Possono subire traumi alle vie respiratorie ma avere anche problemi cardiovascolari ed allergie. Per pubblicizzare questi dati per martedì prossimo l’Università ha proclamato la “Giornata dell’ambiente” con rilevazioni attraverso una sofisticata apparecchiatura. Il prorettore Paolo Vigo ha fatto rilevare che l’ateneo cassinate è in grado con una strumentazione tecnica importante di rilevare la presenza in atmosfera di particelle ultrafini Pm1, “grandi” fino ad un micron. «Polveri, che se inalate - ha detto - entrano a contatto con il nostro sangue. Quindi è meglio fare attenzione».

FIUGGI/VERTENZA TERMALI:
«GAIA CI DEVE 3 ANNI DI ARRETRATI»

Il Messaggero FR 22.02.11 p.34
Una ventina di termali, ieri mattina, si sono recati presso la sede Gaia (di cui fa parte Fiuggi Terme, ex gestore degli impianti fiuggini) per sollecitare i pagamenti arretrati di circa tre anni. Dalla direzione è stato fissato un appuntamento con il direttore generale che si terrà questa mattina, quando inzieranno le mobilitazioni annunciate dalle maestranze alle Terme di Fiuggi Spa & Golf srl (attuali gestori) al comune di Fiuggi, alla Provincia di Frosinone e alla Regione Lazio “per chiudere definitivamente la vertenza Fiuggi nel suo complesso turistico alberghiero, nella quale i lavoratori hanno da sempre dimostrato responsabilità e senso del dovere».

lunedì 21 febbraio 2011

Rassegna stampa 21.02.11

LA PROVINCIA 21.02.11, P.23:
IL COMUNE DI PALIANO STA CHIEDENDO DI INSERIRE NEL PIANO REGIONALE RIFIUTI UN IMPIANTO DI TMB A PALIANO [CASTELLACCIO, CONFINE COMUNE DI ANAGNI], SITO PROPRIETA' ENERCOMBUSTIBILI (GRUPPO ACEA)
Anagni contro Paliano, riesplode la guerra dei rifiuti. L'antica rivalità tra le famiglie Caetani (Anagni) e Colonna (Paliano), con lo Schiaffo a papa Bonifacio voluto da Sciarra Colonna, e l'uccisione di Cola di Rienzo organizzata da Sciarretta Colonna, sembra una maledizione destinata a durare nei secoli.
Sabato scorso l'obiettivo di chi scrive ha "beccato" un documento tra le mani del presidente Polverini, destinato ad alimentare una diatriba dai toni sicuramente molto accesi. La nota compilata dal dott. Marotta della Direzione Regionale Attività Produttive e Rifiuti, ancorché con toni prudenti, suggeriva così al presidente: "Il Comune di Paliano ha presentato una richiesta per inserire nel Piano Regionale della Gestione dei Rifiuti la realizzazione di un nuovo impianto di Trattamento Meccanico Biologico, su un sito industriale abbandonato di proprietà della Società Ener Combustibili del Gruppo Acea. La scrivente Direzione consiglia di non sbilanciarsi. Gli uffici regionali stanno valutando con la dovuta attenzione la richiesta, sempre nell'ottica del raggiungimento degli obiettivi del Piano e del miglioramento del ciclo di gestione dei Rifiuti".
Al comune di Anagni sostengono di essere all'oscuro della manovra, che dimostra ancora una volta come "lontano dagli occhi, lontano dal cuore", valga non solo in amore. Infatti, mentre Sturvi accusa Colleferro di aver realizzato la discarica di Fagiolara che è praticamente "attaccata" a Paliano, lui compierebbe la medesima scortesia nei confronti di Anagni, visto che Castellaccio è praticamente in Anagni, solo casualmente inserita nei confini di Paliano. Siamo ansiosi di conoscere le contromosse degli inquilini ai piani alti di Palazzo d'Iseo. 

FROSINONE. TARGHE ALTERNE DA OGGI AL 31 MARZO
Il divieto dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Possono circolare le dispari
Il Messaggero FR, 21.02.11 pp.43 (prima) e 44 – di Giampaolo Russo
Una città ad accesso limitato. Scattano oggi le targhe alterne a Frosinone. Da questa mattina e sino al 31 marzo i cittadini dovranno convivere con questo provvedimento frutto della nuova ordinanza anti-smog. Calendario alla mano per i frusinati e coloro che dovranno entrare nel capoluogo previsto un mese e mezzo di disagi. Ecco tutte le informazioni su come districarsi per muoversi in città.

Giorni ed orari
I giorni in cui saranno in vigore le targhe alterne sono quelli di lunedì e mercoledì e di martedì e venerdì. Il lunedì ed il mercoledì potranno circolare le auto con numero di targa finale dispari mentre il martedì e il venerdì quelle con numero pari (zero compreso). Per quanto riguarda gli orari il provvedimento scatterà alle ore 9 del mattino sino alle 13. Poi un intervallo dalle 13 alle 16 dove si potrà circolare liberamente. Quindi nuovi divieti dalle 16 alle 20. Il giovedì, il sabato e la domenica si potrà circolare liberamente.

Area interessata
La zona interessata al provvedimento riguarda tutta l’area urbana delimitata dal consueto anello viario costituito dalla Monti Lepini, da via per Casamari, via Maria, via Corini, via Coroni, via San Liberatore, variante Casilina sud, via San Giuliano, via Pier Luigi Da Palestrina, via Licino Refice.

Parcheggi
Chi sarà diretto alle aree di sosta dove sarà possibile raggiungere il centro urbano grazie al servizio navetta o alla vicinanza con l’ascensore inclinato potrà entrare in città. I parcheggi che si potranno raggiungere sono quelli di piazza Pertini (palazzo Sif di via Mascagni), parcheggio villa comunale, parcheggi sotto piazza Gramsci, piazza Salvo D’Acquisto, parcheggio della questura in via Vado Del Tufo e parcheggio di piazzale Europa.

Auto esentate
Potranno circolare i veicoli a basso impatto ambientale ovvero elettrici, ibridi, a metano, gpl e diesel dotati di filtro antiparticolato (FAP), anche i veicoli euro 5 alimentati a benzina e diesel;

Domenica blocco totale
La settimana di targhe alterne si concluderà domenica prossima, 27 febbraio con la domenica ecologica. In questo caso il blocco sarà davvero totale: ad eccezione delle auto appositamente autorizzate e le auto di servizio per mezzi pubblici o di soccorso, non potranno circolare nemmeno le auto più ecologiche (elettriche a metano, a gpl, con Fap). In questa occasione saranno, però, gratuiti i mezzi pubblici.

Sanzioni
Gli automobilisti che verranno sorpresi a circolare durante i divieti rischiano un’ammenda di 80 euro.

Inquinamento da pm10
Gli ultimi dati forniti dall’Arpa sono quelli di venerdì 18 gennaio. Tre le centraline che in Ciociaria hanno rilevato uno sforamento dei limiti delle pm10: Ceccano, Frosinone e Cassino. L’inquinamento più alto ancora una volta a Ceccano: 103 microgrammi per metro cubo, il doppio del consentito (e salgono così a 45 i giorni di sforamento); poi Cassino (con 65 micrgr/mc, e 26 sforamenti nel 2011) e “solo” terza Frosinone Scalo (64 microgrammi/mc e 44 giorni di superamento del limite).

ALATRI: POLVERI SOTTILI, ENTRANO IN VIGORE DA OGGI LE LIMITAZIONI ALLA CIRCOLAZIONE DELLE AUTOVETTURE

Il Messaggero FR, 21.02.11 p.44 – di Ma. Ce.
Entra in vigore da oggi ad Alatri l’ordinanza del sindaco per la riduzione delle polveri sottili: limitazioni alla circolazione dei veicoli datati e bollino blu, a seguito del superamento delle polveri Pm10 nell’area di Bitta, dove è ubicata l’unica centralina della città.
Si tratta dei primi interventi in materia di contenimento e prevenzione dell’inquinamento atmosferico. Questo il testo dell’ordinanza: “Da oggi e fino a diversa disposizione, in Via Alcide De Gasperi, Via Circonvallazione Portadini, Porta San Nicola, Via Melegranate, Porta Portati, SR 155 La Donna, Via della Stazione, Via Madonna della Sanità, Via Chiappitto e Via La Stazza sono stabilite le seguenti limitazioni al traffico. Nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, è vietata la circolazione agli autoveicoli con caratteristiche emissive Euro 0 benzina, Euro 1 benzina e precedenti; nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, è vietata la circolazione agli autoveicoli con caratteristiche emissive Euro 1 diesel, Euro 2 diesel e precedenti.

PALIANO, LA RETUVASA CHIDE L'ALLARGAMENTO DEL VINCOLO DI MONUMENTO NATURALE PER ALTRI 300 ETTARI 
Ecco la notizia quotidiana 21.02.2011
Lo scorso sabato abbiamo assistito a una città in festa. La città di Paliano ha accolto alte cariche di Regione e del Parlamento Europeo, oltre a tutti i sindaci del territorio. Una giornata di festa per la riapertura della Selva acquisita dalla Regione Lazio, divenuta monumento naturale. Oltre alla presentazione pubblica abbiamo avuto modo di visionare un’osservazione che la Rete per la Tutela della Valle del Sacco, attraverso l’opera dell’ing. Roberto Passetti, ha presentato alla Regione Lazio. “Siamo soddisfatti per quanto si sta facendo per salavare questo parco naturalistico che finalmente viene riconsegnato alla collettività – affermano dalla Retuvasa – un grande traguardo, ormai quasi raggiunto, non solo per il territorio palianese, ma anche per un punto nevralgico dove l’incontaminata Alta Valle del Sacco si incontra e scontra con le criticità ambientali passate e presenti del Comune di Colleferro. Ragioniamo però anche nell’ottica di un incremento di tale beneficio per la collettività. Sottoponiamo dunque all’attenzione pubblica la possibilità di un ampliamento di circa 300 ettari dell’area posta a vincolo, volta a promuovere l’opportuna continuità territoriale del Monumento e dunque a rendere l’intero progetto ancora più solido e coerente”. Si tratta di un terreno di collegamento tra le due aree che la Regione ha acquistato e reso monumento naturale. Secondo il parere del professionista, ing. Passetti, “si tratta di una continuità territoriale e di una omegeneità delle aree che potrebbe definire una volta per tutte l’area di monumento naturale

Colleferro. Dopo la volontà della Regione
MARIO CACCIOTTI:«PRONTI A RILEVARE GAIA...»
Quotidiano sera 21.02.2011
«...Il Comune di Colleferro potrebbe entrare nella società regionale che si costituirà per rilevare il Gaia...». Lo afferma il Sindaco Mario Cacciotti (in foto) che dice: «Sono disponibile ad entrare nella costituenda Società, con quote da stabilire. Dopo l’incontro alla Regione Lazio di lunedì scorso, nel quale la Presidente Renata Polverini si è detta intenzionata ad acquisire la nostra società dei rifiuti, ed in considerazione del fatto che a Colleferro abbiamo una discarica e i termovalorizzatori, ritengo opportuno che il Comune entri a far parte della nuova società regionale che avrà il compito di salvare il Gaia dal fallimento. Se ci sono le condizioni, dunque, non esiteremo a far parte della cordata, per contribuire a risolvere la crisi che in questi anni ha attraversato la nostra azienda...»